Il mercato dei mutui immobiliari, a fronte di un’evoluzione più contenuta dei mutui d’acquisto (+4.7%), fa registrare un’impennata degli altri mutui (+129.1%), trainati dalle surroghe.
Si assiste a un lieve miglioramento della qualità del credito, in particolare per il credito al consumo.
Graduale consolidamento della ripresa del mercato del credito alle famiglie nel biennio 2016-2017 (+3.0% medio annuo la crescita delle consistenze).
Nel complesso la situazione finanziaria delle famiglie italiane è rimasta solida, tuttavia i segnali di ripresa ancora deboli e la conseguente perdurante incertezza le hanno indotte a ricorrere al credito in modo ancora molto cauto.
Il credito al consumo
Dopo cinque anni consecutivi di flessione, l’attività di erogazione di credito al consumo nel 2014 ha chiuso con un segno positivo. I flussi finanziati hanno fatto registrare un aumento del +2.5%, il numero di operazioni di finanziamento del +5.6%.
Nel primo trimestre del 2015 la crescita accelera: i volumi erogati fanno segnare un +9.3%, le operazioni finanziate un +15.8%. Hanno trainato il mercato i finanziamenti finalizzati all’acquisto di auto/moto, insieme a quelli via carte rateali/opzione, tipologia quest’ultima che, negli anni, ha mostrato una maggior tenuta. Nel primo trimestre 2015, anche gli altri prodotti di finanziamento sono tornati a crescere.
In generale, la ripresa del credito al consumo si accompagna a un aumento dei ticket medi erogati e della durata dei finalizzati auto e dei prestiti personali, a riprova del maggior ricorso al credito per effettuare acquisti rilevanti, rimandati negli anni di crisi.
L’attività di erogazione di mutui immobiliari alle famiglie consumatrici chiude il 2014 con una netta ripresa: la componente dei mutui per l’acquisto di abitazioni fa segnare un +6.6%, mentre la componente residua degli “altri mutui” (aggregato che comprende mutui di surroga, di sostituzione, di liquidità, mutui per costruzione e ristrutturazione e mutui per il consolidamento del debito) fa registrare un aumento del +44.5%. Nel corso del primotrimestre 2015 la crescita si rafforza, nonostante una evoluzione più contenuta dei mutui d’acquisto (+4.7%), grazie all’impennata degli “altri mutui” (+129.1%). Tale trend è legato al boom delle surroghe (+319.3% nel 2014 rispetto all’anno precedente, +710.7% nel primo trimestre del 2015) tornate a essere convenienti per i bassi livelli dei tassi applicati ai nuovi mutui.
Nel complesso, nel primo trimestre 2015 le surroghe rappresentano una quota pari al 20% del totale sia in termini di flussi di nuovi mutui erogati, sia in termini di numero di contratti di mutuo stipulati. Accanto al trend di leggera contrazione degli importi finanziati prosegue quello di riduzione delle durate contrattuali dei nuovi mutui, anche per effetto dell’aumento dell’incidenza delle surroghe.
Il rischio di credito è rimasto sostanzialmente stabile nel corso del 2014, mentre il 2015 si è aperto conindicazioni di miglioramento. Si è infatti interrotta la caduta del potere d’acquisto delle famiglie, grazie al cauto miglioramento del mercato del lavoro e al basso livello dell’inflazione; il reddito disponibile è lievemente cresciuto e gli interventi sui redditi minimi hanno sostenuto i nuclei familiari in maggiore difficoltà economica.
Il consolidamento delle tendenze della prima parte del 2015, rafforzato dal graduale miglioramento macroeconomico, favorirà una ripresa della crescita delle consistenze di credito alle famiglie a partire dalla seconda parte dell’anno. Dopo le importanti restrizioni degli ultimi anni, le politiche di offerta saranno più distese per la rimozione dei vincoli di liquidità e l’aggiustamento patrimoniale già realizzato. Tuttavia, permangono alcuni elementi di incertezza prevalentemente legati al processo regolamentare, che potrebbero rappresentare un elemento di freno nelle strategie creditizie. Complessivamente, la crescita delle consistenze di credito complessivo si rafforzerà gradualmente nel biennio 2016-2017 (+3.0% medio annua).
Anche le consistenze di prestiti per l’acquisto di abitazioni dovrebbero tornare a crescere alla fine del 2015, invertendo il trend di caduta in atto da circa 3 anni. Nel biennio successivo il miglioramento del contesto economico e il livello contenuto dei tassi d’interesse favoriranno ulteriormente la crescita dei finanziamenti, senza tuttavia recuperare i valori pre-crisi.
Le prospettive di ripresa dell’attività economica favoriranno un graduale miglioramento della rischiosità del credito, soprattutto grazie a coorti di finanziamenti più virtuose e al basso livello di oneri sul debito. Tuttavia, gli effetti della prolungata fase di crisi non consentiranno una riduzione significativa degli indici di rischio e, a meno di operazioni straordinarie di cessione, l’ammontare di crediti in sofferenza generati negli anni di crisi continuerà a pesare sul portafoglio complessivo.

In ripresa, nel 2015, il credito alle famiglie 1
