Global Award for Sustainable Architecture: la 20ª edizione fa tappa a Venezia

Sostenibilità, partecipazione e responsabilità sociale restano i parametri con cui misurare il contributo dell’architettura alla trasformazione delle città e dei territori.

Saint-Gobain conferma per il quarto anno consecutivo il proprio ruolo di Partner Ufficiale del Global Award for Sustainable Architecture™ e sostiene la 20ª edizione del Premio, in programma il 4 maggio 2027 a Venezia sul tema “Architecture Is Equity”.

Global Award for Sustainable Architecture: la 20ª edizione fa tappa a Venezia

Il Simposio si terrà alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista. Durante l’evento la comunità internazionale del Premio si ritroverà per conoscere i cinque progettisti vincitori dell’edizione 2027.

Presiede la giuria Jana Revedin, architetto, fondatrice e presidente del Global Award. Gli altri componenti sono: Marie-Hélène Contal, architetto e rettore dell’École Spéciale d’Architecture (ESA) di Parigi; Jacopo Galli, architetto, Università Iuav di Venezia; Spela Hudnik, architetto, Università di Lubiana; Deniz Incedayi, architetto, Mimar Sinan Fine Arts University di Istanbul; Anupama Kundoo, architetto di Auroville (India), premiata nel 2022; Andreas Kipar, architetto e paesaggista di Milano, premiato nel 2026; Ashraf M. Salama, architetto di Newcastle, co-direttore dell’UNESCO-UIA Education Council; Nuno Soares, architetto di Macao, co-direttore dell’UNESCO-UIA Validation Council.

2026 Laureates - Andreas Kipar

Vent’anni di attività e 100 progettisti premiati

Il riconoscimento è stato istituito nel 2006. Da allora il Premio seleziona ogni anno cinque figure tra architetti, urbanisti e paesaggisti, scelti perché il loro lavoro esprime un’idea di sostenibilità responsabile e innovativa. Con l’edizione 2027 i vincitori diventeranno 100, formando una rete internazionale che promuove un’etica dell’architettura sostenibile e favorisce ricerca, sperimentazione e scambio di conoscenze su progettazione, rigenerazione urbana e responsabilità sociale.

Il Premio ha l’Alto Patrocinio dell’UNESCO dal 2011 e il sostegno dell’Unione Internazionale degli Architetti (UIA) dal 2024. Nel tempo è passato dal ruolo di think tank a quello di do tank: le idee che produce si traducono in trasformazioni concrete, a ogni scala di intervento.

Il Premio ha spesso individuato i talenti prima di altri riconoscimenti. Cinque architetti o team premiati hanno poi ottenuto il Pritzker Prize: Wang Shu (Global Award 2007, Pritzker 2012); Alejandro Aravena (Global Award 2008, Pritzker 2016); Balkrishna Vithaldas Doshi (Global Award 2007, Pritzker 2018); Anne Lacaton & Jean-Philippe Vassal (Global Award 2018, Pritzker 2021); Diébédo Francis Kéré (Global Award 2009, Pritzker 2022).

L’approccio della fondatrice orienta l’intero percorso del Premio. Revedin insegna all’École spéciale d’architecture di Parigi e ha elaborato il concetto di “radicant design”, un metodo di trasformazione urbana fondato su sperimentazione, partecipazione e transdisciplinarità. Il metodo prevede la co-programmazione, la co-progettazione e la co-costruzione con utenti e stakeholder.

Si basa inoltre sul principio della Right-Tech, che unisce competenze e risorse locali a tecnologie contemporanee adeguate al contesto. Questa visione ha contribuito alla revisione della Carta UNESCO-UIA 2026 sull’Educazione Architettonica.

Global Award for Sustainable Architecture

Bando 2028: candidature entro il 29 gennaio 2027

Il bando per la 21ª edizione è già aperto. L’edizione 2028 sarà dedicata al tema “Architecture Is Circularity” e avrà il patrocinio dell’UNESCO e dell’UIA. Le candidature vanno inviate entro il 29 gennaio 2027 sulla piattaforma online del Premio.

Il bando invita i progettisti a confrontarsi con alcune domande:

  • in che modo la circolarità può generare soluzioni architettoniche rigenerative, resilienti e orientate al futuro;
  • come il rapporto circolare tra risorse, infrastrutture e stakeholder può rafforzare gli ecosistemi locali e la resilienza dei territori;
    come la circolarità può rinnovare la pratica progettuale grazie alla collaborazione interdisciplinare, alla condivisione dei saperi, all’apprendimento continuo e all’innovazione.

L’obiettivo è leggere città e architettura come sistemi viventi, sociali e rigenerativi, capaci di integrare i confini territoriali, l’interdipendenza ecologica e i modelli di economia circolare.

I cinque vincitori saranno annunciati durante il Simposio di maggio 2028 a Parigi. 



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