Restructura 2026: Torino si racconta come laboratorio di rigenerazione urbana

Recuperare il costruito significa rispondere a due esigenze dell’edilizia contemporanea: ottenere nuovi spazi senza sottrarre altro suolo e adattare gli edifici ai modi di abitare che cambiano.

GL events Italia riporta Restructura all’Oval Lingotto Fiere di Torino da giovedì 12 a sabato 14 novembre 2026, con un’edizione che considera il patrimonio esistente una risorsa strategica per imprese, progettisti e istituzioni.

Restructura 2026: Torino si racconta come laboratorio di rigenerazione urbana

Il salone professionale accoglie oltre 150 espositori specializzati in materiali, prodotti e tecnologie per il recupero edilizio: soluzioni per l’efficienza energetica, sistemi costruttivi, strumenti digitali e innovazioni pensate per il cantiere. Accanto all’area espositiva, un calendario di incontri e approfondimenti mette in dialogo aziende, progettisti, artigiani e rappresentanti delle istituzioni.

“Il patrimonio edilizio unisce passato e futuro. Con Restructura vogliamo offrire alle imprese e ai professionisti un luogo dove scoprire nuove soluzioni, conoscere da vicino prodotti e tecnologie innovative e confrontarsi sulle sfide e sulle opportunità del settore” spiega Gábor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia.

Torino caso studio: biblioteca, residenze e Metro 2

Il programma culturale guarda innanzitutto alla città ospitante, scelta come caso studio per riflettere su come intervenire sull’esistente conservandone il valore e preparandolo alle esigenze dei prossimi decenni.

Tra i progetti al centro del dibattito c’è la nuova Biblioteca Civica Centrale, in fase di apertura a Torino Esposizioni. L’intervento converte in polo culturale il Padiglione Agnelli, progettato da Pier Luigi Nervi tra il 1948 e il 1950 e considerato tra le opere più rilevanti del Novecento torinese.

All’interno dell’ex spazio espositivo trovano posto ambienti per la lettura, lo studio e la socialità, mentre la maggior parte delle nuove funzioni è collocata in un volume ipogeo: una scelta che consente di mantenere leggibile la grande aula monumentale con la sua volta prefabbricata e di inserire i servizi senza alterare l’unità dello spazio originario. Ad approfondire il progetto saranno Adolfo Coggiola (ICIS), giovedì 12, e Saverio Oreglia d’Isola (Isola Architetti), sabato 14.

Sempre giovedì 12, Luisa Stangalino (Gruppo Intercostruzioni) illustrerà il recupero dell’Ottagono, edificio ottocentesco mai completato sulla collina torinese e sottoposto a vincoli architettonici e paesaggistici. Restauro e risanamento conservativo accompagnano la nuova destinazione residenziale, con una ridefinizione degli spazi interni che punta a rendere di nuovo riconoscibile l’impianto storico e a valorizzare le viste panoramiche sulla città, sul Po e sull’arco alpino.

Venerdì 13 il confronto si sposta sulla scala infrastrutturale con la futura Linea 2 della Metropolitana, opera destinata a trasformare la mobilità e il tessuto urbano. A presentarla sarà Ben van Berkel, fondatore dello studio olandese UNStudio, alla guida del raggruppamento che si è aggiudicato il concorso internazionale per architettura, design e identità visiva della linea.

Le stazioni sono progettate come strutture modulari e flessibili, adattabili ai diversi contesti e pensate come nodi di collegamento con i quartieri; il loro disegno attinge al sistema dei portici torinesi, reinterpretato in chiave contemporanea per integrare le fermate nella città e renderle immediatamente riconoscibili.  Nella stessa giornata interverrà anche Bernardino Chiaia, commissario straordinario per la Metro 2, all’interno di un incontro tra istituzioni, ordini professionali e imprese dedicato a pianificazione e trasformazione urbana. 

Sabato 14 una tavola rotonda riunirà competenze accademiche, tecniche e professionali sugli strumenti per conoscere, progettare e trasformare l’esistente, con la partecipazione di rappresentanti dei Politecnici di Torino e Milano e della Fondazione Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale”.

La prospettiva si allarga infine oltre i confini cittadini con due ospiti internazionali: l’architetta còrsa Amelia Tavellam e Andrew Waugh, founding director dello studio londinese Waugh Thistleton Architects. I loro interventi affrontano la riqualificazione “sensibile”, rispettosa della storia degli edifici, la seconda vita dei materiali e il contributo delle tecnologie off-site al recupero.

Le soluzioni in fiera per riqualificare senza demolire

Generare energia dalle tegole, rendere smart un edificio senza aprire tracce nei muri, disporre di un modello digitale dello spazio prima di metterci mano: sono alcune delle proposte che i professionisti troveranno negli stand di Restructura 2026.

Sul fronte dell’involucro, Ardogres presenta Ardosolar, sistema di copertura con fotovoltaico integrato che coniuga produzione di energia e qualità architettonica, mentre Mattonflex propone rivestimenti sottili e flessibili per rinnovare le superfici senza aggiungere carichi alle strutture.

L’innovazione riguarda anche gli impianti: EZON Smart Devices sviluppa dispositivi domotici miniaturizzati che consentono di aggiornare l’impianto elettrico evitando opere murarie.

Ampio spazio, poi, al rilievo e alla digitalizzazione. Dynatech porta in fiera le tecnologie di scansione tridimensionale NavVis CLX, per ottenere una rappresentazione digitale degli ambienti esistenti, mentre FARO Europe presenta strumenti di misurazione 3D in grado di restituire con precisione geometrie e caratteristiche degli edifici a supporto di progettazione e cantiere. Dati che possono confluire in piattaforme di progettazione collaborativa come BIM Modeler di Blumatica.

Proposte diverse che condividono lo stesso obiettivo: interventi di riqualificazione più precisi e meno invasivi, capaci di unire tecnologia e qualità dell’abitare.

Woodcircles e Innovation Challenge: circolarità e startup

Frutto della collaborazione tra la Città di Torino e GL events Italia, Restructura ospita una tappa di Woodcircles, programma europeo dedicato all’economia circolare nelle costruzioni in legno. Il pubblico potrà visitare un prototipo modulare realizzato con il contributo di Waugh Thistleton Architects, concepito per essere montato, smontato e riconfigurato più volte nel corso del tempo.

L’installazione, già esposta a Tartu, in Estonia, arriverà a Torino prima di proseguire verso Rotterdam, e farà del salone un punto d’incontro tra imprese, professionisti, istituzioni e ricerca sui temi del riuso dei materiali e della costruzione circolare. L’iniziativa dà visibilità all’impegno del capoluogo piemontese nei progetti europei per la decarbonizzazione e introduce i visitatori al concetto di “Foresta Urbana”, secondo cui edifici, strutture e arredi esistenti rappresentano un serbatoio di materiali da recuperare e reimmettere nei cicli produttivi.

Debutta quest’anno anche l’Innovation Challenge, contest riservato alle realtà dello Startup Village che sviluppano prodotti, servizi e tecnologie per il settore delle costruzioni. Il Comitato Scientifico di Restructura 2026 esaminerà le proposte valutandone il contributo all’evoluzione dei processi e delle modalità di intervento.

L’ingresso a Restructura è gratuito e riservato agli operatori professionali previo accredito.