De Albertis non usa mezzi termini. Il Presidente Ance punta il dito sulle incongruenze di questa finanziaria in tema di edilizia. De Albertis, in particolare, evidenzia, in un’intervista al Sole24Ore: “L’endemica fragilità del “costruito” nel nostro Paese, che viene purtroppo ciclicamente alla ribalta in occasione di eventi drammatici come quello dei giorni scorsi, è in realtà un dato ben noto. Che ben il 50% del patrimonio immobiliare italiano abbia oltrepassato la soglia di vetustà (superando i 50 anni di età) è un fatto risaputo: come pure è noto che il 34% delle abitazioni esistenti sul nostro territorio presenta, secondo un’elaborazione Ance basata su dati della Presidenza del Consiglio dei ministri, un grado di vulnerabilità medio-alto agli eventi sismici. E’ evidente che quest’ultima cifra nasce da due realtà innegabili del nostro Paese. La prima è legata a una storica esigenza di riqualificazione del costruito cui nel tempo non si sono date adeguate risposte; la seconda nasce dal fatto che ben il 44% del territorio italiano, ma nel Sud questa quota sale al 61,7%, risulta soggetto ad un livello medio-alto di sismicità”.
