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La seconda edizione di Progetto Città, mostra dell’Architettura, dell’Urbanistica, delle Tecnologie e dei Servizi per lo Sviluppo del Territorio (Milano 19-22 febbraio), si è conclusa registrando un’alta l’affluenza di pubblico costituito soprattutto da operatori qualificati: oltre 25 mila tra amministratori pubblici e privati, architetti, ingegneri, progettisti, manager, professionisti. 565 erano invece gli espositori su una superficie di 56 mila metri quadri. Molto frequentati tutti i Saloni della rassegna, dal Marketing Territoriale alla Qualità del Territorio, dalle Public Utilities alle Grandi Infrastrutture e Sistemi della mobilità. Primo fra tutti per interesse suscitato l’Expo biennale delle tecnologie e della mobilità innovativa: parte integrante del Salone delle (Grandi) infrastrutture e dei Sistemi della Mobilità, quest’area è stata dedicata alle più importanti case automobilistiche ed ai produttori di veicoli a trazione pulita che hanno presentato ai pubblici amministratori, alle società di servizio pubblico e alle imprese, le soluzioni più innovative, esito di sforzi e ricerche spesso decennali in questo settore. Da qui, un messaggio concreto e particolarmente attuale: battere l’inquinamento urbano è possibile. “Questa fiera ha messo in evidenza che esistono già le tecnologie – afferma, infatti, Antonio Intiglietta, presidente Ge.Fi, ideatore e promotore di Progetto Città – per sconfiggere l’inquinamento che assedia le nostre metropoli. Ci sono già anche i progetti infrastrutturali e le disponibilità certo non mancano. Occorre, ora, che dalla teoria si passi alla pratica, e che, in particolare, le amministrazioni pubbliche e le ex municipalizzate passino alle determinazioni di bilancio e puntino concretamente l’attenzione su ipotesi che contemplino l’acquisto fin d’ora di mezzi pubblici e privati a trazione pulita. Questa è la strada per rendere i blocchi parziali e totali e i disagi connessi un brutto ricordo”. Progetto Città si è segnalata anche come evento culturale di altissimo livello con gli oltre 600 relatori di livello nazionale e internazionale che hanno partecipato all’intenso dibattito di questi giorni in più di 80 appuntamenti tra conferenze, convegni e seminari. Curiosità della mostra nel salone sport e arredo urbano Verde che più verde non si può per i campi da calcio del futuro: a garantire l’intensità del colore, ma soprattutto l’omogeneità del tappeto erboso e la facilità di manutenzione, sono le nuove soluzioni in erba artificiale, già approvate dalla FIFA e sperimentate sui campi dei dilettanti. Anche l’arredo urbano è attento all’ambiente: la legge 448 del 28 dicembre 2001 stabilisce che gli uffici e gli enti pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti riciclati non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo. A Progetto Città sono già in rassegna le panchine ed i giochi per parchi ottenuti dalla plastica riciclata: tra breve almeno tre panchine su dieci nelle nostre città saranno così. Sicurezza è anche salire e scendere dalle scalinate senza rischiare di scivolare: di qui la proposta coperta da un brevetto internazionale di un rivestimento in gomma da battistrada per il bordo dei gradini: il materiale che protegge dalle sbandate un auto per oltre trentamila chilometri metterà al riparo da pericolose cadute i cittadini. Novità anche per i dissuasori mobili per il traffico: produce grandi fioriere che automaticamente ed elettricamente si spostano per far accedere a strade e quartieri i veicoli autorizzati. Alta tecnologia e design anche per i nuovi bagni pubblici autopulenti, che danno eccezionali garanzie di confort ed igiene all’utente. Anche se, come dichiarano molti espositori di Progetto Città, i comuni non considerano questo un servizio alla cittadinanza, infatti il numero di installazione di toilette pubbliche nelle maggiori città italiane è venti volte inferiore alla media rispetto per esempio a Parigi o alle città spagnole. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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