“L’architetto non utilizza direttamente la materia ma, attraverso un lavoro complesso e delicato, la trasforma in materiali” ha spiegato il Professor Purini.
“Tale passaggio non è meccanico, nè puramente tecnico. Si tratta in realtà di un passaggio alchemico, carico di significati profondi, di contenuti non presenti nelle materie originali, poichè produce una serie di valori nuovi – metrici, spaziali, visivo tattili – che vanno interpretati con attenzione e profonda sensibilità”.
A conclusione della conversazione ancora una domanda, l’ammissione di un vuoto conoscitivo: “fino a che punto il triangolo fra Natura, materie e materiali può essere spiegato? O si tratta forse di un mistero che si rinnova continuamente?”.
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Conferenza “Materiali e materie: dall’artificio alla natura”
Ottobre 2007
