La nuova GAM di Torino: un sistema espositivo aperto

Lo studio olandese MVRDV, insieme a Balance Architettura, sarà alla guida della trasformazione della Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Torino. Il progetto prevede depositi visitabili dal pubblico, un allestimento flessibile e capace di adattarsi nel tempo, e spazi pensati per favorire una partecipazione più diretta e coinvolgente da parte dei visitatori

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L'atrio della nuova GAM di Torino con le grandi vetrate

Torino è stata la prima città in Italia a promuovere uno spazio museale per la raccolta pubblica di arte moderna. Nel 1836 nacque la Galleria civica d’arte moderna e contemporanea della città, meglio nota come GAM, la cui collezione fu conservata insieme ad opere di arte antica presso la Mole Antonelliana. La storia della GAM è travagliata: dal 1895 al 1942 le collezioni furono spostate in corso Siccardi, ma a causa dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale l’edificio fu distrutto e le opere rimasero senza casa.

È proprio lì che dalle macerie iniziò il progetto di Carlo Bassi e Goffredo Boschetti che riconsegnò nel 1959 la GAM ai cittadini torinesi. Sfortunatamente l’edificio è stato reso inagibile negli anni ’80 per rimanere chiuso fino al 1993. La GAM è stata poi ristrutturata nel 1999 con il riallestimento della sezione dedicata agli artisti dell’Ottocento e del Novecento, oltre ad avere spazi dedicati al pubblico come il bookshop, la caffetteria e il servizio di videoteca.

La storia del museo ha portato alla perdita dell’originaria chiarezza progettuale: gli interventi per soddisfare i nuovi standard di sicurezza hanno portato ad un cambiamento notevole dello spazio. Gli spazi interni sono frammentari, mentre i giardini del museo sono recintati e invasi dal bambù.

Oggi questa storia segna un nuovo ed entusiasmante capitolo rivolto verso il futuro a firma di MVRD e Balance Architettura: la GAM si trasformerà in uno spazio più aperto, inclusivo e in dialogo con l’architettura cittadina. Lo studio olandese si è aggiudicato il concorso pubblico internazionale per la riqualificazione della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (GAM), come annunciato a dicembre 2025.

Nuova GAM di Torino, vista notturna

L’intervento è stato promosso dalla Fondazione Torino Musei e Fondazione Compagnia di San Paolo insieme alla Città di Torino e alla Fondazione per l’architettura/Torino con l’obiettivo di portare a dialogare in modo armonico la memoria e l’innovazione. Da un lato troviamo l’esigenza di recuperare il carattere originario dell’edificio e dall’altro trasformare il museo contemporaneo permeabile alla città.

Il progetto per la riqualificazione della GAM ha richiamato l’attenzione di 49 studi internazionali tra cui emergono grandi nomi del panorama come Mario Cucinella, Kengo Kuma, ACPV Architect e Guillermo Vázquez Consuegra. La giuria del Concorso ha apprezzato la capacità del progetto di interpretare la riqualificazione come un processo di riscrittura critica e sensibile dell’edificio, ridefinendone al contempo il rapporto con il contesto urbano.

Come riportato dalla Fondazione Compagnia San Paolo:

“La proposta vincitrice punta a rilanciare il ruolo e il prestigio della GAM a livello nazionale e internazionale, riprendendo e sviluppando quello spirito avanguardistico che ne caratterizzò la nascita, attraverso una nuova lettura dello spazio urbano. La Galleria viene ripensata come infrastruttura civica aperta, inclusiva e tecnologicamente avanzata, capace di moltiplicare le modalità di fruizione del museo e di intensificare il dialogo tra collezioni, architettura e città”.

La GAM si apre

Le oltre 50.000 opere d’arte saranno ospitate in uno spazio aperto che supera il concetto di conservazione ed esposizione e si pone in dialogo con lo spazio cittadino.

Il progetto firmato da MVRDV e Balance Architettura riporta l’edificio alla sua identità originaria dall’animo fortemente innovativo, cancellando gran parte delle trasformazioni che nel tempo ne avevano alterato l’impianto.

Esterno della nuova GAM di Torino: un sistema espositivo aperto

Lo afferma lo stesso Winy Maas, socio fondatore dello studio MVRDV: “Per molti aspetti, il nostro progetto riprende le idee e l’ottimismo che furono fondamentali per la creazione di questo edificio 70 anni fa. Il nostro obiettivo è quello di ripulire e aprire il più possibile questo edificio, ora chiuso. Si crea così un dialogo tra passato e futuro. Spero che se Carlo Bassi e Goffredo Boschetti potessero vedere la nostra proposta oggi, rimarrebbero colpiti da come le nuove tecnologie, i materiali e gli ideali attuali possano portare le loro idee ancora oltre quanto fosse possibile negli anni ’50”.

I lucernari da cui filtra la luce nella nuova GAM di Torino

Nello specifico i lucernari vengono riaperti e la quasi totalità delle pareti interne viene eliminata, restituendo alle gallerie luce e ampiezza. Scompaiono le scale antincendio esterno sostituite da una nuova scala di sicurezza interna che ricalca la posizione di quella storica. Niente più suddivisioni statiche negli spazi museali, dove una griglia di parapetti collega i pilastri portanti dell’edificio: ad essa è possibile appendere pannelli espositivi, tende e altri elementi modulari, dando allo staff del museo uno strumento semplice ed efficace per riconfigurare gli allestimenti in base alle esigenze del momento.

Uno sguardo dietro le quinte

La GAM è un’istituzione culturale che può vantare un patrimonio composto da oltre 50000 opere, purtroppo fino adesso conservate nei depositi del museo. La volontà dei progettisti è di dare una nuova vita al piano interrato trasformandolo in un deposito aperto accessibile al pubblico.

GAM di Torino: un museo aperto e senza barriere

Questo approccio si ispira all’esperienza del Depot Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, progettato dallo studio di Winy Maas, e del V&A East Storehouse di Londra, firmato da Diller Scofidio + Renfro, dove il deposito si trasforma in uno spazio accessibile al pubblico, concepito non solo per la conservazione delle collezioni, ma anche per rendere visibile il backstage delle attività museali.

La diagonale di luce

La luce avrà un ruolo fondamentale nel progetto e non sarà solo “un semplice cambiamento estetico”.  Sotto il livello del parco, un lungo asse diagonale taglia il parco del museo e si insinua proprio sotto la galleria principale, collegando tra loro le diverse aree del museo.

GAM di Torino: il ruolo della luce

Ampie vetrate accompagnano questo percorso, lasciando filtrare la luce del giorno e regalando ai visitatori inaspettati punti di vista sui depositi sottostanti. Lo spettacolo è diverso la sera: sono le luci provenienti dagli spazi interrati a risalire in superficie, trasformando il camminamento in una sorta di corridoio luminoso, quasi sospeso tra dentro e fuori.

Gam di Torini: di notte sono le luci provenienti dagli spazi interrati a risalire

 

Si crea così una nuova piazza civica che richiama il pubblico a sé: aperta e permeabile favorisce l’incontro tra i cittadini e rafforza il legame della GAM con Torino.

Gli spazi interni

I progettisti hanno scelto di privilegiare il recupero in ottica di garantire la sostenibilità dell’intervento: per questo motivo gran parte degli arredi sarà costituita da pezzi originali, in parte da elementi restaurati già presenti nella galleria museale e in parte recuperati dai depositi.

I nuovi spazi interni della GAM di Torino

La rinnovata GAM sarà all’avanguardia non solo per l’innovazione architettonica, ma anche per la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico. Il progetto rende omaggio al retaggio storico del museo torinese e al tempo stesso si traduce in un contributo concreto sul piano della sostenibilità. Sul fronte ambientale, il piano di ristrutturazione prevede l’ottimizzazione delle prestazioni energetiche dei lucernari in vetro e l’impiego di materiali di recupero, provenienti dalle demolizioni, all’interno delle nuove strutture edificate.

Scheda progetto nuova GAM di Torino

  • Progettista: MVRDV
  • Partner: Co-architetto: Balance Architettura
  • Ingegnere strutturale, impiantista, consulente ambientale, calcolo dei costi: Gruppo EP&S
  • Consulente energetico: Busato
  • Luogo: Torino
  • Stato: in corso
  • Categoria: spazio museale
  • Cliente: Fondazione Torino Musei, Fondazione Compagnia di San Paolo



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