Ecosistema Scuola 2026, edilizia scolastica ancora in ritardo: il 57% delle scuole è senza verifica sismica

Il XXVI rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente analizza 7.188 edifici scolastici in 96 comuni capoluogo. Una scuola su tre richiede lavori urgenti, il 57,2% non ha la verifica di vulnerabilità sismica e due edifici certificati su tre sono nelle classi energetiche E, F e G. Il PNRR ha fatto crescere certificazioni e riqualificazioni, ma tra le nuove scuole finanziate i cantieri conclusi sono appena l’1,9%.

Ecosistema scuola in Italia: cosa emerge dal report sull’edilizia scolastica

Un edificio scolastico su tre in Italia ha bisogno di lavori urgenti. Più della metà non è mai stato sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica. La maggior parte delle scuole dotate di attestato di prestazione energetica si colloca nelle tre classi peggiori. È il quadro del XXVI rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente, presentato lo scorso 14 settembre. L’indagine raccoglie i dati 2025 di 7.188 edifici di competenza comunale (scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado) in 96 comuni capoluogo, frequentati da 1,27 milioni di studenti.

L’edizione 2026 che arriva nella fase conclusiva del PNRR, per la prima volta affianca alla rilevazione annuale un bilancio, ancora provvisorio, dei 9.526 progetti finanziati dal Piano per l’edilizia scolastica. Il valore complessivo è di 14,18 miliardi di euro, di cui 11,65 miliardi di fondi PNRR. Ne emerge un patrimonio che migliora sulle certificazioni ma resta indietro su sicurezza strutturale, efficienza energetica e rinnovo degli edifici. Permane in quasi tutti gli indicatori il divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno.

Sicurezza strutturale, la vulnerabilità sismica resta in gran parte da verificare

Sono 2.497 gli edifici monitorati situati in comuni classificati nelle zone sismiche 1 e 2, pari al 35% del campione. Eppure il 57,2% delle scuole non è ancora stato sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica, benché la normativa la preveda da anni. Il dato più alto riguarda le Isole con il 76,8%, ma anche il Nord arriva al 64,9%, contro il 42,8% del Sud e il 33,7% del Centro. Solo il 17,3% delle amministrazioni dichiara di aver completato la verifica su tutti i propri edifici. In un Paese che è tra quelli a maggior rischio sismico del Mediterraneo, come ricorda la Protezione Civile, è un paradosso.

Sul fronte degli interventi, il 68,5% dei Comuni ha realizzato opere di adeguamento o miglioramento sismico negli ultimi cinque anni. Hanno però interessato appena il 4% degli edifici. In zona sismica 1 si contano 401 scuole, di cui solo 30 progettate o adeguate secondo la normativa tecnica antisismica. In zona 2 gli edifici conformi sono 458 su 2.096.

Legambiente segnala anche il ricorso sistematico alle proroghe. Il decreto del 7 luglio 2026 ha spostato dal 13 luglio al 13 ottobre 2026 il termine per l’aggiudicazione definitiva degli interventi antisismici finanziati con il DM 11 dicembre 2024, n. 254 (Piani 2023-2025).

Certificazioni, solai e accessibilità

Poco più della metà delle scuole ha il certificato di agibilità (53,5%). Il certificato di prevenzione incendi copre il 56,0% degli edifici e il collaudo statico il 47,7%. Il divario territoriale più ampio riguarda l’agibilità, presente nel 71,9% degli edifici del Nord contro il 31,6% del Sud e il 25,5% delle Isole.

Le indagini diagnostiche sui solai negli ultimi cinque anni hanno riguardato il 26,1% degli edifici, con un minimo del 10,4% nelle Isole. Gli interventi di messa in sicurezza dei solai si fermano all’11,1%. L’84% delle scuole dispone di accorgimenti per il superamento delle barriere architettoniche, ma nelle Isole la quota scende al 43,6%.

Manutenzione delle scuole, meno spesa dove il fabbisogno è più alto

Negli ultimi cinque anni il 51,7% degli edifici ha beneficiato di manutenzione straordinaria. Il 31,7% necessita comunque di interventi urgenti. La quota sale al 45,2% al Sud e al 54,2% nelle Isole, mentre si ferma al 24,7% al Nord e al 26,1% al Centro.

Ecosistema Scuola 2026: i dati di Legambiente

Fonte Legambiente

La distribuzione della spesa segue una geografia opposta. La media nazionale effettivamente spesa per manutenzione straordinaria è di 38.312 euro per edificio. Al Nord si arriva a 54.709 euro e al Centro a 41.024 euro, contro 9.322 euro nelle Isole e 4.527 euro al Sud. In cima alla classifica c’è Bolzano, con 699.732 euro per edificio.

Per Legambiente il nodo è strutturale, considerando che la manutenzione non può dipendere solo da bandi e finanziamenti straordinari e richiede risorse ordinarie, stabili e programmabili nei bilanci degli enti locali.

Efficienza energetica delle scuole, due edifici certificati su tre nelle classi peggiori

Solo il 36,3% delle scuole dispone di attestato di prestazione energetica. Programmare interventi mirati resta quindi difficile per la maggior parte del patrimonio.

Tra gli edifici certificati, il 67,5% si colloca nelle classi E, F e G. La sola classe G raccoglie il 36,6%, mentre le classi A, B e C sommano il 15,5%. La classe G pesa per il 21,5% al Nord e sale al 59,1% al Sud e all’83,3% nelle Isole.

L’85,4% delle amministrazioni dichiara di aver realizzato interventi di efficientamento energetico negli ultimi cinque anni. Questi hanno interessato però solo il 19,4% degli edifici, con un minimo dell’8,2% nelle Isole.

Le fonti rinnovabili sono utilizzate nel 18,7% delle scuole. Tra queste, l’86,2% è dotato di impianto fotovoltaico. Il potenziale di sviluppo emerge dall’interesse per le Comunità Energetiche Rinnovabili: il 93,6% dei Comuni si dichiara favorevole a coinvolgere le scuole, con il 100% al Sud e nelle Isole.

Raffrescamento e qualità dell’aria, i nuovi fronti del comfort

Per la prima volta il rapporto rileva la presenza di sistemi di raffrescamento. Il dato è parziale e riguarda i 52 Comuni che hanno fornito informazioni complete. Le scuole con aule raffrescate sono 598 su 3.809, circa il 16%, e prevalgono i condizionatori tradizionali, seguiti dalle pompe di calore.

Per Legambiente è fondamentale (se non emergenziale) lo stanziamento di 20 milioni di euro annunciato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per l’acquisto di dispositivi di raffrescamento.

L’associazione indica una strategia di adattamento climatico basata su:

Resta debole anche il monitoraggio della salubrità indoor. Muffe, umidità e qualità dell’aria vengono controllate dal 22,2% delle amministrazioni, quota che si azzera nelle Isole. I monitoraggi sul radon sono stati effettuati in 21 comuni e hanno rilevato il gas in 31 edifici.

PNRR edilizia scolastica, riqualificazioni avanti e nuove scuole indietro

Le cinque misure del PNRR per l’edilizia scolastica sono nuove scuole, messa in sicurezza e riqualificazione, mense, palestre e asili nido. Riqualificazione e nidi concentrano oltre l’80% delle risorse. L’analisi di Legambiente si basa sul Catalogo Open Data di Italia Domani, con dati osservati a giugno 2026.

Misura PNRR Progetti Fondi PNRR Investimento totale Progetti conclusi In esecuzione lavori
Nuove scuole 206 1,15 mld € 1,40 mld € 1,9% 58,7%
Messa in sicurezza e riqualificazione 3.078 4,86 mld € 6,27 mld € 42,9% 21,5%
Mense scolastiche 1.993 954 mln € 1,09 mld € 28,6% 34,9%
Palestre e sport 408 310 mln € 354 mln € 36,3% 30,6%
Asili nido e infanzia 3.841 4,37 mld € 5,06 mld € 18,1% 45,5%
Totale 9.526 11,65 mld € 14,18 mld € – –
Le cinque misure del PNRR per l’edilizia scolastica e il loro stato di avanzamento. Le quote residue di progetti sono in fase di collaudo, aggiudicazione o in altre fasi procedurali. Fonte: Legambiente, Ecosistema Scuola 2026, elaborazione su dati del Catalogo Open Data di Italia Domani (osservazione giugno 2026).

Le misure più avanzate sono la messa in sicurezza e riqualificazione, con il 42,9% di progetti conclusi, e le palestre, con il 36,3%. Le nuove scuole sono la misura più in ritardo. Su 206 progetti ne risultano conclusi 4, mentre il 58,7% è ancora in esecuzione lavori. Per gli asili nido quasi un progetto su due è in fase realizzativa.

Il vincolo di destinare almeno il 40% delle risorse al Mezzogiorno è stato rispettato in termini di distribuzione. Al Sud sono andati il 44,5% dei fondi per i nidi e il 45,9% di quelli per le mense. Il valore medio dei progetti resta però più alto al Centro-Nord. Per le nuove scuole si passa da 8,24 milioni di euro per intervento al Nord a 4,76 milioni nelle Isole. Anche la capacità di chiudere i cantieri è più alta al Nord, dove quasi tutte le misure registrano le quote maggiori di opere completate.

Il rinnovo del patrimonio resta limitato. Le scuole costruite negli ultimi cinque anni sono l’1,3% del totale e quelle realizzate secondo criteri di bioedilizia l’1,1%.

Cosa è cambiato tra il 2021 e il 2025

Il rapporto confronta alcuni indicatori del 2021 e del 2025, limitatamente ai Comuni presenti in entrambe le rilevazioni.

Crescono le certificazioni:

  • collaudo statico dal 46,3% al 55,5%;
  • agibilità dal 51,5% al 59,0%;
  • prevenzione incendi dal 45,7% al 53,9%.

Aumentano anche gli edifici che usano fonti rinnovabili, dal 21,7% al 25,0%, e le nuove scuole, dallo 0,7% all’1,2%. Gli interventi di adeguamento sismico salgono solo dal 3,0% al 4,1%. Gli edifici con manutenzione straordinaria negli ultimi cinque anni scendono dal 60,7% al 54,7%, mentre quelli che necessitano di lavori urgenti crescono dal 29,2% al 32,1%.

Legambiente non attribuisce automaticamente questi risultati al solo PNRR, ma ne rileva la correlazione con la stagione di investimenti straordinari.

Le proposte di Legambiente per la governance dell’edilizia scolastica

Il rapporto si chiude con cinque proposte rivolte a Governo ed enti locali:

  • trasformare l’Anagrafe dell’edilizia scolastica in una piattaforma pubblica e aggiornata su stato degli edifici, certificazioni, interventi e risorse;
  • consolidare l’Osservatorio per l’edilizia scolastica come sede stabile di co-programmazione tra istituzioni, enti locali e organizzazioni civiche;
  • definire un piano nazionale per la messa in sicurezza, con priorità alle aree a maggiore rischio sismico, integrando efficienza energetica, benessere termico, rinnovabili e partecipazione delle scuole alle CER;
  • rafforzare i servizi scolastici attraverso i Patti educativi di comunità;
  • sfruttare il calo demografico per ripensare gli spazi e aprire le scuole al territorio oltre l’orario delle lezioni.

FAQ edilizia scolastica e Rapporto Ecosistema Scuola

Che cos’è il rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente?

È l’indagine annuale di Legambiente sulla qualità degli edifici e dei servizi scolastici nei comuni capoluogo italiani. L’edizione 2026, la ventiseiesima, analizza i dati 2025 di 7.188 edifici comunali tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, frequentati da oltre 1,27 milioni di studenti.

Quante scuole italiane non hanno la verifica di vulnerabilità sismica?

Secondo Ecosistema Scuola 2026, il 57,2% degli edifici monitorati non è ancora stato sottoposto a verifica. La quota arriva al 76,8% nelle Isole. Gli interventi di adeguamento sismico degli ultimi cinque anni hanno interessato il 4% degli edifici.

In che classe energetica sono le scuole italiane?

Solo il 36,3% delle scuole ha l’attestato di prestazione energetica. Tra queste, il 67,5% è in classe E, F o G e il 36,6% in classe G. Le classi A, B e C rappresentano il 15,5%.

Quanti fondi PNRR sono stati destinati all’edilizia scolastica?

Le cinque misure del PNRR per l’edilizia scolastica hanno finanziato 9.526 progetti con 11,65 miliardi di euro di fondi PNRR, per un investimento complessivo di 14,18 miliardi. Le misure per riqualificazione e asili nido concentrano oltre l’80% delle risorse.

A che punto sono le nuove scuole finanziate dal PNRR?

Secondo i dati Italia Domani di giugno 2026 elaborati da Legambiente, dei 206 progetti di nuove scuole ne risultano conclusi 4, pari all’1,9%. Il 58,7% è ancora in fase di esecuzione lavori.


Articolo aggiornato – Prima pubblicazione settembre 2024


Categoria: EDILTREND