Capitolati e specifiche tecniche: come scriverli bene per evitare errori, contestazioni e costi imprevisti 16/09/2026
A cura di: Stefania Manfrin Il Parco della Pace di Vicenza, unico progetto italiano finalista dell’European Prize Urban Public Space 2026 Indice degli argomenti Toggle Cinque progetti, dai 205 metri quadrati ai 48 chilometriI cinque progetti in garaIl Parco della Pace di Vicenza, unico progetto italiano in garaVerso la proclamazione del 15 ottobre a Barcellona Il Centre de Cultura Contemporània de Barcelona (CCCB) ha recentemente annunciato i cinque progetti finalisti dell’European Prize for Urban Public Space 2026. La giuria internazionale, presieduta dall’architetta Eva Prats e composta da Angelika Fitz, Monika Konrad, Inês Lobo, Bas Smets e Philip Ursprung, con Lluís Ortega in qualità di segretario, ha selezionato i finalisti a partire dai 25 progetti già inseriti nella shortlist, individuati tra 381 candidature provenienti da 38 Paesi europei. Si tratta della partecipazione più ampia mai registrata dal premio, che nel 2026 celebra il venticinquesimo anniversario e la dodicesima edizione. La shortlist dell’European Prize Urban Public Space 2026 La giuria ha valutato la capacità dei progetti di rispondere a tre tra le principali tematiche che riguardano le città europee: crisi climatica, ripristino ecologico e coesione sociale. A questo si aggiungono il rigore formale e la qualità dell’integrazione urbana degli interventi. L’edizione 2026 rientra nel programma di Barcellona Capitale Mondiale dell’Architettura e si avvale della collaborazione di una rete di dieci istituzioni europee di architettura e urbanistica e di cinquanta esperti. Cinque progetti, dai 205 metri quadrati ai 48 chilometri L’elemento che accomuna i finalisti è il tipo di operazione: tutti riconvertono infrastrutture obsolete o aree dismesse in spazi pubblici capaci di svolgere una funzione ambientale. La forbice dimensionale è ampia e la giuria ha scelto di premiare tanto la scala territoriale quanto quella dell’intervento puntuale. I cinque progetti in gara Zuidpark, Anversa (Belgio), 2024 — Tractebel, atelier adr, Georges Descombes. La trasformazione di un’area a parcheggio sulle vecchie banchine portuali in un polmone verde metropolitano, con un progetto costruito attorno alla biodiversità e al recupero del ciclo dell’acqua. Zuidpark ©Isabelle Pateer Plaça de les Glòries Catalanes, Barcellona (Spagna), 2025 — AgenceTER, Ana Coello Paisatge i Arquitectura, Meta Engineering – Quadranteka. Lo svincolo a quadrifoglio viene riorganizzato portando mobilità e trasporto pubblico a quota inferiore e liberando la superficie, oggi parco e rifugio climatico di quartiere. Plaça de les Glòries Catalanes @fernando lua agora Bagni pubblici sulla rotatoria, Logroño (Spagna), 2025 — Leopold Banchini. Su appena 205 metri quadrati, una rotatoria in disuso ospita bagni pubblici temporanei che funzionano da rifugio climatico durante le ondate di calore. Bagni pubblici sulla rotatoria, Logroño Corridoio verde del fiume Leça, Matosinhos (Portogallo), 2024 — Laura Roldão. Un’infrastruttura paesaggistica di 48 chilometri che collega quattro comuni e restituisce 22 ettari di spazio pubblico lineare, con obiettivi di rigenerazione ambientale, resilienza idrica e mobilità sostenibile. Corridoio verde del fiume Leça, Matosinhos Parco della Pace, Vicenza (Italia), 2025 — Martí Franch Batllori EMF, Studio Franco Zagari, ITS Engineering Company, PAN Associati. L’ex aeroporto diventa un paesaggio di 65 ettari basato su soluzioni nature-based per la gestione delle acque e il recupero della biodiversità. I cinque casi si possono dividere in due direttrici: da un lato la conversione di grandi superfici in aree verdi, come a Vicenza e ad Anversa, dove il progetto lavora sul ciclo idrico e sugli habitat. Dall’altro il riuso di infrastrutture di mobilità superate, da Barcellona a Logroño, dove il tema è restituire alla dimensione pedonale spazi progettati per il traffico veicolare. Il caso spagnolo è quello che meglio dimostra come anche un intervento minimo, se ben collocato, possa produrre un servizio pubblico misurabile in termini di comfort termico. Il Parco della Pace di Vicenza, unico progetto italiano in gara Il Parco della Pace nasce dalla riconversione dell’ex aeroporto Dal Molin, chiuso al traffico aereo nel 2008 e ceduto in parte al Comune di Vicenza nel 2011. L’intervento interessa una superficie di circa 65 ettari, oltre la metà del sedime aeroportuale originario, e ha visto l’apertura completa nel settembre 2025. Committente è l’amministrazione comunale; il gruppo di progettazione riunisce PAN Associati, EMF Estudi Martí Franch, Studio Franco Zagari e ITS Engineering Company. Parco della Pace di Vicenz Il progetto si configura come un’infrastruttura verde più che come un parco urbano tradizionale. La presenza di una falda superficiale e la collocazione nella piana alluvionale del Bacchiglione hanno orientato il disegno verso un sistema di canali e bacini che struttura il paesaggio e assorbe le acque meteoriche prima che raggiungano il tessuto costruito. Le soluzioni nature-based governano laminazione, fitodepurazione e ricostituzione degli habitat, mentre gli ex hangar aeroportuali sono stati recuperati per attività culturali e associative e la pista resta disponibile per usi collettivi di grande scala. Per Vicenza la candidatura arriva dopo il primo premio nella categoria “Climate Adaptation Measures in Parks and Gardens” dello European Garden Award, riconoscimento che ha già collocato il parco tra i riferimenti europei per l’adattamento climatico applicato al verde pubblico di proprietà comunale. Verso la proclamazione del 15 ottobre a Barcellona Il calendario prevede una sessione pubblica al CCCB il 14 ottobre 2026, durante la quale ciascun team finalista presenterà il proprio progetto alla giuria. La proclamazione del vincitore e la cerimonia di premiazione si terranno il giorno successivo, il 15 ottobre, sempre a Barcellona. Istituito nel 2000 dal CCCB con altre istituzioni culturali europee, il premio ha carattere biennale e non prevede un riconoscimento economico: il premio onorario viene assegnato congiuntamente a chi ha promosso l’opera e a chi l’ha progettata, una formula che riflette la natura collettiva dello spazio pubblico. Nei suoi venticinque anni di attività e nelle dodici edizioni svolte, il concorso ha raccolto 2.800 proposte da 43 Paesi membri del Consiglio d’Europa, costituendo un archivio che consente di leggere l’evoluzione delle priorità urbane del continente. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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