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Indice degli argomenti Toggle Un progetto a consumo di suolo zero, costruito prima sui serviziLa qualità dell’aria come filosofia costruttivaUn solo sistema per climatizzare, ventilare e filtrare, senza unità esternaUna partnership industriale, dalla progettazione al post vendita A San Giovanni in Persiceto, a pochi chilometri da Bologna, Ferretti Group sta costruendo I Platani, un intervento residenziale che nasce da un principio preciso: consumo di suolo zero. Il progetto si sviluppa all’interno di un’area di 440.000 metri quadrati, già edificabile dal piano regolatore comunale nel momento dell’acquisto, e prevede a regime 980 alloggi oltre a un’area commerciale di 15.000 metri quadrati, già operativa. Le prime palazzine sono completate e in parte abitate, così come l’edificio da 18 appartamenti, anch’esso completato e già parzialmente abitato. Tutti gli alloggi sono certificati in classe energetica A4, a consumo quasi zero (NZEB), e affidano climatizzazione, ricambio e filtrazione dell’aria a un unico sistema: la pompa di calore aria/aria con ventilazione meccanica controllata ElisAIR V di MYDATEC, senza unità esterna. Una scelta che risponde a due esigenze insieme, l’efficienza energetica richiesta dalla direttiva EPBD e la qualità dell’aria indoor, tema su cui il costruttore ha fondato la propria filosofia progettuale. L’ingresso della nuova palazzina. A sinistra Mario Pala di MYDATEC, a destra Luigi Ferretti Ho incontrato in cantiere il costruttore Luigi Ferretti e Mario Pala di MYDATEC che mi hanno raccontato la filosofia del progetto e obiettivi futuri. Perché un modo di costruire diverso è possibile, ed è già realtà sul territorio: a zero consumo di suolo, sostenibile, con impianti ad alta tecnologia che garantiscono benessere, efficienza e qualità dell’aria indoor. Un progetto a consumo di suolo zero, costruito prima sui servizi «Il concetto è consumo di territorio zero», spiega Ferretti. «Ho avuto la possibilità di acquisire quest’area di 440.000 metri quadrati, già definita edificabile dai piani regolatori del Comune prima del mio arrivo. Non ho acquistato un’area verde poi trasformata». Un approccio che ribalta la prassi consueta dello sviluppo immobiliare: prima degli alloggi sono state completate tutte le urbanizzazioni – strade, fognature, illuminazione – e un’area commerciale di 15.000 metri quadrati con supermercati e negozi già aperti. «Io non sono un “prenditore“, sono un imprenditore, con la “im” davanti», sintetizza il costruttore. «Prima di fare il primo alloggio abbiamo costruito l’area commerciale». La posizione fa il resto: il comparto si trova a meno di un chilometro dalla piazza di San Giovanni in Persiceto, a circa 250 metri dalla stazione ferroviaria suburbana, con treni per Bologna ogni 25 minuti circa, e di fronte a un polo scolastico superiore frequentato da 1.600 studenti. Un contesto pensato per ridurre la dipendenza dall’automobile e, con essa, le emissioni legate alla mobilità quotidiana. La qualità dell’aria come filosofia costruttiva Il filo conduttore del progetto è la salubrità, dentro e fuori casa. Nel comparto sono state messe a dimora 2.500 piante selezionate per la capacità di assorbire le polveri sottili, un tema particolarmente sentito in Pianura Padana, tra le aree più inquinate d’Europa. La stessa attenzione guida la scelta impiantistica. In interventi immobiliari realizzati in passato, l’impresa aveva adottato la geotermia abbinata al riscaldamento a pavimento, poi abbandonata: «Per i costi elevati e per le problematiche del radiante, che muove continuamente le polveri sottili respirate in casa», racconta Ferretti. La soluzione ad aria calda super filtrata ha risolto entrambi i problemi: «Pensate che in sala operatoria ci sono 2,5 microgrammi di polveri sottili per metro cubo d’aria: con questo impianto ce n’è uno. È un’aria di alta montagna», afferma il costruttore, che aggiunge: «Chi la vive ne è felice». I numeri energetici completano il quadro. Ogni appartamento dispone di circa 2,2 kW di fotovoltaico dedicato, oltre alla quota condominiale e alle batterie di accumulo: secondo i dati forniti dal costruttore, un alloggio con due camere e doppi servizi preleva dalla rete circa 150-160 euro l’anno per riscaldamento e raffrescamento, a fronte dei circa 3.000 euro di un’abitazione equivalente di bassa classe energetica. Un solo sistema per climatizzare, ventilare e filtrare, senza unità esterna Il cuore impiantistico degli appartamenti è ElisAIR V di MYDATEC, pompa di calore aria/aria con ventilazione meccanica controllata integrata e recupero di calore termodinamico. «Questa macchina compatta ha la particolarità di funzionare come climatizzatore e come VMC: recupera l’energia prima di espellere l’aria all’esterno e filtra l’aria prima di immetterla in casa. E non necessita di unità esterna», spiega Mario Pala direttore Business Unit di MYDATEC. ElisAIR V di MYDATEC alloggiata in un locale esterno «È l’unico sistema installato per climatizzare in inverno e in estate queste abitazioni, ricambiare l’aria e controllarne la qualità». La distribuzione avviene tramite tubazioni semirigide antistatiche e antibatteriche, ispezionabili e pulibili nel tempo, con bocchette lineari ad alta induzione rasate a filo del controsoffitto: il flusso d’aria aderisce al soffitto e non investe le persone, garantendo silenziosità e assenza di correnti percepibili. Senza dimenticare che sono esteticamente gradevoli. Particolare del sistema di distribuzione dell’aria Il sistema integra inoltre sensori che monitorano VOC, CO2 e particolato: quando i valori superano le soglie, la macchina interviene automaticamente per ripristinare le condizioni corrette. Un aspetto tutt’altro che secondario negli edifici ad alto isolamento, dove il ricambio naturale è limitato: «L’ambiente interno può risultare fino a cinque volte più inquinato di quello esterno», ricorda Pala. Particolare della ElisAIR V di MYDATEC La bassa potenza delle macchine è la conseguenza diretta della qualità dell’involucro: «Se queste macchine possono avere bassa potenza è perché le case ne richiedono poca. Gli edifici in classe A4 fungono essi stessi da accumulo energetico: gli apporti interni e solari, in certi momenti, sarebbero già sufficienti a mantenere la climatizzazione», osserva Pala. «È un connubio tra la normativa che avanza con la EPBD, costruttori che la recepiscono e una tecnologia che si inserisce naturalmente in questi contesti». Una partnership industriale, dalla progettazione al post vendita Mi colpisce il rapporto tra costruttore e produttore che MYDATEC riesce a costruire e certamente va oltre la fornitura. L’azienda affianca i tecnici dell’impresa fin dalle prime fasi, con la modellazione tridimensionale degli impianti sulle strutture di progetto, e garantisce contratti quadro che stabilizzano i prezzi su commesse pluriennali, un elemento di sicurezza in una fase di forte volatilità dei costi delle materie prime. «Ci consideriamo partner tecnologici», spiega Pala. «Inoltre siamo produttori dei sistemi MYDATEC e per scelta strategica aziendale abbiamo pochi punti di distribuzione, preferendo in molti casi trattare direttamente con le imprese di costruzione. E quando si vende si comincia, non si finisce: forniamo formazione ai centri assistenza, un magazzino ricambi dedicato e il monitoraggio da remoto di tutte le macchine installate, per diagnosticare in tempo reale eventuali anomalie». Un approccio che Ferretti conferma dal proprio punto di vista: «Ogni casa è un prototipo. La cosa più importante è avere un interlocutore con cui si colloquia, si scambiano le idee, si risolvono i problemi. Io mi sono trovato bene prima di tutto dal punto di vista umano e anche il lavoro di cantiere si è certamente semplificato». Quanto al futuro, il mercato sembra dare ragione a questa impostazione. Secondo i dati citati da Pala, l’Italia è il secondo Paese europeo per vendite di pompe di calore, con circa 430.000 unità vendute nel 2025 – in crescita del 13% dopo due anni di stallo – e un parco installato di circa 5 milioni di apparecchi. La rotta è tracciata: «Da un recente sondaggio, spiega Mario Pala, è emerso che le circa 29 milioni di pompe di calore installate nell’Unione Europea, evitano 65 milioni di tonnellate di CO2 all’anno nell’aria, che corrisponde a importare 23 miliardi di metri cubi in meno di metano, con un risparmio stimato di circa 10 miliardi di euro l’anno». 2 delle palazzine terminate del complesso Il progetto de I Platani, dal canto suo, guarda lontano: «Questo intervento terminerà quando avremo costruito il 980° alloggio oltre alla parte commerciale», aggiunge Ferretti. «Il progetto prevede un impianto di 134.000 m2, ad oggi ne avremo realizzati 25.000 m2. Meno di vent’anni non ci si mette. Ma siamo molto in anticipo rispetto ai tempi». MYDATEC partecipa al Saie 7/10 ottobre – Bologna STAND C 23 PAD 30 – IMPIANTI Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento