Dal 7 al 9 ottobre 2026 l’Atelier Piranesi di Milano ha ospitato “Sentirsi bene”, il percorso multisensoriale con cui il Gruppo Tecnasfalti, che riunisce i marchi Isolmant e Isolspace, ha celebrato i suoi 50 anni. Trecento visitatori hanno attraversato ambienti dedicati al rumore, al silenzio e alla libertà espressiva, per scoprire quanto isolamento e correzione acustica incidano sul benessere, sulle relazioni e sulla qualità degli spazi abitati.
Il comfort acustico raramente si vede, ma si avverte in ogni momento della giornata. Influenza il riposo, la concentrazione, il modo in cui parliamo con chi ci sta accanto e la libertà con cui viviamo la nostra casa. Da questa idea è nata “Sentirsi bene”, la mostra pop-up ideata dal Gruppo Tecnasfalti per coronare le celebrazioni dei suoi 50 anni.
Per tre giorni, dal 7 al 9 ottobre 2026, gli spazi dell’Atelier Piranesi di Milano si sono trasformati in un percorso immersivo tra rumore, silenzio e musica. I 300 visitatori sono stati accompagnati da “Senti“, un cicerone che li ha guidati tra installazioni, scene di vita quotidiana ricostruite e performance dal vivo. L’obiettivo era rendere accessibile un tema tecnico come l’acustica degli edifici, facendolo sperimentare in prima persona invece di spiegarlo.
Un percorso tra rumore, silenzio e libertà espressiva
Il percorso partiva dall’inquinamento acustico urbano: la prima stanza riproduceva il frastuono della strada, con clacson, sirene delle ambulanze e rumori di cantiere. Un sottofondo che conosciamo bene ma che tendiamo a ignorare, finché non ci si ferma ad ascoltarlo. Restare immersi in quel caos per qualche minuto rende evidente quanto il rumore possa compromettere il benessere fisico e mentale.

Il gruppo di lavoro coinvolto nella mostra popo up Sentirsi bene e il management di Gruppo Tecnasfalti
Le tappe della mostra, dalla strada al palco
Il percorso si sviluppava per ambienti successivi, ognuno dedicato a un aspetto diverso del rapporto tra suono e spazio abitato:
- la strada, satura di rumori urbani, per riflettere sull’impatto dell’inquinamento acustico;
- il salotto domestico, dove una famiglia si gode un aperitivo con musica alta e risate senza disturbare chi vive oltre le pareti;
- il corridoio delle bottiglie di plastica, per toccare con mano la materia prima da cui origina la fibra di poliestere spesso utilizzata nell’isolamento e nella correzione acustica;
- la sala prove, con una rock band che può suonare liberamente grazie all’insonorizzazione appena realizzata;
- il bagno di casa, dove gli ospiti irrompono nell’intimità del proprietario, a sottolineare il tema della privacy;
- l’esperienza sonora con campane tibetane, gong e vibrazioni per sciogliere tensioni e stress;
- il teatro finale, con la performance a tutto volume dei 13 giovani performer.
In tutti gli ambienti le esperienze proposte ci hanno mostrato quanto una buona progettazione acustica impatti in ogni ambito della nostra vita, a partire il salotto.

Una buona progettazione acustica permette a una famiglia di alzare il volume, parlare, ridere e vivere la propria casa senza chiedere il permesso ai vicini.
Lo stesso concetto è tornato nella sala prove, dove la cantante si interrompe per paura di disturbare e il batterista la rassicura spiegando che la stanza è stata da poco insonorizzata. A quel punto anche tutto pubblico si è lasciato coinvolgere dal ritmo e dalla musica.
Isolamento e correzione acustica, le due leve del benessere abitativo
Il messaggio della mostra si riassume nel gioco di parole che ne ha ispirato il titolo: sentire bene significa sentirsi bene. Il comfort acustico ha infatti una doppia dimensione. Chi vive all’interno di un ambiente e chi sta all’esterno devono potersi rispettare reciprocamente, senza rumori molesti ma anche senza rinunciare alla propria libertà e alla propria privacy.
Quando la progettazione acustica è carente, lo spazio diventa limitante. Si abbassa la voce, si rinuncia alla musica, ci si sente osservati o giudicati. Anche una cattiva qualità del suono all’interno degli ambienti ha conseguenze sul comfort. Il riverbero rende difficili le conversazioni.
Per questo isolamento acustico e correzione acustica rappresentano due elementi invisibili ma fondamentali nella progettazione degli spazi di vita. Il primo protegge dai rumori provenienti dall’esterno e dagli ambienti confinanti, la seconda migliora la qualità dell’ascolto all’interno del locale. Insieme incidono sulla salute, sul riposo, sulla concentrazione e sulla qualità delle relazioni, in casa come negli spazi di lavoro e di aggregazione. Con le soluzioni dei marchi Isolmant e Isolspace, il Gruppo Tecnasfalti opera proprio su questi due fronti.
Il ruolo culturale dell’impresa e della filiera edilizia
Per raccontare l’acustica, Tecnasfalti ha scelto il teatro, la musica e la danza al posto delle consuete presentazioni di prodotto. La direzione artistica è stata curata da Mauro Simone, le coreografie da Giorgio Camandona.
Una scelta che, nelle parole dell’amministratore delegato del Gruppo, Eugenio Canni Ferrari, ha un significato preciso. «Abbiamo scelto di offrire un’esperienza che rendesse accessibile un tema tecnico, mostrando come un imprenditore possa e debba investire in ciò che è bello e stimolante nella nostra società e che, visto il successo, potrebbe ripetersi in futuro», ha spiegato. «Questi straordinari performer, sotto la direzione artistica di Mauro Simone e grazie alle coreografie di Giorgio Camandona, hanno dimostrato quanto la contaminazione tra mondi diversi possa fare la differenza nel benessere delle persone. Noi imprenditori abbiamo gli strumenti per farlo. Basta volerlo».
Eugenio Ferrari ci ha dimostrato come un’azienda della filiera delle costruzioni possa contribuire a innovare tecnologicamente, ma anche a educare e a creare consapevolezza su temi che riguardano la vita quotidiana di tutti. L’acustica degli edifici è uno di questi. Viene spesso considerata un aspetto secondario della progettazione, eppure determina il modo in cui abitiamo, lavoriamo e stiamo insieme. Portarla fuori dai cantieri e dai singoli prodotti, attraverso il linguaggio dell’arte, significa parlarne a un pubblico più ampio e rafforzare l’idea che progettare il comfort acustico voglia dire progettare spazi più sani, accoglienti e rispettosi delle persone.






