Restauro e ristrutturazioni

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Tema tecnico: Restauro e ristrutturazioni

Secondo una stima del CRESME in Italia sono più di 3 milioni le abitazioni entrate nella fase di “obsolescenza”: il 76% degli edifici nei capoluoghi metropolitani ha più di 40 anni e deve essere sottoposto ad interventi di ristrutturazione.

A questo dato si aggiungono le attuali esigenze legate ai consumi energetici e a fattori idro-geologici che rendono necessari massicci interventi di manutenzione sul patrimonio edilizio italiano. Un settore questo che, soprattutto negli ultimi anni ha subito un forte slancio, legato anche alla crisi economica che fa preferire investimenti privati in rinnovo e riqualificazione rispetto agli investimenti in nuove costruzioni.

Un piano di riqualificazione che deve tener conto di criteri di qualità e di modalità di intervento atti al miglioramento dell’immagine architettonica e della funzionalità. Un’indagine puntuale dello stato dell’arte e l’uso di tecnologie e materiali appropriati sono i corretti passi da compiere, come vi mostreremo in questo tema tecnico, dedicato al restauro e alla ristrutturazione. Il nemico più grande di un edificio esistente, soprattutto se antico, è l’abbandono. Un edificio che esaurisce la propria funzione viene infatti trascurato, perché ovviamente fare manutenzione su un bene in disuso è uno spreco di risorse, tempo e fatica. Il modo migliore per salvare un edificio storico è dunque continuare a usarlo o trovargli una nuova funzione se quella preesistente diventa obsoleta o troppo costosa.

Le leggi italiane, gli strumenti di pianificazione urbanistica e la prassi corrente prevedono diverse categorie di intervento su tali edifici: la manutenzione, il riuso, il consolidamento, il risanamento e il restauro.  In generale l’intervento più consueto, frequente e leggero, cioè poco invasivo, è la manutenzione: è usuale anche in edifici recenti privi di elementi di pregio e sì distingue in manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria. La manutenzione ordinaria consiste nella semplice esecuzione delle riparazioni ordinarie e correnti come la tinteggiatura delle pareti, la sostituzione delle tegole rotto o ammalorate, il rifacimento delle pavimentazioni interne e così via. La manutenzione straordinaria comprende invece un insieme più variegato di opere e lavorazioni, tra cui la modifica della distribuzione interna di un edificio o entità immobiliare, l’installazione di strutture esterne come pergolati o gazebo, l’accorpamento di due appartamenti o l’esecuzione di piccole modifiche ai prospetti come l’apertura o la chiusura di una finestra.

Tutti questi principi portano alla salvaguardia dell’autenticità di un edificio storico, cioè tutto ciò che forma la materia di cui è composto (ad esempio un muro di mattoni o un solaio in legno), dalla sua immagine così come a noi pervenuta in seguito alle trasformazioni subite e anche dai difetti e alterazioni dovute al passare del tempo.

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FASSA BORTOLO

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