Mercedes-AMG Petronas F1: il campus che mette le persone al centro. E la luce fa la differenza

Dalla riqualificazione post-pandemia alle soluzioni NatureConnect e myCreation: a Brackley abbiamo scoperto come Signify integra comfort, prestazioni ed efficienza in un progetto di nuova generazione.

Mercedes-AMG Petronas F1: il campus che mette le persone al centro. E la luce fa la differenza

Nella campagna inglese, a nord di Londra, precisamente a Brackley, si trova il quartier generale del Mercedes-AMG PETRONAS Formula One Team. Un luogo dove ricerca, tecnologia e innovazione, convivono quotidianamente con la passione per uno degli sport più competitivi al mondo. Ma anche una realtà che racconta molto di come sta cambiando il modo di progettare gli ambienti di lavoro.

Nel cuore della Formula 1, dove la tecnologia incontra il benessere

Ho avuto l’opportunità di visitare questo straordinario campus, lo scorso settembre, ospite di Signify, Official Lighting Partner del Team, per conoscere da vicino un progetto, in cui la luce, assume un ruolo che va ben oltre la sua funzione tradizionale. Entrare nella factory, attraversare gli ambienti dedicati alla progettazione delle monoposto, visitare gli spazi di lavoro e l’Health & Wellbeing Centre, è stata un’esperienza particolarmente interessante e stimolante. Non soltanto per il fascino di una realtà tecnologica così avanzata, ma soprattutto per la possibilità di osservare come illuminazione, architettura, design e sostenibilità possano contribuire insieme alla qualità degli ambienti e al benessere delle persone.

Mercedes-AMG Petronas F1: il campus che mette le persone al centro. E la luce fa la differenza

A Brackley la luce non è semplicemente una tecnologia da installare o un elemento funzionale. È parte di un linguaggio progettuale che costruisce atmosfere, favorisce il comfort e accompagna le attività quotidiane. Ed è proprio questo l’aspetto che mi ha colpito maggiormente: in un luogo dove tutto è orientato alla ricerca della massima performance, si è scelto di investire, anche nella qualità dell’esperienza delle persone che ci lavorano.

Dalla pandemia a una nuova idea di campus: la visione di Toto Wolff

La trasformazione del quartier generale Mercedes-AMG PETRONAS F1 nasce da una riflessione maturata dopo la pandemia, quando il ritorno al lavoro in presenza, ha rappresentato anche un’occasione per ripensare il rapporto tra persone e ambienti professionali. Durante una riunione di direzione, Toto Wolff, Team Principal e CEO, ha posto una questione semplice, ma fondamentale: rendere il campus un luogo realmente adeguato all’impegno, alla concentrazione e alle prestazioni richieste a chi lavora nel mondo della Formula 1.

Il nuovo campus Mercedes-AMG PETRONAS F1 con illuminazione Signify

Da questa visione prende forma un importante programma di riqualificazione, approvato dal consiglio e annunciato a metà del 2023, che ha coinvolto, progressivamente, edifici, infrastrutture e servizi. Il campus, originariamente concepito per circa 350 persone, è cresciuto fino ad accoglierne, circa 1.250. Un bel salto. Dal 2017 sono stati completati oltre 30 interventi, sulle strutture dedicate alla progettazione e alla produzione, senza interrompere le attività del Team. Nel 2022 Mercedes ha inoltre acquisito la proprietà dell’intero sito. L’investimento complessivo nella riqualificazione supera gli 81 milioni di euro, per testimoniare una scelta, che non riguarda solo l’ammodernamento degli edifici, ma una trasformazione più profonda della cultura del lavoro.

Il punto di partenza è capire che la qualità degli spazi influisce sull’esperienza quotidiana delle persone e che il benessere unito alle prestazioni, non deve essere un obiettivo separato. Una riflessione decisamente attuale, anche per il settore delle costruzioni, chiamato sempre più spesso a progettare edifici non soltanto efficienti, ma capaci di adattarsi alle esigenze di chi li utilizza.

Health & Wellbeing Centre: il benessere prende forma negli spazi di lavoro

Tra gli ambienti più interessanti, mentre giravo per Brackley, l’Health & Wellbeing Centre, rappresenta un’espressione concreta della nuova filosofia progettuale del campus. Accanto alle aree dedicate alla ricerca, allo sviluppo e alla produzione delle monoposto, ci sono ambienti pensati per l’attività fisica, il recupero, la salute e la rigenerazione, insieme a luoghi destinati alla socialità e alla condivisione.

Un’organizzazione, che riflette una concezione più ampia del workplace, nella quale il benessere, non viene considerato un accessorio, ma una componente fondamentale della qualità dell’ambiente. Ma c’è anche una dimensione meno misurabile, che merita di essere raccontata, quella delle persone. Ho percepito un clima di attenzione e partecipazione, una relazione positiva tra chi lavora nel campus e gli spazi che lo circondano. È un’impressione che ho constatato, durante la visita, ma restituisce il senso di un cambiamento, che sembra voler mettere al centro le persone.

Oltre 1.600 apparecchi: la luce come parte integrante del progetto

All’interno di questa trasformazione Signify ha sviluppato soluzioni di illuminazione destinate a due edifici del campus.

L’intervento comprende oltre 1.600 apparecchi di illuminazione, appartenenti a differenti famiglie di prodotto:

  • Oltre 500 apparecchi Philips
  • Oltre 300 apparecchi Modular
  • Oltre 100 soluzioni NatureConnect
  • Oltre 700 apparecchi Signify myCreation, realizzati attraverso stampa 3D

Una selezione, che risponde alle differenti esigenze degli spazi: dagli uffici alle sale riunioni, dagli ambienti di rappresentanza alle aree dedicate alla concentrazione e al benessere. L’elemento più interessante, per chi si occupa di progettazione, è l’approccio complessivo. La luce diventa parte integrante del progetto, attraverso scelte architettoniche e funzionali, che tengano presente il comfort visivo, la qualità percettiva degli ambienti, l’efficienza e le esigenze di gestione. Il risultato è un sistema nel quale apparecchi, scenari luminosi e tecnologie di controllo, creano ambienti differenti, ma coerenti, con una visione progettuale condivisa.

NatureConnect: ritrovare la luce naturale anche dove non ci sono finestre

Uno degli aspetti più affascinanti dell’esperienza di Brackley riguarda Signify NatureConnect, la tecnologia sviluppata, per ricreare negli ambienti interni un’esperienza luminosa, ispirata alla luce naturale. La soluzione nasce dai principi della progettazione biofilica, che tiene conto del rapporto, tra esseri umani e natura attraverso le caratteristiche percettive degli spazi. NatureConnect utilizza elementi luminosi che evocano il cielo e scenari che riproducono differenti condizioni della luce diurna, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza degli ambienti interni.

NatureConnect by Signify: ritrovare la luce naturale anche dove non ci sono finestre
Un’applicazione particolarmente significativa riguarda la simulator control room, uno spazio privo di finestre, dove gli ingegneri lavorano per molte ore analizzando i dati delle monoposto. In un ambiente come questo, che richiede concentrazione continua, la possibilità di ricreare una percezione realistica della luce del giorno assume un valore particolare. Il sistema dispone di diversi scenari luminosi: Day Rhythm, che accompagna l’andamento della giornata; Energize, caratterizzato da una luce più intensa; e Relax, che propone un’illuminazione più morbida e calda. Il tema è molto interessante perché amplia il concetto di comfort visivo e biofilia.

Signify ha approfondito questi aspetti attraverso ricerche dedicate a NatureConnect, tra cui lo studio “The positive impact of NatureConnect on alertness and vitality of office workers”, focalizzato sull’attenzione e sulla vitalità dei lavoratori. Nel contesto della Formula 1, dove concentrazione e capacità di recupero sono fondamentali, vengono inoltre utilizzati programmi luminosi orientati al supporto dei ritmi circadiani e strategie personalizzate per i piloti, anche in relazione agli spostamenti internazionali e al jet lag.

A Brackley emerge quindi una prospettiva che tiene insieme tutti questi valori, considerare la luce come una componente del benessere ambientale, “stare bene”

Signify myCreation: la stampa 3D apre nuove possibilità al lighting design

Nel campus Mercedes-AMG PETRONAS F1 sono stati installati oltre 700 apparecchi di questa famiglia, un dato che testimonia come la produzione additiva possa trovare applicazione anche in progetti architettonici di grandi dimensioni. La stampa 3D, che fino a poco fa sembrava ricerca, oggi consente di sviluppare apparecchi personalizzabili nelle forme, nelle texture, nei colori e nelle finiture, integrando varie funzioni. Il modello produttivo di Signify myCreation si basa sulla realizzazione su richiesta, con processi che permettono di evitare gli stampi tradizionali e limitare la produzione di componenti non necessari. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, le soluzioni della gamma impiegano almeno il 65% di materiali riciclati e biocircolari.

Ridurre gli sprechi, utilizzare materiali riciclati, produrre su richiesta e accorciare le filiere, sono principi che stanno contribuendo a trasformare il modo di concepire i prodotti per l’architettura.

Smart building: quando la luce dialoga con l’edificio

L’intervento Signify a Brackley non riguarda soltanto gli apparecchi, ma comprende anche sistemi di controllo e gestione intelligente dell’illuminazione. Tra le soluzioni integrate troviamo Signify Interact, la piattaforma che consente di gestire gli impianti e raccogliere informazioni utili al monitoraggio e all’ottimizzazione del loro funzionamento. Le funzioni comprendono il controllo dell’illuminazione, la gestione energetica, il monitoraggio dell’occupazione degli spazi, la gestione degli apparecchi e il controllo dei sistemi di emergenza. A questa tecnologia si affianca Signify Dynalite, utilizzata soprattutto in alcuni ambienti del campus, tra cui sale riunioni, spazi direzionali e aree di rappresentanza. L’integrazione tra illuminazione e sistemi di controllo permette di adattare il funzionamento degli impianti, contribuendo a una gestione più efficiente. In questa prospettiva, la luce diventa parte integrante dell’ecosistema dello smart building.

Efficienza energetica e sostenibilità: un percorso condiviso

Il tema della sostenibilità è una scelta strategica del progetto di riqualificazione del campus. Il quartier generale di Brackley, che si estende su circa 60.000 metri quadrati, ospita attività di progettazione, ricerca, sviluppo, produzione e assemblaggio delle monoposto. Il sito è certificato ISO 14001 e, secondo i dati comunicati dal Team, utilizza energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili. La partnership con Signify, avviata nel luglio 2024, si inserisce nell’ambizione di diventare una delle realtà sportive professionistiche più sostenibili al mondo. Signify, dal canto suo, ha definito un percorso di decarbonizzazione, che punta al raggiungimento del net zero entro il 2040 e l’illuminazione contribuisce a questa strategia.

Signify e Mercedes: quando la partnership nasce da una visione comune

Uno degli aspetti che ho trovato più interessanti, durante la visita, è il rapporto tra Signify e Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team. La collaborazione non si esaurisce nella fornitura di tecnologie, ma si sviluppa intorno a obiettivi condivisi che riguardano innovazione, performance, sostenibilità e benessere. A Brackley, Nathalie Quéré, Head of Sponsorship di Signify, ha raccontato, un particolare: prima di scegliere Mercedes, l’azienda aveva avviato un confronto con diverse scuderie di Formula 1, ma a orientare la decisione, non sarebbe stato soltanto il primato sportivo, ma soprattutto l’affinità culturale tra le due organizzazioni.
Una scelta che racconta molto del significato contemporaneo delle partnership tecnologiche. Quando committente e partner condividono una visione, diventa possibile costruire un percorso che supera la logica della semplice fornitura. La collaborazione diventa uno strumento che attraversa l’innovazione, come valore concreto.

Da Brackley agli edifici del futuro: la tecnologia al servizio delle persone

Questo viaggio a Brackley è stata un’esperienza che mi ha fornito molti spunti di riflessione. Naturalmente c’è il fascino della Formula 1, della ricerca tecnologica e di una realtà, nella quale, ogni dettaglio viene studiato per raggiungere prestazioni elevatissime. La luce al servizio delle performance e del benessere, a tutti i livelli, per chi ci lavora e per chi gareggia per vincere ogni Gran Premio.
A Brackley ho visto, come una visione condivisa, possa innescare il cambiamento.
In un mondo dove ogni frazione di secondo conta, si è scelto di investire, anche nella qualità del tempo trascorso dalle persone negli ambienti di lavoro. Una bella lezione. L’ innovazione non è solo quella che ci permette di fare di più, ma quella che ci permette di stare meglio.