SYStab ha realizzati il consolidamento delle fondazioni di una bifamiliare, ubicata sulle colline toscane nei pressi di Firenze, utilizzando resine a lenta espansione e pali precaricati.

Il progetto di consolidamento delle fondazioni ha risposto alla necessità di utilizzare una tecnologia atta ad ottimizzare il rapporto risultato – costi – bassa invasività e di non intervenire in modo invasivo sui muri interni; a tale proposito SYStab ha scelto di ricorrere a una tecnica mista pali e resine.
Nello specifico, è stato consolidato l’angolo a valle, interessato dai cedimenti maggiori, utilizzando pali precaricati impostati su un nuovo cordolo di fondazione, e il nodo terreno – fondazione dell’impronta fondale restante con iniezioni di resina a lenta espansione.
I problemi riscontrati
Oggetto dell’intervento è un piccolo condominio bifamiliare situato sulle colline di Rignano sull’Arno, costruito interamente in muratura portante e colpito da un progressivo dissesto dovuto a cedimenti differenziali del terreno.
Tutta la struttura ha subito danneggiamenti più o meno lievi a causa dei movimenti, con crepe e fessurazioni sia sui muri interni che sulla pavimentazione e sui solai. Il cedimento più evidente, però, si è verificato nell’angolo sud con tipiche lesioni a 45° passanti su entrambi i lati.
Il quadro di dissesto ha richiesto, quindi, un consolidamento completo della struttura.
Consolidamento delle fondazioni: tecnica mista con resine e pali
Dal momento che i cedimenti hanno interessato strati di terreno molto importanti, i tecnici della committenza non hanno avuto dubbi sull’impiego di fondazioni profonde per l’intervento di consolidamento. I micropali rappresentano, infatti, la soluzione più sicura.
Le fasi operative dell’intervento di consolidamento delle fondazioni
L’intervento si è svolto secondo le seguenti fasi operative:
- scavo e realizzazione di un nuovo cordolo in c.a. solidarizzato alle murature esistenti,
- predisposizione di idonei tubi camicia all’interno del cordolo stesso,
- getto del nuovo cordolo,
- maturazione del getto (circa 28 giorni),
- infissione dei pali con monitoraggio continuo delle pressioni di installazione, fino al raggiungimento delle portate/profondità di progetto,
- precarico eseguito su ogni palo con pressioni superiori a quelle di esercizio,
- ancoraggio definitivo di tutti i pali al collare dei tubi camicia,
- iniezione di resine diffuse al di sotto di tutti i muri non consolidati con i micropali.
I vantaggi del consolidamento con micropali precaricati
Il consolidamento delle fondazioni mediante micropali precaricati ha permesso di stabilizzare l’angolo interessato dai cedimenti più gravi e di ripristinare le crepe nei muri, con molteplici vantaggi rispetto alle tradizionali tecniche:
- tempi di realizzazione molto rapidi,
- nessuna produzione di materiale di risulta,
- nessun impiego di fanghi o acqua (cantiere asciutto idoneo anche in ambienti stretti e interni),
- nessuna produzione di vibrazione dannosa per le sovrastrutture,
- portata di ogni micropalo testata in corso d’opera,
- precarico per l’annullamento dei cedimenti primari per tutti i pali,
- possibilità di sollevamenti e recupero della planarità se la struttura lo consente.
L’intervento in sintesi
In sintesi l’intervento di consolidamento delle fondazioni ha consentito in soli 7 giorni:
- infissione di 13 micropali di diametro 114 mm e lunghezza media 10 metri,
- fissaggio finale dei micropali ai tubi camicia,
- consolidamento di oltre 75 metri lineari di fondazioni con iniezione nel terreno di resine a lenta espansione.

