Realizzare un nuovo tetto o ristrutturare quello esistente: materiali, tecnologie e detrazioni fiscali 29/05/2026
Indice degli argomenti Toggle Il valore dei dati nel settore delle costruzioniQuali sono i dati che si raccolgono nel ciclo di vita dell’edificioIl BIM: più di un semplice strumento di progettazioneI vantaggi del BIM: dal progetto al cantiereIl tema della tracciabilità in ediliziaFAQ soluzioni digitali dal progetto al cantiereChe cos’è un digital twin di un edificio?Quali sono gli ostacoli al BIM e all’industrializzazione dell’edilizia?Che differenza c’è tra BIM e semplice modellazione 3D?Quali competenze sono necessarie per lavorare con il BIM?In che modo la digitalizzazione sta cambiando il ruolo del cantiere tradizionale? Il settore delle costruzioni sta vivendo una trasformazione profonda, anche a causa di un contesto in continua evoluzione, dove ottimizzazione dei processi, efficienza energetica, sostenibilità sono solo alcuni dei principali temi a cui far fronte. La digitalizzazione risulta essere, in questo senso, un valido supporto, arrivando a stravolgere anche il metodo di lavoro. Dal progetto al cantiere, infatti, le nuove soluzioni digitali, come il BIM (Building Information Modeling), assicurano un flusso continuo di dati e informazioni, favorendo collaborazione, condivisione e decisioni integrate. Sono proprio i dati, il BIM e la tracciabilità a rappresentare non tanto questioni tecnologiche o problemi da gestire, ma veri e propri paradigmi operativi che ridefiniscono il modo in cui le opere vengono concepite, progettate, realizzate e gestite. Il valore dei dati nel settore delle costruzioni Da sempre, il settore delle costruzioni è caratterizzato da una gestione frammentata delle informazioni, con disegni cartacei, documenti isolati e comunicazioni non strutturate, che possono rendere molto difficile avere una visione unitaria del progetto. Ciò causa continue revisioni, confronti onerosi tra professionisti, tempi e inefficienze maggiori. Oggi, come in ogni altro settore, i dati possono diventare una vera e propria risorsa strategica. Ogni fase del processo, a partire dalla progettazione preliminare fino alla manutenzione dell’edificio realizzato, genera e utilizza una grande quantità di informazioni, tra loro connesse. Raccogliere e rendere sempre disponibili questi dati permette di migliorare la qualità progettuale, ma anche agevolare e ottimizzare il lavoro di tutti i professionisti coinvolti. Si possono prendere decisioni basate sulle informazioni, snellire passaggi di consegna e collaborazioni tra diversi soggetti, ridurre gli errori. Quali sono i dati che si raccolgono nel ciclo di vita dell’edificio Dal progetto al cantiere, si possono distinguere diverse categorie di dati che vengono generati e archiviati in merito all’edificio. Prima di tutto, infatti, ci sono i dati geometrici, ossia quelli relativi la forma e i volumi dell’opera oggetto di progettazione. A questi, si sommano già nella fase progettuale anche una serie di ulteriori informazioni in merito alle caratteristiche tecniche del costruito, come materiali utilizzati e relative prestazioni e caratteristiche tecniche. Nella fase di cantiere si possono registrare criticità, modifiche, note della Direzione Lavori, stato di avanzamento dei lavori, verifiche e collaudi eseguiti dai professionisti. Durante tutto il ciclo di vita, anche successivamente alla fine dell’esecuzione dell’opera, si accumulano dati temporali, relativi prima alla pianificazione delle opere e delle fasi costruttive, poi inerenti la gestione di impianti e infrastrutture, essenziali anche per la manutenzione. Durante l’esercizio si sommano poi anche le informazioni relative ai consumi o al monitoraggio dell’edificio. Infine, fondamentali in ogni fase di vita, ci sono i dati relativi ai costi, che vanno dal computo metrico, fino all’effettiva spesa sostenuta per ogni opera e intervento eseguiti. Il BIM: più di un semplice strumento di progettazione I dati generati e raccolti durante l’intero ciclo di vita di un’opera devono essere valorizzati e integrati in un sistema condiviso e dinamico. Il BIM può essere la risposta. Non è semplicemente un software o uno strumento di progettazione, ma un approccio metodologico che consente di creare e gestire un modello digitale dell’opera, contenente tutte le informazioni rilevanti. Quando si lavora con il BIM si costruisce effettivamente un modello tridimensionale dell’opera, che però non è una semplice rappresentazione 3D della stessa. Si tratta, infatti, di dar vita a un oggetto digitale anche informativo, con dati associati ai vari oggetti che lo compongono, favorendo un approccio collaborativo grazie alla massima condivisione di ogni informazione con gli operatori coinvolti. Questo modello, inoltre, è dinamico e cambia nel tempo insieme all’edificio. Porta con sé anche la pianificazione, i costi, I vantaggi del BIM: dal progetto al cantiere Uno dei principali vantaggi del BIM è la continuità informativa tra progettazione ed esecuzione, per poi proseguire anche oltre, durante la gestione dell’intero ciclo di vita dell’edificio. Tradizionalmente, il passaggio al cantiere comporta spesso perdita di informazioni, spazi per interpretazioni, errori di trascrizioni o di comunicazione. Si tratta, in ogni caso, di un passaggio “manuale” e puntuale di ogni elemento ed è proprio questo che espone a rischio errori. Con il BIM, invece, il modello digitale diventa un riferimento unico per tutti i professionisti, con informazioni accessibili e consultabili in ogni momento. Senza contare che anche eventuali modifiche e aggiornamenti sono tracciati e condivisi in tempo reale. In aggiunta, uno degli strumenti più potenti del BIM è la verifica delle interferenze. Attraverso il modello digitale è possibile individuare, ad esempio, conflitti tra strutture e impianti o errori dimensionali o di sovrapposizioni non previste. Tutto ciò favorisce anche l’industrializzazione delle costruzioni, ma anche la prefabbricazione, modularizzazione e automazione. Sia la progettazione, che l’esecuzione, in sostanza, sono più controllate e meno variabili. In sostanza, questi benefici, permettono di monitorare l’avanzamento dei lavori in modo puntuale, la trasparenza dei dati consente una gestione più accurata delle risorse economiche e favorisce la ricerca di efficienza energetica e sostenibilità. Il tema della tracciabilità in edilizia La tracciabilità, al di là del settore di applicazione, consiste nella capacità di ricostruire la storia di un elemento o di un processo, seguendo tutte le fasi dalla progettazione alla realizzazione e oltre. Nel settore delle costruzioni, significa sapere chi ha fatto cosa, quando è stato fatto, con quali materiali e secondo quali specifiche. È importante perché permette di verificare la completa conformità dell’opera, di controllare materiali e lavorazioni, ma anche di identificare attori e responsabilità per ogni fase e operazione. Conoscere lo storico dell’opera è essenziale per una corretta manutenzione e anche per intervenire in modo adeguato a fronte di eventuali criticità. Il BIM aiuta a integrare il concetto di tracciabilità nel processo edilizio, in quanto ogni oggetto del modello può contenere informazioni di produzione, certificazioni, dati di installazioni e cronologie delle modifiche. In questo modo, il modello diventa una vera e propria “memoria digitale” dell’opera. FAQ soluzioni digitali dal progetto al cantiere Che cos’è un digital twin di un edificio? Uno degli sviluppi più interessanti del BIM è il concetto di digital twin, ovvero una replica digitale dell’opera reale. Il digital twin è un gemello digitale che si aggiorna in tempo reale e integra dati provenienti dal cantiere, permettendo anche simulazioni e analisi. Per fare ciò si integrano anche sensori e altre tecnologie innovative per la raccolta dati. Quali sono gli ostacoli al BIM e all’industrializzazione dell’edilizia? L’adozione di BIM, sistemi di tracciabilità e tecnologie che favoriscono l’industrializzazione nel settore delle costruzioni presenta ancora diverse criticità, soprattutto di natura culturale e organizzativa. È necessaria formazione continua, aggiornamento professionale e una revisione dei processi consolidati. A ciò si aggiungono le difficoltà legate all’interoperabilità tra software e formati diversi, oltre alla necessità di utilizzare infrastrutture adeguate, sistemi di archiviazione efficienti e solide politiche di sicurezza. Infine, i costi iniziali di implementazione possono essere elevati. Che differenza c’è tra BIM e semplice modellazione 3D? La modellazione 3D rappresenta solo la geometria di un’opera, mentre il BIM integra anche informazioni tecniche, temporali, economiche e gestionali. In altre parole, il BIM non è solo un modello visivo, ma un sistema informativo completo, mentre i modelli 3D tradizionali sono statici e non offrono alcun tipo di informazione aggiuntiva a quelle geometriche e dimensionali. Quali competenze sono necessarie per lavorare con il BIM? Per lavorare con il BIM in modo ottimale servono competenze tecniche (banalmente la capacità di utilizzare software BIM), conoscenze normative, capacità di gestione dei dati e attitudine al lavoro collaborativo. Figure come BIM Manager, BIM Coordinator e BIM Specialist sono sempre più richieste. In che modo la digitalizzazione sta cambiando il ruolo del cantiere tradizionale? La digitalizzazione sta trasformando il cantiere da ambiente prevalentemente operativo a sistema connesso e informativo, in cui dati, sensori e strumenti digitali supportano decisioni in tempo reale. Questo porta a una maggiore integrazione tra ufficio e campo, migliorando controllo, sicurezza e produttività, e richiedendo nuove competenze agli operatori. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento