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Pavimenti sopraelevati e controsoffitti per spazi ufficio

Il moderno spazio ufficio è un ambiente caratterizzato da un’elevata possibilità/necessità di variazioni distributive nel tempo, per adattarsi, senza eccessivi stravolgimenti, alle parallele modifiche che intervengono nelle modalità organizzative d’azienda.
Un’esigenza, quella della flessibilità, che riguarda in primis la possibilità di realizzare una sostanziale autonomia (a differenza di quanto avviene nell’edilizia residenziale, connotata da una ben maggiore stabilità di assetti) tra elementi di distribuzione fisica degli spazi (siano essi tavolati o divisori in cartongesso) e apparati impiantistici di servizio, in modo da rendere meno onerose e più agevoli le modifiche interventi negli uni o negli altri.
Così, sia per le sezioni utili indispensabili alle consistenti dotazioni impiantistiche (meccaniche, elettrice, informatiche) che caratterizzano i luoghi di lavoro, sia per necessità di consentire con relativa facilità le attività di manutenzione, integrazione e aggiornamento di queste ultime, la soluzione rivelatasi con l’esperienza migliore è stata quella di disporre di apposite intercapedini impiantistiche continue, entro cui realizzare le relative dorsali distributive.
In particolare, controsoffitto ispezionabile e, simmetricamente, pavimento sopraelevato, parimenti accessibile, sono divenute le due soluzioni canoniche per i grandi open-space terziari; sistemi che realizzano veri e propri vani tecnici facilmente controllabili e gestibili nelle relative variazioni.
Il primo, nella sua forma più ricorrente, è generalmente costituito da una pendinatura (eventualmente fonosmorzante) di ancoraggio al solaio superiore, da una struttura di profili di sostegno a maglia quadra (a vista o a scomparsa) e da pannelli quadrati di tamponamento in materiale vario.
Il secondo, invece, poggia su piedini telescopici regolabili (in funzione dell’altezza di intercapedine sotto pavimento che risulta opportuno generare), che sostiene una griglia pure a maglia quadra, in cui vengono poggiati i pannelli di tamponamento, anch’essi in diverse possibili formulazioni.
Due sistemi, dunque, che fatta eccezione per il diverso e opposto funzionamento “a gravità”, uno appeso, l’altro appoggiato, non divergono, comunque, nel principio e nel sostanziale funzionamento.
Sistemi, inoltre, con posa a secco (ovvero in assenza di lavorazioni con ricorso all’acqua), e quindi molto rapida, come ben si conviene a procedimenti costruttivi per la definizione di ambienti, la cui velocità di esecuzione (e di avvio operativo delle utenze) è fattore essenziale di economia nel processo realizzativo.
Ancora, da ultimo, sistemi leggeri nei loro componenti e facilmente lavorabili in cantiere (sono sufficienti dei cutter o un coltello, per la maggior parte delle lavorazioni), che quindi permettono anche per tal verso, maneggevolezza e sicurezza.

Fasi di realizzazione delle dorsali impiantistiche a soffitto; Fasi di posa del controsoffitto in fibra minerale della Armstrong

Alcuni recenti interventi
In uno stabile per terziario del centro di Milano si è intervenuti su un intero livello, alla fine del contratto di locazione della precedente utenza, per dare, in tempi rapidi, accesso al successivo occupante.
Al di là del rifacimento dei servizi igienici, l’intera dotazione impiantistica di piano è stata rivista e integrata in funzione di un suo pieno ed efficace adeguamento normativo  e di una migliore rispondenza alle esigenze della nuova utenza.
In particolare, per quanto attiene le dorsali degli impianti meccanici e – in parte – elettrici, si è ricorso allo staffaggio di tubazioni e canaline portacavi direttamente sul solaio, in corrispondenza del corridoio centrale di distribuzione delle stanze e delle porzioni a open-space.
Il vano tecnico così organizzato, è stato poi “chiuso” con un controsoffitto in fibra minerale della Armstrong 60×60 con struttura in vista. Dapprima si è proceduto al tracciamento al laser, con ausilio del battifilo di gesso colorato, dei piani e della geometria della maglia applicata agli spazi effettivamente a disposizione; poi, realizzati gli ancoraggi, si è proseguito con la posa della struttura di sostegno dei quadrotti di fibra minerale, avendo l’accortezza di lasciare alcuni “vuoti”, secondo disegno, per l’alloggiamento dei corpi illuminanti antiriflesso.
Per quanto, invece, attiene il pavimento sopraelevato, in questo caso la scelta è caduta su un sistema della Liuni, caratterizzato da grande versatilità di posa e da un’ottima resa di finitura.
Nelle immagini di corredo dell’articolo, anche per tale elemento, si vedono alcune fasi di installazione e il rapporto, di assoluta indipendenza ed autonomia, che esso stabilisce con le canaline di passaggio cavi elettrici e dati che ne percorrono l’intercapedine sottostante.
Come ricordato in precedenza, il sistema è costituito da una sottostruttura di supporto, poggiante su distanziatori regolabili in altezza, e da piastre quadrate a strati (di sostegno e di irrigidimento) finite, nel caso specifico, con un pavimento vinilico antistatico, omogeneo, presso/calandrato, flessibile, saldabile, a superficie liscia poliuretanata e disegno monodirezionale tono su tono, direttamente integrato nel “pacchetto” di prodotto.
In altri frangenti, invece, il piano della pavimentazione sopraelevata appartiene a un “prima” (pur essendo parte di un generale sistema integrato) rispetto alla fase di posa del rivestimento di finitura, affidato a soluzioni di incollaggio in opera, anche qui, di una grande varietà di prodotti, tra cui, come documentato nelle immagini, il Tatami della Liuni (Tatami è il nome che Liuni ha dato al tessuto vinilico per pavimenti Bolon, prodotto in Svezia).
Un prodotto (98.5% vinile, 0.7% poliestere, 0.8% fibra di vetro) che ha conosciuto un grandissimo successo e che è costituito da un tessuto vinilico, ad effetto stuoia per pavimenti ad uso interno, con supporto in PVC e fibre di vetro. Adatto per un traffico di passaggio medio intenso, è di facilissima posa (mediante apposito collante e con l’ausilio unicamente di una spatola e di un cutter) e ancor più facile rimozione, in caso di danneggiamento o comunque necessità di sostituzione.

Senza poi che nulla vieti, come evidenziato in una delle foto, che in certe aree (per esempio, nel caso specifico, nei piani di sbarco degli ascensori e dei vani scala) si possa anche ricorrere a pietra in basso spessore e resistente, quale il cardoso, per il rivestimento di finitura del pavimento sopraelevato.

Fasi di realizzazione dorsali a pavimento; Il pavimento flottante della Liuni, nell’evidenza della sua sezione, in alcuni punti non ancora completati

Caratteristiche generali del Tatami Now Liuni
Resistenza all’usura: Traffico elevato Classe U.P.E.C. U3SP3 N. 12/03 1347 CSTB massimo per pavimenti tessili;
Resistenza all’impronta: EN ISO 433 < 0,2 mm;
Stabilità dimensionale: ISO 2551 da -1,2% a +0,5%
Sedia a rotelle: DIN EN 985 > uso continuato;
Comportamento antisdrucciolo: DIN 51130 R10 – EN 13893 >0,3;
Solidità colori alla luce: ISO 105-B 02:< 8
Resistenza agli agenti chimici: Buona resistenza ad alcali ed acidi diluiti;
Comportamento acustico: ISO 140-8 Lw = 15 dBs (Riduzione rumore di calpestio);
Reazione al fuoco: EN 13501-1 Classe BFL-S1 (Massima) Classe 1 (uno) posa incollata;
Comportamento elettrico: EN 1815:< 2 KV ANTISTATICO;
Resistenza termica: EN ISO 8302 0,02 KV/MQ;
Pannelli radianti: idoneo;
Peso: gr/mq: 4200;
Spessore: mm. 3,4;
Dimensioni e confezioni: piastre cm. 50 x 50 in scatole da 16 pari a mq 4;
Adesivi: Ambienti asciutti con sottofondi assorbenti: MAPEI Ultra/Bond Eco V4 SP – HENKEL K 188 E Ambienti umidi con sottofondi non assorbenti: MAP;
Numero colori: 4

Note
disponibile anche in Teli;
Numero di cartella: 2011

Gli ambienti finiti; Tatami Liuni posato su sottostruttura in pannelli

Scheda intervento
Primo intervento: Progettazione e Direzione Lavori Arch. Claudio Sangiorgi
Impresa: Edil Gre srl (Bovisio Masciago)
Secondo intervento: Progettazione interni Studio Digit & Associati
Impresa: Liuni spa

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Rivestimento del pavimento sopraelevato in lastre di pietra del cardoso, in corrispondenza degli sbarchi ascensori e scale.

 

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Arch. Claudio Sangiorgi
Progettazione, Direzione Lavori, Coordinamenti per la sicurezza, per committenze pubbliche, private e amministrazioni condominiali
www.studiosangiorgi.it
www.archi-survey.com
Via Monte Suello 9, 20133, Milano, tel/fax 02.712532

 

 

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