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Crediti fiscali da bonus edilizi: come gestirli in sicurezza ed evitare il contenzioso con il fisco

Il Credito Fiscale da Bonus Edilizi è la trasformazione di una detrazione d’imposta per lavori di riqualificazione in un vero e proprio asset finanziario liquido e scambiabile: anziché scalare il beneficio dalle proprie tasse nel corso degli anni, il titolare lo monetizza cedendolo a terzi (imprese, banche o investitori), i quali lo acquistano a sconto per utilizzarlo in compensazione diretta dei propri debiti fiscali tramite modello F24.

Giovanni Minella

Così descritto la monetizzazione dei crediti fiscali può sembrare un’operazione molto semplice. Al di là della definizione, il meccanismo della cessione dei crediti nasconde tuttavia numerose insidie che possono essere evitate in fase di audit, prima ancora di avviare il processo.

Scopriamo con Giovanni Minella, Dottore commercialista ed esperto nella compravendita dei crediti fiscali da bonus edilizi, che cosa considerare e valutare attentamente per garantirsi un’operazione a prova di contestazione.

1. Dottor Minella, il mercato dei crediti edilizi ha vissuto anni complessi, segnati da frequenti interventi normativi. Guardando alla situazione odierna, qual è la reale marginalità che questo strumento continua a offrire alla filiera delle costruzioni e alle imprese alla ricerca di efficienza fiscale?

Nonostante la stretta normativa, i crediti edilizi rimangono una leva strategica estremamente competitiva. Per le imprese acquirenti si traduce in un risparmio fiscale immediato sul costo del lavoro e sulle imposte (tramite F24), garantendo rendimenti finanziari a doppia cifra su base annua, difficilmente eguagliabili da altri strumenti a basso rischio. Per la filiera delle costruzioni, cedendo i crediti a prezzi sostenibili, si trasforma un incaglio finanziario in liquidità immediata per ripartire con i cantieri in corso o con altri progetti. La marginalità c’è ed è importante, a patto di muoversi con l’adeguato supporto.

2. Per le realtà che intendono approcciarsi per la prima volta a queste transazioni: come si articola operativamente la logica dello sconto tra cedente e cessionario, e quali parametri determinano oggi la convenienza effettiva nell’utilizzo delle quote per la compensazione ordinaria dei modelli F24?

La logica è lineare: il cessionario acquista il credito a un valore nominale scontato (ad esempio pagamento come corrispettivo l’85-90% rispetto al valore del credito) e lo compensa al 100% nei propri F24. La convenienza effettiva dipende da diversi fattori, quali: la durata dell’investimento, la tempistica di liquidazione e il costo del capitale dell’acquirente. Oggi conviene acquistare crediti di imposta non solo utilizzabili nell’anno in corso, bensì negli anni successivi (ad esempio per il quadrienno 2026/2027/2028 e 2029) creando una pianificazione “su misura” sulle proprie scadenze fiscali ricorrenti (INPS, IRPEF, IVA), trasformando un debito certo verso lo Stato in un margine operativo netto.

3. Con il consolidamento delle circolari dell’Agenzia delle Entrate sul tema della responsabilità solidale (art. 121, comma 6 del D.L. 34/2020), il concetto di diligenza qualificata ex art. 1176 c.c. è diventato l’asse portante delle compravendite. Quali sono i passaggi documentali non negoziabili per considerare un fascicolo a prova di contenzioso?

Il primo passo imprescindibile è la verifica della presenza formale di tutti i documenti tassativamente elencati dall’articolo 121, comma 6-bis del Decreto Rilancio.
Tuttavia, il vero elemento differenziante della diligenza qualificata non è la semplice “raccolta della carta”, ma la sua analisi di merito. Non ci si limita a verificare che un documento esista, ma se ne controlla la correttezza, la coerenza incrociata e la completezza intrinseca. Verifichiamo, ad esempio, che le scadenze dei pagamenti coincidano con gli stati di avanzamento lavori e che ogni dato formale trovi effettivo riscontro nella realtà del cantiere. Talvolta, se necessario, si organizza un sopralluogo sul cantiere per raccogliere anche la documentazione fotografica. Solo con questo controllo analitico approfondito un fascicolo diventa blindato e a prova di qualsiasi contenzioso.

4. Un errore frequente tra gli acquirenti è calcolare la convenienza dell’operazione su base statica, senza considerare l’incertezza della capienza fiscale futura su archi temporali pluriennali. Quali criteri di pianificazione finanziaria e quali proiezioni di cassa sono indispensabili per scongiurare il rischio di perdere quote non compensate nell’anno di competenza?

Non si deve mai acquistare credito “al limite” della propria capienza teorica. Nella mia esperienza professionale, ad esempio, adotto un approccio prudenziale: partendo dallo storico degli F24 compensabili dell’azienda negli ultimi 3 anni viene definito un “budget di acquisto fiscale” coperto al massimo per il 70-80% della capienza stimata. Inoltre, diversificare l’acquisto su più imprese edili e su più annualità riduce al minimo l’esposizione al rischio di incapienza.

5. Nel matching tra domanda e offerta si osservano due approcci: quello informale tra singole aziende e quello mediato da canali bancari o strutture con standard istituzionali. Quali sono le differenze tra queste due modalità di accesso al mercato?

Il matching informale tra aziende presenta rischi altissimi: istruttorie superficiali, assenza di garanzie, contrattualistica improvvisata e lunghi tempi di negoziazione. Affidarsi a canali con standard istituzionali o ad advisor specializzati garantisce invece un ecosistema protetto: pratiche già certificate da tecnici terzi, contratti standardizzati, velocità di esecuzione e maggiori garanzie. È la differenza che passa tra una scommessa e un investimento sicuro.

6. Per un imprenditore o un direttore finanziario che intenda analizzare la fattibilità di un’operazione quali sono i primi parametri oggettivi da verificare prima di avviare qualsiasi trattativa o scambio documentale?

Prima di avviare trattative o scambi documentali, occorre verificare tre parametri fondamentali:

  1. La convenienza economica del tasso: valutare la marginalità finanziaria in rapporto diretto con la tempistica di compensazione del credito.
  2. L’affidabilità del cedente: svolgere un’analisi preventiva sulla solida reputazione del soggetto (tramite report CERVED o centrali rischi) per escludere protesti, pregiudizievoli o anomalie strutturali.
  3. La proporzionalità dell’importo: accertarsi che il volume del credito sia coerente e sostenibile rispetto alla reale capienza F24 del cessionario.

Verificati questi tre indicatori, l’operazione poggia su basi solide ed è possibile procedere in totale sicurezza.

 

Giovanni Minella è Dottore Commercialista e Socio fondatore di Dedalo Consulting, una società specializzata in erogazione di servizi di consulenza su Crediti fiscali da bonus edilizi; la stessa, ad oggi, ha svolto la funzione di advisor in quasi 2.000 operazioni, permettendo lo smobilizzo di circa 600 milioni di euro di crediti fiscali. Dedalo Consulting conta oltre 24 professionisti specializzati e una ampia rete di consulenti esterni su cui fare affidamento.