A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Un volume compatto per ricucire il fronte urbano tra centro e stazioneSpazi di lavoro, hall a doppia altezza e piano terra aperto sulla cittàLegno, scandole fotovoltaiche ed energia condivisa con il trasporto pubblicoPaesaggio e superfici drenanti per un ecosistema urbano più resiliente Lo studio milanese Park Associati firma La Casa della Mobilità di Bolzano, un nuovo edificio direzionale nel punto in cui il centro storico incontra la stazione ferroviaria. Il progetto, che riunisce in un’unica sede il Dipartimento Infrastrutture e Mobilità, la Ripartizione Mobilità e STA – Strutture di Trasporto Alto Adige S.p.A., ha vinto una procedura concorsuale internazionale e sostituisce un edificio che non rispondeva più agli standard funzionali e strutturali contemporanei. Si inserisce in un’area al centro della trasformazione urbana della città e punta a riorganizzare il rapporto tra infrastrutture, spazio pubblico e tessuto costruito, con una struttura in legno e una facciata fotovoltaica che rende l’involucro una superficie attiva. Un volume compatto per ricucire il fronte urbano tra centro e stazione Il lotto si affaccia su una rotatoria ed è circondato da edifici e infrastrutture molto diversi tra loro. Per questo il progetto ha richiesto un lavoro di ricucitura urbana. Il nuovo volume definisce un margine costruito e si modella sui lati per creare nuove relazioni con il contesto. Sul lato di via Raiffeisen il prospetto arretra e forma una piccola piazza pubblica, che amplia lo spazio pedonale e rende riconoscibile l’ingresso. La scelta di concentrare il programma in una forma compatta massimizza la superficie utile e ottimizza le prestazioni energetiche dell’involucro. Il volume si rastrema verso l’alto e riprende in chiave contemporanea l’archetipo della casa. Questo gesto dà riconoscibilità all’edificio, che è insieme sede istituzionale e luogo dedicato alla mobilità, e migliora il rapporto con il traffico veicolare e con le residenze circostanti. I dati principali del progetto: circa 6.000 m² fuori terra e 2.000 m² interrati; otto livelli emergenti e due piani ipogei; struttura portante in legno, richiesta dal bando; facciata in alluminio con scandole che integrano tecnologia fotovoltaica; sede unica per Dipartimento Infrastrutture e Mobilità, Ripartizione Mobilità e STA. Spazi di lavoro, hall a doppia altezza e piano terra aperto sulla città Il piano terra ospita spazi comuni in diretto rapporto con il fronte urbano, che rafforzano il legame visivo tra le attività dell’ente e la città. Sono organizzati attorno a una hall a doppia altezza, pensata come spazio di rappresentanza. Il primo livello si affaccia sulla hall e mette in relazione alcuni settori di STA con gli spazi comuni dell’edificio. Ai livelli inferiori, oltre agli uffici, uno spazio intermedio con aree per la pausa e la socialità favorisce lo scambio tra competenze diverse e la formazione di una comunità di lavoro unitaria. Ogni settore dispone di uffici direzionali e di spazi per i team, organizzati secondo moduli ricorrenti. Lo stesso modulo guida sia il layout interno sia il disegno della facciata. Legno, scandole fotovoltaiche ed energia condivisa con il trasporto pubblico La facciata in alluminio traduce all’esterno l’organizzazione degli uffici. Un modulo regolare scandisce il prospetto con elementi verticali che reinterpretano le scandole tipiche dell’architettura alpina, presenti anche in alcuni edifici storici di Bolzano. Le scandole hanno anche una funzione energetica. Integrano una tecnologia fotovoltaica secondo una logica BIPV, così l’involucro produce energia. La struttura in legno, prevista fin dal bando di concorso, è lasciata a vista. Gli ambienti sono progettati senza controsoffitti per valorizzarne le qualità materiche. Un sistema impiantistico leggero e facilmente manutenibile accompagna questa scelta e contribuisce alla flessibilità e alla durabilità dell’edificio. Il tema energetico è uno dei cardini del progetto. Bolzano ha forti escursioni climatiche stagionali, e l’edificio deve garantire prestazioni elevate tutto l’anno. Il progetto combina un involucro ad alte prestazioni, impianti efficienti e produzione energetica integrata per ridurre i consumi operativi. L’eventuale eccedenza di energia potrà essere condivisa con le infrastrutture per il trasporto pubblico adiacenti. Paesaggio e superfici drenanti per un ecosistema urbano più resiliente Il progetto del paesaggio segue la stessa logica. Le superfici esterne privilegiano soluzioni drenanti. Gran parte delle alberature esistenti viene conservata e integrata con nuove piantumazioni. Gli spazi aperti comprendono la piazza d’ingresso, l’area esterna verso la rotonda e una zona più raccolta sul retro dell’edificio. Con La Casa della Mobilità, Park Associati propone un modello di edificio direzionale che produce energia, crea sinergie tra enti e servizi e partecipa alla costruzione di una città più connessa ed efficiente. Lo Studio è stato fondato a Milano nel 2000 da Filippo Pagliani e Michele Rossi. Nel 2024 ha ricevuto il Premio Architetto Italiano, assegnato dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Tra i suoi progetti figurano il grattacielo della Regione Lombardia e le sedi di Luxottica e Salewa. Scheda progetto La Casa della Mobilità Indirizzo Via Raiffeisen, 5, Bolzano Cliente STA – Strutture Trasporto Alto Adige S.p.A. Progetto di Park Associati Tipologia Edificio per Uffici Concorso: 2026 Progetto: 2026-ongoing Area 8,231 mq Procedura Certificazioni energetiche Casa Clima Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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