Indice degli argomenti Toggle Crescono tutti i comparti delle infrastrutture intelligentiDigitalizzazione e AI sempre più integrate nelle infrastruttureContare su infrastrutture intelligenti permette di ridurre i costiInfrastrutture energetiche digitalizzate: un mercato in forte crescitaAI, IoT e digital twin parte integrante delle infrastrutture energeticheSmart roadFAQ infrastrutture intelligentiCosa si intende per infrastrutture intelligenti?Perché sarebbe opportuno investire sulle infrastrutture intelligenti?Cosa manca per lo sviluppo delle smart road? Cresce il mercato italiano delle infrastrutture intelligenti. Nel 2025 ha raggiunto un valore di 1,36 miliardi di euro, registrando una crescita del 16% rispetto al 2024. A rilevarlo è l’Osservatorio Digital & Smart Infrastructures del Politecnico di Milano, che ha presentato in questi giorni gli ultimi dati sul settore. La digitalizzazione delle infrastrutture contribuisce a migliorarne la sicurezza e l’efficienza, un aspetto particolarmente importante perché esse rappresentano l’ossatura portante di ogni sistema economico moderno. L’Italia dispone di un patrimonio infrastrutturale unico in Europa: la rete autostradale è tra le più datate e complesse del continente e conta un numero di viadotti, ponti e gallerie nettamente superiore alla media europea. Inoltre, il Paese può contare su una delle reti ferroviarie più estese d’Europa, con oltre 16.800 chilometri di linee. Crescono tutti i comparti delle infrastrutture intelligenti La crescita interessa tutti i principali segmenti del mercato. In testa si collocano le Smart Energy Infrastructure , che raggiungono i 460 milioni di euro (+21%). Seguono le Smart Railway, con un valore di 320 milioni di euro (+12%), sostenute dagli investimenti di RFI in sistemi di segnalamento digitale, manutenzione predittiva e sensoristica IoT, e le Smart Road, che toccano i 240 milioni di euro (+17%). In aumento anche le tecnologie per Smart Bridge & Tunnel (175 milioni di euro, +13%), Smart Airport (75 milioni di euro, +10%), Smart Port (50 milioni di euro, +12%) e Smart Logistic Hub (40 milioni di euro, +14%). Digitalizzazione e AI sempre più integrate nelle infrastrutture Connettività, gestione dei dati e intelligenza artificiale vengono oggi integrate sempre più spesso già nella fase di progettazione delle infrastrutture. «Si parla sempre più di digital by design e di integrazione», ha spiegato Giulio Salvadori, direttore dell’Osservatorio Digital & Smart Infrastructures, analizzando un mercato trainato soprattutto dagli investimenti pubblici. In questo contesto si fa sentire l’effetto del PNRR, in particolare della Missione 3 dedicata alle infrastrutture per una mobilità sostenibile. Numerosi progetti si inseriscono in questo scenario, compresi quelli finanziati attraverso il programma europeo Connecting Europe Facility, che sostiene lo sviluppo di infrastrutture energetiche, di trasporto e digitali. Gli esempi non mancano. Tra i più rilevanti, figura il Tyrrhenian Link, il corridoio elettrico per le energie rinnovabili che collegherà Sicilia, Sardegna e Campania attraverso 970 chilometri di cavi sottomarini. La necessità di digitalizzare il patrimonio infrastrutturale italiano è particolarmente evidente. Nessun altro Paese europeo può vantare una concentrazione così elevata di viadotti, ponti e gallerie autostradali. Oltre a essere tra le più datate, le autostrade italiane sono anche tra le più trafficate del continente, con circa 40 mila veicoli che transitano ogni giorno su ciascun chilometro di rete, secondo i dati di Autostrade per l’Italia. Da qui la necessità di una manutenzione costante, di interventi di ammodernamento e di sistemi di monitoraggio capaci di prevenire problemi e incidenti anche gravi. Contare su infrastrutture intelligenti permette di ridurre i costi La prevenzione è fondamentale per evitare cedimenti e incidenti. Il crollo del “ponte Morandi” nel 2018 ha causato più di 40 morti. Da allora si sono registrati cinque crolli, fortunatamente senza vittime. Nel frattempo, è stato emanato il Decreto Ministeriale 204/2022 che ha avviato un censimento nazionale dei ponti per assegnare un livello di rischio (basso, medio, alto), con i primi risultati attesi per fine 2026-2027. Più di 4400 ponti, viadotti e cavalcavia entrano in una piattaforma digitale che integra AI, IoT e digital twin per migliorare ispezioni, manutenzione e sicurezza della rete. Per comprendere le opportunità offerte dall’impiego della tecnologia digitale sulle infrastrutture l’Osservatorio del Politecnico ha sviluppato un modello per stimare i costi e i benefici dell’implementazione di tecnologie smart su un ponte stradale, considerando un’infrastruttura standard (un ponte con campata di 20 metri). È emersa una riduzione dei costi di manutenzione che varia dal 10% al 30% a seconda dello scenario, passando da interventi reattivi a predittivi. Nello scenario di investimento massimo, il costo totale si riduce del 21%, ossia circa 300mila euro di risparmio per il caso analizzato. Applicando la soluzione ai duemila ponti critici in Italia, si potrebbero ottenere risparmi per 600 milioni di euro. Infrastrutture energetiche digitalizzate: un mercato in forte crescita La spesa per la digitalizzazione delle grandi infrastrutture aumenta, in particolare, nel comparto delle Smart Energy Infrastructure (460 milioni di euro), grazie alla crescente digitalizzazione delle reti elettriche e idriche, all’automazione di dighe e acquedotti e ai sistemi di monitoraggio predittivo dei gasdotti. «Non parliamo di cemento e calcestruzzo, ma della connettività dei sensori applicati a tutte le infrastrutture energetiche», ha spiegato Elisa Vannini, ricercatrice dell’Osservatorio Digital & Smart Infrastructures, segnalando che il mercato digital energy complessivo ha raggiunto i 64 miliardi di dollari su scala mondiale nel 2025 e che si prevede che ci si avvicinerà nel 2032 a sfiorare i 150 miliardi di dollari. Questa crescita la si nota anche in termini di progetti, ben 153 progetti censiti a livello internazionale, oltre la metà dei quali (52%) riguarda l’energia elettrica, seguita da acqua (28%) e gas (20%). A proposito di infrastrutture intelligenti nel comparto energetico, in Italia si contano oltre tre milioni di cabine primarie e secondarie telegestite da remoto, oltre 18mila utenti di comunità energetiche rinnovabili, contando anche più di 2,8 milioni di punti luce urbani telegestiti e più di 70mila punti di ricarica elettrica a uso pubblico. AI, IoT e digital twin parte integrante delle infrastrutture energetiche Sotto il profilo dell’innovazione tecnologica, IoT e AI sono ormai prerequisiti per l’efficienza operativa e la resilienza climatica. In particolare, il digital twin è sempre più adottato come leva di supporto decisionale per lo sviluppo e la gestione di reti energetiche complesse. Più ampia è la diffusione di soluzioni digitalizzate, più è necessario elevare la cybersecurity. A questo proposito l’Europa ha varato la Direttiva NIS2, i cui ambiti applicativi comprendono settori critici come energia, acqua e infrastrutture digitali. A questa si aggiunge il Cyber Resilience Act, in materia di sicurezza dei prodotti digitali immessi sul mercato. Servirà anche promuovere soluzioni prodotte a livello europeo. A tale proposito, l’Europa ha da poco presentato un pacchetto per la sovranità tecnologica che comprende due proposte legislative (Chips Act 2.0 e il Cloud and AI Development Act), la strategia open source dell’UE e una tabella di marcia strategica per la digitalizzazione e l’IA nel settore dell’energia Smart road Il mercato italiano delle smart road è stimato a 240 milioni di euro entro il 2025. L’Italia ha gettato le basi normative per queste infrastrutture intelligenti per la mobilità, con un anticipo significativo rispetto al resto d’Europa, ma ora si trova a un collo di bottiglia critico. I progetti pilota e le tecnologie esistono, tuttavia la monetizzazione effettiva e il passaggio a servizi su larga scala sono bloccati da un quadro normativo del 2018, ormai obsoleto. La smart road «è un complemento fondamentale, il sistema che permette la transizione» verso un nuovo tipo di mobilità. Senza un’infrastruttura che riesca a comunicare con i veicoli a guida autonoma, questa transizione si complica parecchio. Occorre, quindi, garantire un livello di sicurezza efficiente su tutta l’Italia. A livello internazionale sono stati censiti 176 progetti dal 2017 al 2025, 23 delle quali riguardano l’Italia e sono tuttora attive. La più recente riguarda la Tangenziale di Napoli. All’inizio di giugno il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha rilasciato la certificazione quale prima Smart Road italiana ai sensi del Decreto Ministeriale 70/2018. Il lavoro di ricerca dell’Osservatorio evidenzia che la maggior parte dei progetti internazionali (54%) è ancora ferma all’efficienza operativa di base, senza generare un vero vantaggio competitivo. La vera sfida, dove risiede il valore economico, è nell’11% dei progetti che creano ecosistemi di servizi orchestrati da terze parti. Per sbloccare questo potenziale, è necessario un adeguamento normativo che superi la frammentazione attuale dei dati e abiliti modelli di business basati su servizi critici per la sicurezza (safety-critical). FAQ infrastrutture intelligenti Cosa si intende per infrastrutture intelligenti? Le infrastrutture costituiscono l’insieme di reti, impianti, servizi e strutture di base necessari per il funzionamento di una società, di una città o di un’economia. Rappresentano lo scheletro materiale e immateriale che supporta lo sviluppo, la mobilità, la produzione e la qualità della vita quotidiana. Le infrastrutture intelligenti sono sistemi fisici integrati con tecnologie digitali quali l’Internet delle cose (IoT) e l’intelligenza artificiale. Raccolgono, analizzano e utilizzano i dati in tempo reale per ottimizzare l’efficienza, migliorare la sostenibilità e la qualità della vita umana. Perché sarebbe opportuno investire sulle infrastrutture intelligenti? Perché le grandi infrastrutture contribuiscono in modo significativo all’economia. Un euro investito in tecnologie smart per infrastrutture genera 1,5 € a livello di sistema paese e 3,5 € nei paesi emergenti, perché attivano diverse filiere produttive. C’è bisogno, quindi, di investire sull’innovazione tecnologica e digitale e puntare su infrastrutture intelligenti. La crescita di valore del mercato si registra in tutti gli ambiti applicativi smart. Il forte valore d’innovazione nelle infrastrutture intelligenti moltiplica l’interesse anche sotto forma di startup: a livello internazionale se ne contano 218, capaci di raccogliere capitali per 594 miliardi. Cosa manca per lo sviluppo delle smart road? L’Osservatorio Smart Infrastructures del Politecnico di Milano ha focalizzato l’attenzione sul V2X (Vehicle-to-Everything). È la tecnologia di comunicazione che permette ai veicoli di scambiare dati in tempo reale con tutto ciò che li circonda. Sfruttando reti cellulari (5G) e Wi-Fi, supera i limiti dei sensori di bordo per migliorare la sicurezza stradale, l’efficienza del traffico e la mobilità autonoma. A questo specifico riguardo, mancano reti locali dedicate, protocolli C-ITS per garantire affidabilità e sicurezza nelle comunicazioni, standardizzazione di architetture e complessivamente la sfida è quella di raggiungere una latenza critica sotto i 40 millisecondi per riuscire ad erogare servizi safety critical, come la protezione di utenti vulnerabili (pedoni, ciclisti…), guida cooperativa e raggiungere un’infrastruttura reattiva. La sfida della smart road è ancora più complessa: «disponiamo già di una grande mole di dati disponibili. Crescono anche i partenariati pubblico privati e si moltiplicano le sperimentazioni, soprattutto di guida autonoma», ha segnalato Elisa Vannini. Mancano ancora importanti elementi: la monetizzazione dei dati diretta è ancora marginale e il parco veicoli V2X è ancora limitato. È necessario superare la frammentazione della gestione del dato, avere un’evoluzione normativa che supporti questo processo di trasformazione e riuscire finalmente a creare, vi dicevo, la monetizzazione diretta dei dati stradali. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento