In occasione del Madrid Design Festival 2026, il flagship showroom Marazzi Madrid ha ospitato un programma di attività dedicato a professionisti, designer e architetti, trasformandosi per oltre un mese in uno spazio di confronto tra materiali, ricerca progettuale e nuove tecnologie applicate al design.
Dal 5 febbraio all’8 marzo 2026, lo showroom della capitale spagnola ha infatti accolto visite guidate, workshop e momenti di sperimentazione, confermando il proprio ruolo di luogo di incontro per chi lavora nel mondo dell’architettura e degli interni.

Inserito nel contesto del festival che ogni anno anima Madrid con appuntamenti dedicati alla cultura del progetto, lo spazio Marazzi ha proposto una lettura contemporanea della ceramica, mettendo in evidenza non solo il valore estetico delle superfici, ma anche la loro capacità di diventare parte attiva del processo creativo.
Lo showroom, situato tra Calle Serrano e Calle Juan Bravo e progettato da ACPV ARCHITECTS Antonio Citterio Patricia Viel, si configura come un ambiente immersivo in cui grandi superfici, texture, colori e collezioni accompagnano il visitatore in un percorso pensato per ispirare e suggerire nuove possibilità applicative.
Un programma tra visite guidate, moodboard e intelligenza artificiale
Durante il festival, Marazzi ha costruito un calendario articolato che ha alternato momenti di esplorazione dei materiali, attività formative e sperimentazioni legate agli strumenti digitali. Le visite guidate hanno permesso ai visitatori di osservare da vicino le collezioni più recenti, con un focus su texture, formati e soluzioni applicative capaci di raccontare l’evoluzione del linguaggio ceramico contemporaneo. Il percorso è stato pensato per offrire una lettura ravvicinata del potenziale progettuale dei materiali, valorizzandone la dimensione materica e la versatilità in ambito architettonico e interior.
Accanto a questo percorso, il workshop “Del concepto al proyecto: Moodboards profesionales”, condotto da Lucía Güemes di Acento Design in collaborazione con Casamance, ha proposto un approfondimento sul tema della costruzione di moodboard professionali. L’attività ha messo in relazione ceramica, carte da parati e materiali diversi, con l’obiettivo di tradurre in forma visiva idee, atmosfere e identità di progetto. In questo modo, il lavoro sui materiali è stato interpretato non solo come selezione tecnica, ma anche come costruzione di un racconto coerente e riconoscibile.
Un altro aspetto importante del programma ha riguardato il rapporto tra progettazione e innovazione digitale. Con il ciclo “Arseia: Diseña el futuro con IA”, guidato da Virginia Núñez Machado, lo showroom si è trasformato in un laboratorio dedicato all’uso dell’intelligenza artificiale nel processo ideativo. Gli incontri hanno offerto ai partecipanti la possibilità di sperimentare strumenti capaci di intervenire nelle diverse fasi della progettazione, dai moodboard generativi ai render ultrarapidi, fino a nuove modalità di concezione visiva. L’iniziativa ha così messo in evidenza come l’AI possa offrire un supporto concreto alla creatività accelerando alcune fasi decisionali del lavoro progettuale.
Lo showroom come spazio di racconto del design ceramico contemporaneo
L’esperienza proposta da Marazzi durante il Madrid Design Festival ha ruotato attorno al concetto di vivere la ceramica non soltanto come materiale da costruzione o da rivestimento, ma come linguaggio progettuale in continua evoluzione. In questo senso, lo showroom madrileno si è presentato come uno spazio capace di tenere insieme estetica, innovazione e sperimentazione, offrendo una visione della superficie ceramica come elemento narrativo e non semplicemente funzionale.

