Nel contesto di recessione internazionale, data l’intrinseca correlazione esistente fra l’andamento del PIL mondiale e le tendenze del mercato internazionale dell’acciaio, si assiste ad un’importante contrazione anche del settore siderurgico; a causa dell’alleggerimento di settori produttivi, quali quello automobilistico o della produzione industriale, di grande interesse per lo sbocco del mercato dell’acciaio, la produzione, i costi e la domanda di questo bene hanno altresì subito una brusca diminuzione. La stessa Cina, nonostante il continuo aumento della produzione d’acciaio, in controtendenza rispetto a qualsiasi altro paese, subisce un influente calo delle esportazioni, mantenendo comunque la leadership mondiale nel settore.Se nel 2007 il mercato dell’acciaio si era dimostrato in straordinaria crescita (+9,6%), trascinato dalle economie emergenti di Brasile, Cina e India in particolare (che necessitavano di ingenti quantità di acciaio per supportare il decollo industriale ed il settore immobiliare), il trend favorevole nel settore siderurgico sembra essersi notevolmente modificato nell’attuale contesto di negativa congiuntura economica. A livello globale, infatti, la produzione mondiale di acciaio nel primo bimestre del 2009 ha riscontrato una diminuzione del 22,9% rispetto allo stesso periodo del 2008 (dati ISSB). Numerosi i fattori che hanno causato tale decremento: in primis, dato che il settore delle costruzioni (che normalmente utilizza il 40% della produzione mondiale di acciaio), quello automobilistico (che ne sfrutta il 20%) e quello della produzione industriale (che adopera un ulteriore 20% della produzione mondiale di acciaio) hanno subito ingenti perdite a causa della crisi economica (a titolo di esempio, il Bureau of Economic Analysis riporta un calo del 18% nelle vendite di autoveicoli leggeri), la domanda mondiale di acciaio si è ridotta notevolmente causando a sua volta un ridimensionamento dei prezzi (che erano invece impennati a partire dal marzo 2008). Inoltre, se nel 2007 gli Investimenti Diretti Esteri verso le economie emergenti avevano toccato il massimo del 5% rispetto agli investimenti mondiali, al momento attuale si registra un calo netto, per cui il decollo industriale dei Paesi emergenti viene frenato dalla negativa congiuntura economica, così come il fabbisogno di acciaio per la produzione industriale. Attestata quindi l’implicita correlazione esistente fra la crescita del PIL mondiale e la crescita nella produzione, nella domanda e nel consumo di acciaio a livello mondiale, le stime del Fondo Monetario Internazionale attestanti una continua recessione nell’economia internazionale che oscilla fra il -0,5% e l’1,5% per il 2009 (secondo il report pubblicato in Aprile), non promettono niente di buono nel futuro a breve termine del settore siderurgico. Il caso Mittal e le variazioni borsisticheEmblematico è l’andamento borsistico di Arcelor-Mittal, gigante indiano nella produzione di acciaio con sede a Lussemburgo, leader mondiale con una produzione pari a 103 milioni di tonnellate (su un totale di 1327 milioni di tonnellate di acciaio prodotte nel 2008) che perde, secondo il dato del New York Stock Exchange del 20 aprile 2009, il 14,2% nella sua quotazione; nonostante la ripresa nel breve periodo (si registra un +36,54% rispetto al mese di marzo), Mittal è in calo del 71,79% rispetto all’aprile 2008 e si è obbligato ad un taglio del personale amministrativo del 3% (chiudendo alcuni stabilimenti in Europa e Stati Uniti). Di pari passo anche gli altri 15 maggiori produttori mondiali di acciaio: la sud coreana POSCO (al quarto posto nella produzione mondiale) perde al NYSE il 6,86% il 20 aprile, ed il 41% rispetto all’anno precedente, mentre la statunitense NUCOR (ottava nel ranking di produzione) è in discesa del 43,88% rispetto al 2008. In Europa, la tedesca Thyssenkrupp ha riportato un -1,74% nel marzo 2009 e si rivela in costante discesa anche rispetto al 2008 (-60,76%); è da sottolineare che il settore siderurgico europeo nel suo complesso ha perso il 17% dei lavoratori di settore. Anche i prezzi dell’acciaio hanno subito una brusca frenata: dopo avere toccato i 1036$ per tonnellata (Cina, 2008) sono scesi al valore del gennaio 2009 di 680$ per tonnellata in Germania, mentre si hanno 546$ per tonnellata negli Stati Uniti e 464$ per tonnellata in Cina nel mese di febbraio 2009 (dati ISSB). Le previsioni precedentemente formulate da Goldman Sachs nel 2008, relative all’andamento dei prezzi dell’acciaio durante il 2009, attestato ad una media europea di 495$ per tonnellata, si sono dimostrate comunque finora troppo pessimistiche. Fonte www.university.it Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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