Demolizione selettiva e recupero dei materiali da costruzione

La demolizione selettiva favorisce la trasformazione sostenibile del settore delle costruzioni, permettendo una gestione del fine vita dell’edificio più sostenibile. Si tratta di un approccio che richiede una pianificazione di questo processo, già fin dalle fasi progettuali.

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Demolizione selettiva e recupero dei materiali da costruzione

La sostenibilità impatta sul settore edilizio in differenti modi, che vanno ben oltre la sola ricerca della massima efficienza energetica degli edifici. La transizione del comparto verso un modello più sostenibile, infatti, tocca anche alcuni aspetti connessi al ciclo di vita dell’edificio, con l’applicazione dei principi di economia circolare. Questo significa anche, ad esempio, rivedere completamente il modo in cui viene concepita la fase di fine vita di una costruzione. Se fino a pochi anni fa la demolizione era considerata prevalentemente un’attività finalizzata alla rimozione di un manufatto e alla gestione dei relativi rifiuti, oggi rappresenta un processo sempre più ingegnerizzato, al fine di massimizzare il recupero di materia, ridurre gli impatti ambientali e valorizzare anche economicamente le risorse inglobate negli edifici. In questo contesto, la demolizione selettiva è uno degli strumenti più efficaci per raggiungere questi obiettivi, spostando il focus dalla sola demolizione, al di assemblamento di una struttura complessa.

Che cos’è la demolizione selettiva

La demolizione tradizionale era orientata a obiettivi di rapidità esecutiva, generalmente senza distinguere strutture e materiali, producendo di conseguenza rifiuti eterogenei difficilmente valorizzabili. La demolizione selettiva cambia completamente questo paradigma. Infatti, il processo viene pianificato fin dalle fasi progettuali ed esecutive che danno vita all’edificio, prevedendo la possibilità di rimuovere progressivamente tutti gli elementi costruttivi, rendendo possibile anche la separazione merceologica.

Che cos’è la demolizione selettiva

Ciò significa che, in base alla conformazione dell’edificio e dei materiali che lo compongono, si definisce un programma di rimozione, facendo attenzione a tutte le caratteristiche di ogni componente. Si individuano subito tutte le sostanze chimiche o i materiali potenzialmente pericolosi, per poi procedere con la separazione di tutti gli altri componenti fino alla vera e propria demolizione delle strutture. Questa separazione permette di trattare i rifiuti in modo più sostenibile, oltre che di valorizzarli anche da un punto di vista economico, in quanto si trasformano in nuove risorse.

Gli obiettivi della demolizione selettiva

L’obiettivo consiste nel mantenere il più possibile integre le caratteristiche chimico-fisiche dei materiali, evitando contaminazioni reciproche che ne comprometterebbero il successivo riutilizzo. Lo scopo principale della demolizione selettiva, infatti, è proprio quello di poter gestire in modo più possibile puntuale e preciso ogni elemento che compone l’edificio, in netto contrasto con l’approccio utilizzato finora per la demolizione tradizionale. I benefici, in sostanza, sono prevalentemente ambientali, ma non mancano quelli economici.

Analisi dell’edificio prima di demolirlo

L’efficacia della demolizione selettiva dipende molto anche dalla conoscenza che si ha dell’edificio oggetto di intervento. Per pianificare in modo corretto tutte le attività di cantiere, quindi, è necessario effettuare un’analisi della struttura, partendo sicuramente dai documenti disponibili, ma prevedendo anche sopralluoghi e verifiche in campo. È possibile condurre un rilievo geometrico, valutare la conservazione di materiali e componenti, identificare le tecnologie costruttive effettivamente utilizzate, stimare in modo più preciso le quantità di materiale e la natura dei “rifiuti”.

Che cos’è la demolizione selettiva

Questa indagine si semplifica molto negli edifici più recenti, soprattutto se è stato utilizzato il BIM per la loro progettazione e costruzione. In questo caso, ogni elemento costruttivo è mappato e porta con sé tutte le informazioni necessarie ad una demolizione selettiva efficace. Alcuni esempi di dati utili possono essere il peso, la superficie, la presenza di altre sostanze, ma anche la specifica composizione di ogni strato.

I materiali che si recuperano grazie alla demolizione selettiva

La demolizione selettiva permette di recuperare molti materiali differenti, abitualmente utilizzati per la costruzione dell’edificio e, altrimenti, semplicemente destinati allo smaltimento.

I materiali che si recuperano grazie alla demolizione selettiva

In questo modo, invece, si favorisce il riutilizzo o il riciclo, riducendo significativamente la quantità di rifiuti non recuperabili. Tra i vari materiali, uno dei più interessanti è sicuramente il calcestruzzo, che costituisce generalmente la frazione più consistente. Presenta diversi potenziali utilizzi, in quanto può essere frantumato per ottenere aggregati riciclati da riutilizzare in vari contesti e, nel rispetto delle prescrizioni tecniche, anche nella produzione di nuovi calcestruzzi. L’acciaio, invece, è uno dei materiali con il più elevato valore di recupero grazie alla completa riciclabilità e ai benefici energetici e ambientali assicurati rispetto alla produzione da materia prima. Anche il legno può essere recuperato, ma devono essere ben valutati gli eventuali trattamenti subiti, in quanto incidono sulla natura effettiva del materiale. Spesso vengono riutilizzati per un recupero energetico. I laterizi possono essere reimpiegati come elementi da costruzione oppure trasformati in aggregati ceramici, mentre il vetro, opportunamente separato dai componenti dei serramenti, può essere reintrodotto nei cicli produttivi, contribuendo alla riduzione del consumo di materie prime vergini. Infine, i materiali lapidei, quali marmi, graniti e pietre naturali, possono essere recuperati integralmente mediante smontaggio controllato, preservandone il valore economico e, nei casi di edifici storici, anche quello architettonico.

La gestione delle sostanze pericolose

La gestione delle sostanze pericolose rappresenta una fase preliminare fondamentale della demolizione selettiva e, oltre a questioni ambientali, tocca anche importanti tematiche di salute e sicurezza delle persone. Materiali come amianto, PCB, piombo, mercurio, idrocarburi, catrami, vernici contenenti metalli pesanti e altri contaminanti devono essere identificati e rimossi prima dell’avvio delle demolizioni. Tale operazione evita la contaminazione dei materiali recuperabili e garantisce la sicurezza degli operatori e dell’ambiente.

FAQ Demolizione selettiva

Che cos’è la demolizione selettiva?

La demolizione selettiva è una tecnica che prevede lo smontaggio controllato dei diversi componenti di un edificio, consentendo la separazione dei materiali per favorirne il riutilizzo o il riciclo e ridurre la produzione di rifiuti.

Quali sono i principali benefici ambientali della demolizione selettiva?

Gli studi di Life Cycle Assessment (LCA) evidenziano che la demolizione selettiva riduce gli impatti ambientali, limitando l’estrazione di materie prime, il conferimento in discarica, i consumi energetici e le emissioni di gas serra. I maggiori benefici derivano dal recupero di materiali ad alta intensità energetica, come acciaio e alluminio, favorendo l’economia circolare. Non mancano, poi, anche i vantaggi economici.

Perché è importante rimuovere le sostanze pericolose prima della demolizione?

La rimozione preventiva di materiali pericolosi, come amianto o vernici contenenti metalli pesanti, è fondamentale per garantire la sicurezza degli operatori, evitare la contaminazione dei materiali recuperabili e rispettare la normativa vigente. È una fase essenziale della demolizione selettiva.

Quali sono le principali criticità operative per la demolizione selettiva?

La diffusione della demolizione selettiva è ancora limitata da criticità quali l’eterogeneità del patrimonio edilizio, la scarsa documentazione degli edifici, la contaminazione dei materiali, la complessità autorizzativa e la carenza di personale specializzato. Le maggiori difficoltà riguardano gli edifici costruiti in passato, sopattuto se si considera che in alcuni periodi, come tra gli anni Cinquanta e Ottanta, spesso si ricorreva a tecniche costruttive ibride e a materiali oggi classificati come pericolosi.

Quali materiali possono essere recuperati con la demolizione selettiva?

La demolizione selettiva permette il recupero di molti materiali tipici del processo di costruzione edilizio. Tra i principali materiali recuperabili rientrano calcestruzzo, acciaio, legno, laterizi, vetro e materiali lapidei, che possono essere reimpiegati direttamente o riciclati in nuovi processi produttivi.


Articolo aggiornato – Prima pubblicazione 3/6/2019

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