Sostenibilità nei capitolati, come EPBD, CPR e Tassonomia UE cambiano la filiera delle costruzioni

Con il nuovo Regolamento Prodotti da Costruzione in piena applicazione, la Direttiva EPBD e la Tassonomia UE, la sostenibilità degli edifici si misura sull’intero ciclo di vita. Secondo l’analisi di TÜV Italia, qualità dei dati ambientali, tracciabilità dei materiali e verifiche indipendenti diventano requisiti di progetto e di mercato per produttori, progettisti, imprese e investitori.

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Sostenibilità nei capitolati, come EPBD, CPR e Tassonomia UE cambiano la filiera delle costruzioni
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Per anni la sostenibilità in edilizia ha coinciso con l’efficienza energetica in fase d’uso, con i protocolli volontari e con i crediti premianti. Oggi si considerano anche i requisiti normativi che incidono su progettazione, produzione dei materiali, cantiere, investimenti e gestione degli asset immobiliari. Lo spiega bene TÜV Italia, ente indipendente di testing, ispezione e certificazione del gruppo TÜV SÜD, che individua nella qualità dei dati ambientali, nella tracciabilità dei materiali e nella conformità normativa i nuovi elementi di riferimento per l’intera filiera.

Il nuovo Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR, Reg. UE 2024/3110) è entrato nella fase principale di applicazione e porta la prestazione ambientale dei prodotti dentro il sistema europeo di valutazione e dichiarazione delle prestazioni.

Secondo la Commissione europea, gli edifici sono responsabili del 40% del consumo energetico dell’UE e del 36% delle emissioni climalteranti legate all’energia. Circa l’85% del patrimonio edilizio europeo è stato costruito prima del 2000 e il 75% presenta prestazioni energetiche inadeguate. Gli obiettivi del Green Deal e del pacchetto Fit for 55 accelerano il passaggio da misure volontarie a obblighi via via più stringenti.

Dalla prestazione energetica al ciclo di vita dell’edificio

La EPBD e il CPR spostano la valutazione ambientale dall’edificio in esercizio ai materiali che lo compongono. Le due norme sono complementari. La direttiva stabilisce cosa misurare a livello di edificio, il regolamento definisce come i produttori devono fornire i dati necessari per farlo. 

La Direttiva EPBD e il calcolo delle emissioni

La Direttiva EPBD (Dir. UE 2024/1275), in vigore dal 2024, amplia il concetto di prestazione dell’edificio. Per la prima volta introduce in modo strutturato le emissioni lungo l’intero ciclo di vita, dalla produzione dei materiali alla costruzione, fino alla manutenzione e al fine vita. Il termine per il recepimento negli Stati membri era fissato a maggio 2026. L’Italia non ha rispettato la scadenza, facendo scattare una procedura d’infrazione UE, e il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti ha annunciato il 10 settembre che il Governo inserirà il recepimento nel Ddl di delegazione europea 2026 con un emendamento durante l’esame parlamentare.

Le principali novità della direttiva riguardano:

  • edifici a emissioni zero (ZEB) per tutte le nuove costruzioni dal 2030;
  • obbligo di Life Cycle Assessment (LCA) per gli edifici di nuova costruzione;
  • progressiva eliminazione degli impianti alimentati da combustibili fossili;
  • obblighi di riqualificazione per gli edifici meno efficienti;
  • predisposizione solar-ready per i nuovi edifici.

L’indicatore più diffuso nella valutazione LCA delle emissioni climalteranti è il Global Warming Potential (GWP), espresso in kg CO₂ equivalente per unità funzionale secondo le norme UNI EN ISO 14040 e 14044. Il calcolo richiede dati ambientali affidabili e verificabili sui materiali impiegati, ed è su questo punto che interviene il CPR.

Il nuovo CPR e il ruolo delle EPD

Entrato in vigore a gennaio 2025, il Regolamento 2024/3110 rende i dati ambientali parte integrante della conformità del prodotto, al pari delle prestazioni tecniche. Introduce la Dichiarazione di Prestazione e Conformità (DoPC), che integra dati tecnici e ambientali, il Digital Product Passport (DPP) ed estende la marcatura CE agli aspetti ambientali.

L’obbligo di dichiarare il GWP scatta in modo progressivo per categorie prioritarie. Cemento, acciaio, isolanti e gli altri materiali considerati ad alto impatto dovranno comunicarlo con dati verificati e confrontabili, riferiti a un’unità funzionale univoca per tipologia di materiale.

Le EPD (Environmental Product Declaration), finora usate soprattutto in ambito volontario o come documentazione per i crediti dei protocolli LEED e BREEAM, diventano strumenti di trasparenza, conformità e competitività sul mercato europeo.

Tassonomia UE e filiera, la sostenibilità entra nella valutazione economica

I dati ambientali richiesti da EPBD e CPR hanno anche un peso economico. Con la Tassonomia UE diventano criteri per valutare gli immobili e per accedere ai capitali, con effetti su produttori, progettisti, imprese e investitori. 

Requisiti per gli edifici allineati

La Tassonomia UE (Reg. UE 2020/852) definisce i criteri per classificare un’attività economica come sostenibile. Nel real estate prestazioni energetiche, dati ambientali ed economia circolare pesano sempre di più nell’accesso a investimenti e finanziamenti. I protocolli di rating (LEED, BREEAM e protocolli nazionali come GBC HB e GBC HOME) avevano già tradotto questi temi in parametri di misura legati anche al valore dell’immobile.

Per essere allineati alla Tassonomia, gli edifici devono garantire prestazioni energetiche superiori agli standard nZEB, una riduzione significativa dei consumi nelle ristrutturazioni, il monitoraggio delle emissioni lungo il ciclo di vita e il recupero o riciclo di almeno il 70% dei rifiuti da costruzione non pericolosi. La sostenibilità esce così dai soli capitolati tecnici e diventa un parametro di valutazione finanziaria.

Norma Riferimento Tempistiche Cosa introduce
Tassonomia UE Reg. UE 2020/852 In vigore Criteri per gli investimenti sostenibili, requisiti oltre nZEB, 70% dei rifiuti C&D non pericolosi recuperati
EPBD Dir. UE 2024/1275 In vigore dal 2024, recepimento entro maggio 2026, ZEB dal 2030 LCA per i nuovi edifici, emissioni sul ciclo di vita, solar-ready, stop progressivo ai fossili
CPR Reg. UE 2024/3110 In vigore da gennaio 2025, fase principale dal 2026 DoPC, Digital Product Passport, marcatura CE ambientale, dichiarazione GWP per categorie prioritarie

Cosa cambia per produttori, progettisti e investitori

Per i produttori di materiali diventa prioritario investire in EPD, raccolta dati e sistemi digitali di tracciabilità. Progettisti e imprese devono integrare analisi LCA e criteri ESG fin dalle prime fasi progettuali. Investitori e proprietari si confrontano con il rischio di realizzare asset meno competitivi sul mercato.

Cresce il peso delle verifiche indipendenti, perché i dati ambientali verificati alimentano le valutazioni a livello di edificio, dimostrano la conformità e supportano la rendicontazione ESG. Secondo TÜV Italia aumenteranno in particolare le richieste di verifica su EPD, valutazioni LCA, allineamento alla Tassonomia e qualità dei dati usati nel reporting.

Tra il 2026 e il 2030 le scadenze entreranno in vigore gradualmente. L’analisi prevede la diffusione del Digital Product Passport, l’introduzione di limiti GWP per gli edifici, una maggiore integrazione tra database ambientali, BIM e piattaforme digitali e un’attenzione crescente degli investitori verso immobili allineati ai criteri europei.

FAQ Sostenibilità nei capitolati

Cosa prevede il nuovo Regolamento Prodotti da Costruzione?

Il CPR 2024/3110 integra i dati ambientali nella conformità dei prodotti, introduce la DoPC e il Digital Product Passport ed estende la marcatura CE agli aspetti ambientali.

Quali prodotti devono dichiarare il GWP?

L’obbligo è progressivo e riguarda prima le categorie prioritarie, tra cui cemento, acciaio e isolanti, con dati verificati e riferiti a un’unità funzionale univoca.

Che cosa cambia con la Direttiva EPBD per le nuove costruzioni?

Dal 2030 tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero. La direttiva introduce inoltre l’obbligo di LCA e la predisposizione solar-ready.

A cosa servono le EPD?

Le Environmental Product Declaration forniscono dati ambientali verificati sui prodotti, necessari per i calcoli LCA, la conformità al CPR e i protocolli di sostenibilità.

Quali requisiti deve rispettare un edificio allineato alla Tassonomia UE?

Prestazioni energetiche superiori agli nZEB, riduzione significativa dei consumi nelle ristrutturazioni, monitoraggio delle emissioni sul ciclo di vita e recupero di almeno il 70% dei rifiuti da costruzione non pericolosi. 

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