Congresso AER 2036, gli architetti dell’Emilia-Romagna scrivono il Manifesto per le città dei prossimi dieci anni

Il 20 e 21 novembre 2026 la Federazione degli Ordini degli Architetti P.P.C. dell’Emilia-Romagna si riunisce a Reggio Emilia per il Congresso AER 2036. Al centro dei lavori ci sono nove obiettivi, affidati agli Ordini provinciali, e la stesura del Manifesto degli architetti per i prossimi dieci anni. Il documento verrà presentato e approvato davanti a Regione, Comuni, università e rappresentanti del mondo produttivo.

Congresso AER 2036, gli architetti dell’Emilia-Romagna scrivono il Manifesto per le città dei prossimi dieci anni

“Quali città e territori vogliamo nei prossimi dieci anni?”. Da questa domanda parte AER 2036, il Congresso della Federazione degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori dell’Emilia-Romagna, che si terrà venerdì 20 e sabato 21 novembre 2026 a Reggio Emilia, nella sede dell’Ordine degli Architetti al Parco Innovazione.

Il Congresso vuole riportare l’architetto e il progetto dentro le grandi scelte pubbliche e territoriali. Si parlerà dei problemi che toccano più da vicino le comunità locali, cioè casa ed emergenza abitativa, rigenerazione urbana, consumo di suolo, gestione dell’acqua, costa e Appennino, patrimonio esistente, scuole e spazio pubblico. Accanto a questi temi ci saranno il lavoro professionale, l’innovazione e l’intelligenza artificiale.

Al termine dei due giorni verrà presentato il Manifesto AER 2036, Manifesto degli Architetti dell’Emilia-Romagna. Il documento raccoglierà priorità e proposte da sottoporre alle istituzioni regionali e locali, al sistema produttivo, alle università, alle professioni e alla società civile. L’obiettivo è farne un’agenda regionale di lavoro per il 2027. Il progetto diviene così strumento di interesse pubblico, che deve conciliare qualità dello spazio, bisogni sociali, sostenibilità ambientale, fattibilità economica e responsabilità verso le generazioni future.

Nove obiettivi e tre tavoli di lavoro per il Manifesto AER 2036

Il Manifesto si costruisce attorno a nove sfide strategiche per il prossimo decennio. Ognuna è curata da un Ordine provinciale e i temi sono raggruppati in tre tavoli di lavoro.

Il primo tavolo riguarda il ruolo culturale dell’architetto, la centralità del progetto e la rigenerazione urbana:

  • Reggio Emilia, Quali città e territori vogliamo tra dieci anni?, per restituire al progetto e agli architetti un ruolo pubblico nella costruzione del futuro;
  • Bologna, Rimettere la qualità del progetto al centro delle trasformazioni, per fare della qualità progettuale un interesse pubblico riconoscibile e determinante;
  • Parma, Rigenerare senza espellere: casa, servizi e città esistente, per una rigenerazione fondata su riuso, qualità, inclusione e valore sociale dello spazio.

Il secondo tavolo affronta clima, suolo, acqua, aree interne, paesaggio e spazio pubblico:

  • Ferrara, Acqua, suolo e clima: progettare l’adattamento, per assumere questi tre fattori come elementi strutturali del progetto architettonico, urbano e territoriale;
  • Piacenza, Aree interne, piccoli comuni e territori fragili, per fare del progetto uno strumento di cura e presidio dei territori più fragili;
  • Rimini, Costa e paesaggio: quale futuro per i territori attrattivi, per riconoscere il paesaggio come infrastruttura strategica di sviluppo e tutela;
  • Ravenna, Spazio pubblico, scuole e luoghi della vita collettiva, per mettere lo spazio pubblico al centro del welfare urbano e della coesione sociale.

Il terzo tavolo si occupa di lavoro professionale, giovani, competenze, reti e innovazione:

  • Forlì-Cesena, Fare l’architetto oggi: giovani, lavoro e dignità professionale, per un’agenda che renda il mestiere più sostenibile, equo e accessibile;
  • Modena, Architetti, imprese, industria, reti e intelligenza artificiale, per accompagnare l’evoluzione della professione con nuove competenze, innovazione organizzativa e alleanze con il sistema produttivo.

Programma del Congresso AER 2036 e partecipazione in streaming

Il Congresso alterna momenti di confronto pubblico e sessioni di lavoro tra gli Ordini. Le sessioni mattutine delle due giornate sono trasmesse in diretta streaming e valgono ai fini della formazione continua. Gli iscritti agli Ordini devono registrarsi esclusivamente sul Portale Servizi CNAPPC entro le 12.00 del 18 novembre:

Per ottenere i crediti formativi bisogna seguire ciascun evento per tutta la sua durata. A iscrizioni chiuse, il link di accesso sarà inviato ai partecipanti da Infobuild.it, media partner del Congresso. Per iscrizione, ricezione del link e accesso al webinar vale soltanto l’indirizzo email registrato sul Portale CNAPPC.

Venerdì 20 novembre, tavola rotonda e tavoli di lavoro

La giornata inizia alle 9.00 con la registrazione dei partecipanti. Alle 9.30 sono previsti l’introduzione e i saluti istituzionali, alle 10.00 il keynote e alle 11.00 la tavola rotonda. Il confronto mette insieme cultura, istituzioni, università, imprese e professioni per capire quali trasformazioni attendono città e territori e come governarle.

Intervengono:

  • Annalisa Metta, professoressa ordinaria all’Università degli Studi Roma Tre;
  • Marco Bertozzi, professore ordinario di Cinema, fotografia, radio, televisione e media digitali all’Università Iuav di Venezia;
  • Alessandro Panci, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC);
  • Giuseppe Mincolelli, professore ordinario al Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara;
  • Norbert Lantschner, esperto di sostenibilità ed efficienza energetica, ideatore della certificazione CasaClima/KlimaHaus e presidente della Fondazione ClimAbita;
  • Giacomo Ortalli e Gaëlle Verrier, dello studio Ortalli Verrier Architetti.

Modera Andrea Rinaldi, presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Reggio Emilia che spiega: “L’architettura non sta composta è uno degli slogan del Congresso. Tra dieci anni abiteremo le scelte che facciamo oggi e questo è il momento di cambiare per dare una direzione. Alle istituzioni e al mondo produttivo chiediamo di assumere il progetto come strumento di governo e innovazione mentre gli Ordini diventano infrastrutture culturali capaci di diffondere la cultura architettonica nella società”.

Dopo la pausa pranzo, dalle 14.30 alle 18.30, i rappresentanti degli Ordini lavorano sui nove obiettivi divisi nei tre tavoli. La sintesi del pomeriggio confluirà nel testo del Manifesto.

Sabato 21 novembre, presentazione e approvazione del Manifesto AER 2036

Sabato si riparte alle 9.30 con la ripresa dei tavoli di lavoro, che si chiudono alle 10.30. Alle 11.00 è in programma la presentazione ufficiale del Manifesto AER 2036. Seguono gli interventi istituzionali, il confronto conclusivo e l’approvazione del documento, con chiusura dei lavori alle 13.00.

Alla discussione finale sono invitati Regione, Comuni, università regionali, ANCI, Confindustria e le principali associazioni sociali ed economiche del territorio. La Regione Emilia-Romagna è chiamata a partecipare all’apertura e al tavolo conclusivo, perché il Manifesto possa diventare una base per le future politiche territoriali.

Tra gli interventi previsti ci sono:

  • Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega a Sviluppo economico e green economy, Energia, Formazione professionale, Università e ricerca;
  • Irene Priolo, assessora regionale ad Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e trasporti, Infrastrutture;
  • Anna Fornili, consigliera regionale dell’Emilia-Romagna;
  • Davide Prandi, assessore alla Cura della città del Comune di Reggio Emilia;
  • Claudia Borré, consigliera del Comune di Zerba (PC);
  • Fausta Pizzaghi, sindaca del Comune di Cerignale (PC);
  • Maurizio Croci, presidente di ANCE Emilia-Romagna;
  • Roberto Bosi, docente al Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze;
  • Elena Mucelli, docente al Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna;
  • Marco Mulazzani, direttore del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara;
  • Eugenia Valacchi, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per Modena, Reggio Emilia e Ferrara.

“Perché è il momento di fare il nostro primo Congresso? Perché stiamo continuando a ragionare e lavorare come trent’anni fa a fronte di una società e di una situazione climatica completamente diversi. Abbiamo l’urgenza di capire insieme che per il prossimo futuro dovremmo essere più interdisciplinari, dialogare con società civile, con la politica e, insieme, progettare le trasformazioni” –  Diego Farina, presidente dell’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Ferrara e Coordinatore della Federazione degli Ordini degli Architetti P.P.C. dell’Emilia-Romagna per il biennio 2025/2026.

Congresso AER2036
20/21 novembre 2026
Ordine degli Architetti al Parco Innovazione – Piazzale Europa 2/c, Reggio Emilia