Il cemento non si esaurisce nella sua funzione di materiale da costruzione, ma diventa parte integrante del paesaggio, segue la crescita delle città e restituisce il rapporto che lega architettura, ambiente e vita di tutti i giorni.
Heidelberg Materials Italia, insieme a Urbanfile e Dodecaedro Urbano, ha portato all’Istituto Carlo Bazzi di Milano “Cemento Vivo”, il reportage fotografico di Davide Canella, per avviare un confronto tra studenti, scuola e impresa sul ruolo dei materiali nella trasformazione degli spazi in cui viviamo.

La presentazione si è svolta mercoledì 14 ottobre 2026 nella sede di via Cappuccio 2, all’interno di una delle realtà storiche della formazione tecnica milanese. Dopo il debutto alla Milano Design Week 2026 negli spazi di Monte Rosa 91, la mostra approda così in un ambiente educativo strettamente connesso al settore delle costruzioni, dove si propone come strumento di osservazione e di dialogo con chi si prepara a diventare tecnico o progettista.
Alla base del lavoro di Canella c’è una ricerca di equilibrio tra elementi diversi, come spiega lo stesso fotografo: “La mia fotografia si costruisce intorno a un equilibrio dinamico dato da tre elementi: ambiente, cemento e presenza umana. La figura umana rappresenta la bussola per decidere cosa merita attenzione, un ancoraggio visivo che fa da punto di equilibrio tra l’ambiente e il cemento”.
Tredici scatti in bianco e nero tra Milano e Bari
Il progetto riunisce 13 fotografie in bianco e nero realizzate tra Milano e Bari, con cui l’autore offre una lettura interpretativa dei cambiamenti sociali, economici e paesaggistici che hanno attraversato il Paese, mettendo in costante relazione ambiente, cemento e presenza umana. Luoghi, edifici e particolari delle due città si alternano in una sequenza costruita per rimandi visivi e concettuali: il “Costato di Torre Velasca” dialoga con il dettaglio di un corpo umano, il Ponte Adriatico di Bari con la Chiesa di San Giovanni Bono a Milano, la Fondazione Prada con il quartiere Madonnella, mentre il percorso si chiude con un’immagine dedicata a CityLife.
Per far emergere le superfici e le diverse texture dei materiali, Canella ha scattato soprattutto alle prime luci del giorno o in prossimità del tramonto, affidandosi alla tecnica del banco ottico e del grande formato, che impone un ritmo di lavoro più lento e ragionato e consente di unire la spontaneità del reportage al rigore formale della fotografia tradizionale.
Il microcemento diventa supporto espositivo
Anche l’allestimento contribuisce a dare forza al messaggio della mostra: le fotografie, nel formato 50 × 70 centimetri, sono infatti stampate direttamente su pannelli spatolati in uno speciale microcemento bianco, che rende il materiale allo stesso tempo soggetto delle immagini e superficie fisica su cui queste prendono forma. La matericità del supporto crea una continuità con gli edifici, i corpi e gli spazi urbani ritratti, mentre i cavalletti scelti per l’esposizione evocano la tradizione della fotografia su banco ottico e di grande formato. Il visitatore è così invitato ad andare oltre un’interpretazione puramente tecnica del cemento, per riconoscerlo come una presenza capace di definire l’identità delle città e le relazioni tra le persone e l’ambiente costruito.
Un istituto storico per la formazione nelle costruzioni
Fondato nel 1872 e sostenuto da ESEM-CPT, Assimpredil Ance e dalla Federazione Lavoratori delle Costruzioni, l’Istituto Carlo Bazzi è un punto di riferimento a Milano per la preparazione dei futuri professionisti del settore. Il percorso di studi sviluppa competenze legate alla progettazione edilizia, al rilievo topografico, alla gestione del cantiere, alla valutazione dei beni e all’uso delle tecnologie informatiche, con un’attenzione particolare all’impiego consapevole delle risorse ambientali.
Ospitare “Cemento Vivo” significa creare un collegamento diretto tra formazione, cultura visiva e conoscenza dei materiali, offrendo agli studenti l’occasione di guardare al costruito da una prospettiva diversa, in cui competenze tecniche e sensibilità culturale lavorano insieme per comprendere e progettare le città.
Con questa iniziativa Heidelberg Materials Italia, erede dello storico marchio Italcementi, rafforza il proprio legame con l’architettura, l’ingegneria e la formazione, presentando il cemento non solo come elemento tecnico ma anche come componente della cultura materiale e dell’identità urbana.


