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Roma al centro dello sviluppo tecnologico con il più grande campus di data center del centro-sud Italia

Digital Realty, il più grande player al mondo di data center cloud-neutral e carrier-neutral, presenta il progetto ROM1. Il primo tassello che poterà all’edificazione di sei data center nel IX Municipio di Roma.

Render ROM1, il primo tassello del campus che diventerà il più grande polo di data center interconnessi del Centro-Sud Italia.

Render ROM1

L’espansione della connettività è un tema presente nelle agende di molti Paesi. Anche l’Italia ha necessità di mantenersi al passo con l’evoluzione tecnologica per competere in un mercato caratterizzato da intelligenza artificiale, cloud computing e infrastrutture digitali sempre più all’avanguardia.

Più siamo connessi, più dati produciamo. E più le tecnologie digitali entrano nella vita di cittadini e imprese, più cresce il bisogno di potenza di calcolo per elaborarli e di spazio per conservarli. Per capire come Roma si stia preparando a questa sfida, siamo andati a visitare ROM1, il primo tassello del campus che, nei piani di Digital Realty, diventerà il più grande polo di data center interconnessi del Centro-Sud Italia.

Alessandro Talotta, Amministratore Delegato di Digital Realty in Italia3.

Alessandro Talotta

Accompagnati da Alessandro Talotta, Amministratore Delegato di Digital Realty in Italia, abbiamo approfondito gli aspetti funzionali legati alla costruzione, gestione del data center e al progetto di recupero dell0 spazio abbandonato un tempo di proprietà di ACEA.

Sui 22 ettari del campus sorgeranno progressivamente sei data center che, a regime, raggiungeranno una capacità IT installata di 35,2 MW. ROM1 è il primo dei sei: un edificio di 5.000 metri quadrati, di cui 2.000 di superficie utile, progettato per offrire nella fase iniziale 3,2 MW di potenza IT, suddivisi in quattro moduli operativi da 0,8 MW.

Il progetto sviluppato nella Capitale vuole seguire il modello industriale già sviluppato da Digital Realty a Marsiglia, con l’obiettivo di creare un polo di grande rilevanza per il centro-sud Italia.

Ma le ambizioni del progetto sono ben più elevate:

“vogliamo costruire il polo di interconnessione neutrale di riferimento per l’Europa meridionale, ricalcando lo straordinario percorso già tracciato da Digital Realty a Marsiglia. Sviluppare un’infrastruttura da 35 MegaWatt significa offrire al sistema Paese una porta d’accesso verso il Mediterraneo, l’Africa e l’Asia, garantendo alle imprese italiane una connettività ad altissima velocità e con bassissima latenza. Al tempo stesso, siamo orgogliosi che questo investimento da 22 ettari si traduca in un concreto beneficio per la comunità locale di Roma attraverso la riqualificazione dell’ex area ACEA, il rifacimento della viabilità di Via delle Testuggini e la creazione di nuovi spazi verdi, dimostrando come l’innovazione tecnologica di livello mondiale possa svilupparsi in completa armonia con il territorio” dichiara Talotta.

Una visione sostenibile

L’ambizioso progetto di Digital Realty – la più grande piattaforma al mondo di data center cloud-neutral e carrier-neutral – si sviluppa nell’area di Via delle Testuggini a Roma rigenerando l’area urbana del IX Municipio dove si sviluppava il centro gestionale di ACEA.

L’opera di recupero funzionale dell’area compromessa è stata concepita in ottica sostenibile: Digital Realty pone al centro della sua visione il recupero dell’ambiente dismesso integrando in maniera armonica la nuova infrastruttura digitale. Al tempo stesso l’obiettivo di Digital Realty è di costruire valore per il tessuto urbano. Lo scopo è riconsegnare al Municipio IX un’area rigenerata: circa 500 metri di via delle Testuggini verranno ricostruiti con una carreggiata a doppio senso di marcia, mentre la zona sarà dotata di nuovi marciapiedi protetti, parcheggi a uso pubblico, un impianto di illuminazione pubblica a LED e 62 lecci messi a dimora.

Render ROM1, il primo tassello del campus che diventerà il più grande polo di data center interconnessi del Centro-Sud Italia.
I data center pongono importanti riflessioni sull’uso delle risorse idriche. Presso il data center ROM1 il consumo d’acqua per il normale funzionamento è quasi nullo: il raffreddamento avviene in un circuito chiuso e sigillato, dove lo stesso fluido viene riutilizzato di continuo senza prelievi costanti dalla rete idrica potabile.

Il fabbisogno energetico del campus viene garantito dall’uso delle rinnovabili come eolico e fotovoltaico provenienti da fonti certificate. La struttura nasce all’insegna della sostenibilità e ha già ottenuto diverse certificazioni. Tra queste c’è la certificazione Tier IV Design Document dell’Uptime Institute, il riconoscimento più alto in termini di tolleranza ai guasti e continuità operativa, corrispondente a un Power Uptime del 99,999%. Sul fronte ambientale, grazie alla collaborazione con Schneider Electric e Vertiv, l’impianto potrà contare su quadri elettrici di media tensione SM AirSeT con isolamento ad aria pura, completamente privi di SF6, un gas fluorurato a effetto serra.

L’intervento dell’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Maurizio Veloccia

Anche l’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Maurizio Veloccia è venuto di persona a visitare il Data Campus ROM1 il cui completamento è previsto entro il 2027.

Nei saluti istituzionali rivolti alla stampa, l’Assessore ha sottolineato l’importanza della presenza di infrastrutture simile per lo sviluppo di un territorio e per la sua competitività, ricordando anche che le criticità possono essere sempre affrontate e migliorate. Come sottolineato da Veloccia: “Concentrare le infrastrutture in strutture centralizzate, anziché distribuirle in migliaia di sedi, può generare economie di scala e ottimizzare l’impiego complessivo delle risorse. Dobbiamo spiegare questi aspetti con chiarezza, anche per rispondere alle legittime preoccupazioni dei cittadini”.

Render ROM1, il primo tassello del campus che diventerà il più grande polo di data center interconnessi del Centro-Sud Italia.
Il progetto incontra il favore dell’Assessore che ne sottolinea l’importanza per due fattori fondamentali: “dotare il territorio di un’infrastruttura importante per la competitività delle imprese e del sistema Roma e recuperare uno spazio abbandonato, senza consumare nuovo suolo”.

L’area, un tempo ex centro gestionale ACEA, ha vissuto anni di abbandono. Il campus ROM1 di Digital Realty si inserisce in un’ottica di rigenerazione territoriale in una zona lasciata al degrado.

Veloccia aggiunge:

“Occorre restituire a questi spazi una funzione, un’attività e nuove prospettive di crescita. Qui sarà la presenza di una realtà industriale che lavora a contribuire al presidio del territorio. Questo progetto è stato una delle prime iniziative affrontate dall’insediamento dell’amministrazione. Non sono mancate le difficoltà, ma siamo riusciti a portare avanti il percorso. È un intervento che risponde a una precisa filosofia: recuperare i luoghi abbandonati, evitare il consumo di nuovo suolo e rendere la città più moderna”.

Roma può porsi come player interessante nel campo delle infrastrutture tecnologiche? Secondo l’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale la città è sulla buona strada e questo progetto ne è la prova concreta: “Credo che da qui debba partire un messaggio da diffondere nella città: questi progetti si possono realizzare anche a Roma. Quando un’amministrazione si impegna a creare le condizioni e incontra la serietà di chi investe risorse, tempo, lavoro e anche passione, le cose possono funzionare. È questo il messaggio che oggi volevo portare”.


Categoria: EDILTREND