Grace Atelier, Ceramiche Keope disegna nuove geografie della materia

Le pietre naturali europee, con la varietà delle loro espressioni, restano un riferimento per la progettazione di superfici che uniscono valore estetico e prestazioni tecniche. Ceramiche Keope presenta Grace Atelier, un sistema in gres porcellanato effetto pietra articolato in tre collezioni e completato dai mosaici firmati da Margherita Rui, che offre ad architetti e interior designer uno strumento progettuale versatile, coerente e integrato.

Keope Lithos white

Il progetto nasce da un’approfondita ricerca stilistica e poggia su quattro principi. Il primo è una stretta sinergia tra le collezioni, pensata anche per favorire soluzioni multimateriali. Il secondo è un’evoluzione progressiva della grafica e della materia, il terzo una palette cromatica condivisa da tutta la gamma. Il quarto sono i mosaici d’autore, che portano la decorazione all’interno del linguaggio architettonico. Grazie a questi elementi, le tre anime di Grace Atelier, Grace, Grace Fossil e Grace Lithos, dialogano tra loro senza perdere la propria specificità. Ciascuna coniuga il fascino visivo delle pietre a cui si ispira con la durabilità di un gres porcellanato contemporaneo.

Grace, Grace Fossil e Grace Lithos: un itinerario lapideo attraverso l’Europa

Il principale punto di forza della proposta è la capacità di mettere in relazione ispirazioni provenienti da aree geografiche anche molto distanti. Keope le riconduce a un unico registro cromatico e traccia così un itinerario che attraversa l’Europa e le sue diverse espressioni della materia.

Il percorso prende avvio da Grace, collezione già presente nell’universo Keope. Grace reinterpreta il limestone francese di Saint Antoine d’Auberoche con una grafica pura ed essenziale, resa vibrante da sottilissime sabbiature. È la declinazione più minimale dell’Atelier: una superficie sobria e versatile che costituisce la base da cui si sviluppa l’intero sistema.

Con la nuova Grace Fossil la gamma si arricchisce dal punto di vista grafico e materico. La collezione nasce dall’incontro tra due pietre di grande carattere: la Portland Stone britannica, storicamente legata a Buckingham Palace, e la Jura Stone bavarese, riconoscibile per le sue suggestive inclusioni fossili. Il risultato è un fondo più profondo, animato da strutture dettagliate, tracce primordiali e delicate nuvolature. Grace Fossil conserva comunque l’equilibrio che accomuna tutte le collezioni.

Keope Lithos ivory

Il viaggio si conclude sulle Alpi con la nuova Grace Lithos, ispirata alla quarzite di Villeneuve, che rappresenta la declinazione più espressiva dell’Atelier. La collezione interpreta questa pietra attraverso due grafiche complementari. Essential propone texture a spacco dall’aspetto realistico e un rigoroso equilibrio tono su tono. Wild ha un carattere più intenso e materico, segnato da contrasti netti, venature profonde e riflessi brillanti.

La sequenza delle tre collezioni disegna una vera evoluzione visiva e tattile, che va dalla purezza di Grace alla profondità di Grace Fossil fino all’audacia di Grace Lithos. I progettisti possono scegliere il livello di intensità più adatto oppure combinare le diverse superfici nello stesso intervento, creando ambienti articolati ma coerenti.

L’elemento che lega l’intero progetto è la palette cromatica, concepita come chiave stilistica per accostare con armonia le differenti texture. Comprende tonalità luminose ed eteree, grigi neutri dall’effetto polveroso e nuance calde, magnetiche e scultoree.

Keope Lithos clay

Fragments of Grace, il mosaico come elemento architettonico

Grace Atelier si completa con Fragments of Grace, il progetto di mosaici sviluppato con Ceramiche Keope dalla designer e direttrice creativa Margherita Rui. Il sistema coniuga il rigore del Modernismo con la ricchezza visiva e le geometrie dell’Art Déco, attribuendo alla decorazione un ruolo pienamente progettuale.

Fragments of Grace si basa su un modulo a mosaico utilizzabile trasversalmente su tutte le collezioni dell’Atelier e si articola in quattro proposte: Tressé, Domus, Avenue e Pince. In ciascuna, materia, luce e ritmo si fondono attraverso intrecci, motivi geometrici, dettagli metallici e preziose campiture in smalto lucido. Il mosaico supera così la funzione puramente ornamentale e diventa parte integrante del linguaggio architettonico, rafforzando ulteriormente il legame tra le diverse anime del sistema.