Geocompositi bentonitici

Descrizione del prodotto

Campo d'impiego

Geocompositi bentonitici

Probar Italia propone due geocompositi in bentonite sodica, uno autoagganciante al calcestruzzo di getto e uno accoppiato a una membrana in HDPE, che si interpongono tra terreno e struttura per creare una barriera in grado di rigonfiare, sigillare e richiudersi in modo autonomo.

BGC HDPE

Il geocomposito contiene bentonite sodica naturale racchiusa tra due geotessili: quando l’acqua presente nel terreno raggiunge il telo, la bentonite si idrata e aumenta di volume e, trovandosi confinata tra il terreno e la struttura, dà origine a uno strato a permeabilità estremamente ridotta, che si autosigilla anche in corrispondenza dei sormonti e intorno alle piccole discontinuità. Si tratta quindi di un sistema attivo, che non si limita a opporsi al passaggio dell’acqua ma reagisce al contatto con essa.

BGC GRIP e BGC HDPE: due versioni per esigenze differenti

BGC GRIP è costituito da bentonite granulare contenuta tra un geotessile tessuto e uno non tessuto e presenta una struttura autoagganciante, che si lega meccanicamente al calcestruzzo gettato contro il telo. Il prodotto è indicato per fondazioni, parcheggi interrati, stazioni della metropolitana, gallerie artificiali, vasche e strutture sotto falda, dispone della marcatura CE secondo la norma EN 13491 (GBR-C, sistema 2+) ed è disponibile anche nelle versioni BGC GG e BGC GP; nel formato più grande il rotolo misura 2,5 × 20 m, con un peso di 270 kg.

BGC HDPE abbina invece il geocomposito bentonitico a una membrana in HDPE ed è pensato per l’impermeabilizzazione attiva di strutture interrate e in falda, compresi i bacini idrici, con sormonti tra i teli compresi tra 5 e 10 cm.

Modalità di posa e ambiti di impiego

Il telo va posato sul magrone al di sotto della platea e contro le paratie o i casseri prima del getto delle pareti, sempre sul lato esposto all’acqua. Affinché la bentonite possa svolgere la propria funzione è indispensabile che rimanga confinata, condizione assicurata dal getto di calcestruzzo oppure da un rinterro compattato, che esercitano la pressione necessaria a mantenerla in posizione.

Il geocomposito è progettato per proteggere le superfici continue e non sostituisce quindi il trattamento delle riprese di getto e dei punti singolari, per i quali occorre ricorrere a waterstop dedicati, come i profili bentonitici PRO WS. Il materiale, inoltre, non è concepito per restare scoperto o privo di confinamento e deve essere posato e protetto seguendo le indicazioni riportate nella scheda tecnica.



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