Al Q-DAY Tecnico organizzato da Q-RAD a Soave, con il patrocinio di AiCARR, progettisti e tecnici si sono confrontati sul raffrescamento radiante a soffitto. Al centro dei lavori l’integrazione con le pompe di calore, la bassa inerzia degli impianti, la direttiva EPBD e la nuova norma italiana sui sistemi radianti a bassa inerzia in lavorazione al CTI.

Con estati sempre più calde, la domanda di comfort estivo negli edifici cresce e chiede risposte impiantistiche efficienti. È il tema scelto dal Consorzio Q-RAD per il secondo Q-DAY Tecnico, che si è svolto giovedì 22 ottobre 2026 all’Auditorium Rocca Sveva di Soave (VR) con il patrocinio di AiCARR, l’Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento e Refrigerazione.
La giornata formativa si è concentrata sui sistemi radianti a soffitto in raffrescamento, una tecnologia in forte crescita, analizzata sotto il profilo prestazionale, della regolazione e del quadro normativo.
Radiante a soffitto e pompe di calore, l’efficienza parte dalla temperatura di mandata
Il primo filone di approfondimento ha riguardato l’integrazione dei sistemi radianti con generatori efficienti come le pompe di calore, valutando insieme il benessere termico e gli aspetti più avanzati della regolazione dell’impianto.

Un momento dei lavori
Un punto importante riguarda le temperature di esercizio. Il soffitto radiante lavora in raffrescamento con una temperatura di mandata di 16-18 °C, contro i 7 °C tipici degli impianti ad aria o a fancoil. Questa differenza permette di contenere i costi in bolletta e di massimizzare l’efficienza energetica della pompa di calore, che opera in condizioni più favorevoli.
Bassa inerzia e reattività dell’impianto
Altro tema centrale è stata la bassa inerzia, una proprietà naturale del soffitto radiante. La vicinanza delle tubazioni all’ambiente da climatizzare aumenta la reattività del sistema e la velocità di risposta alle richieste dell’utente, un aspetto che incide direttamente sul comfort percepito e sulla gestione dei carichi.
Sul fronte della regolazione è intervenuto Massimiliano Magri di ANIE CSI, l’associazione che rappresenta le aziende dell’industria dei componenti e sistemi per impianti. Il suo contributo si è concentrato sui sistemi di regolazione in classe B o superiore secondo la UNI EN ISO 52120-1, necessari per garantire comfort, efficienza energetica e conformità normativa degli impianti radianti.
EPBD e nuova norma italiana sui sistemi radianti a bassa inerzia
La seconda parte della giornata ha affrontato il contesto normativo. Luca Piterà, Segretario Generale di AiCARR, ha fatto il punto su comfort termico e qualità dell’aria nella direttiva EPBD, nota come “Case Green”, e nelle norme tecniche collegate. Clara Peretti, consulente tecnico del Consorzio Q-RAD ed esperta di sistemi radianti e IAQ, ha poi inquadrato i sistemi radianti a soffitto nell’attuale scenario normativo e legislativo.
In questo quadro Q-RAD ha presentato in anteprima gli aggiornamenti sulla nuova norma italiana dedicata al radiante a bassa inerzia, in fase di elaborazione all’interno del gruppo CT 254 del Comitato Termotecnico Italiano.
Perché serve una norma nazionale
Il nuovo riferimento nasce per colmare una lacuna del quadro europeo. La UNI EN 1264 disciplina infatti soltanto il soffitto radiante annegato e non considera i controsoffitti radianti e i sistemi sotto intonaco. Si tratta di soluzioni particolarmente adatte alle strutture dedicate alla cura e agli interventi di ristrutturazione in ambito residenziale.
La norma sarà costruita sulle tecnologie diffuse in Italia, sulle caratteristiche costruttive del patrimonio edilizio nazionale e sulle esigenze della riqualificazione.
«In questo scenario in rapida evoluzione, fornire ai professionisti una bussola chiara, sia tecnologica che legislativa, non è solo una nostra priorità, ma una responsabilità che Q-RAD si assume per guidare l’intero comparto verso il futuro dell’edilizia sostenibile», ha dichiarato Michele Bottoni, Presidente del Consorzio Q-RAD, richiamando il lavoro che il consorzio sta portando avanti ai tavoli tecnici del CTI.
A chiudere il programma, Giuseppe Romano, progettista di MANENS S.p.A., ha presentato alcune esperienze progettuali nel campo dell’integrazione impiantistica, completando con casi applicativi la parte teorica e normativa della giornata.
