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Porte rasomuro

Estetica minimalista delle porte rasomuro

La definizione del vano porta interna, nell’estetica contemporanea, fortemente influenzata dal gusto minimalista, sovente prevede la posa di porte rasomuro, ovvero prive dell’usuale sistema di raccordo al tavolato in cui sono inserite, composto da falsotelaio, telaio e coprifilo, per ottenere così un effetto di perfetta complanarità, e minima evidente presenza, rispetto alle superfici dei muri.
Al momento di realizzare i divisori interni a un alloggio, infatti, nel quale sia previsto l’utilizzo di porte di tipo tradizionale, l’esecutore usualmente lascia circa 20 cm in più di luce netta di vano (riguardo alla dimensione prevista della porta: 60/70/80 cm le misure standard), per poter inserire il falsotelaio in legno di abete, fissato mediante zanche ai forati del tavolato in costruzione.
A questo, opportunamente sigillato con malta o schiuma poliuretanica nell’ “aria” di tolleranza rispetto al vano in muratura, indispensabile per poter consentire un’agevole collocazione del manufatto, successivamente, a cantiere pressoché finito, potrà essere vincolato il telaio della porta, con la relativa anta incernierata e con la certezza assoluta, a quel punto, di corrispondenza piena tra dimensioni nette di passaggio e pannello di battuta.
A mascherare il punto di raccordo tra telaio e falsotelaio, la prassi costruttiva ha messo a punto la codificata soluzione di una mostra coprifilo (detto anche, in area toscana, ciambrana), variamente declinato in termini di disegno, a seconda degli effetti decorativi ed estetici che si ritiene opportuno ottenere. A volte, anzi, tali elementi sono divenuti in passato oggetto di veri e propri esercizi formali, assumendo un’importanza sin superiore a quella delle porte che incorniciano.
Nell’ultimo decennio, tuttavia, l’affermarsi come detto di un gusto minimalista, giocato negli interni sulle superfici continue e prive di punti di “arresto” dello sguardo nella percezione dello spazio, ha determinato il diffondersi delle cosiddette porte rasomuro, sopra sinteticamente descritte, con soluzioni anche eccedenti la norma, per quanto attiene possibilità di disporre di porte con raggio di curvatura (allorquando da inserirsi in pareti curve) o altezze fuori standard.
Si tratta di prodotti che richiedono una grande accortezza nella posa, disponendo di minori tolleranze rispetto alle soluzioni tradizionali (in cui eventuali errori sono sempre più o meno risolvibili, al limite anche al momento della fornitura della porta, direttamente dal falegname), e che sarebbe, dunque, sempre bene valutare nella loro adozione rispetto al profilo di competenze dell’impresa chiamata a effettuare i lavori e, con essi, la posa anche dei telai delle porte.
La delicatezza della “questione”, se così si può dire, nel caso dei serramenti interni, è infatti tutta nel concorrere di due professionalità, quella del muratore e quella del falegname, chiamati in tempi diversi a registrare elementi comunque parte di un unico sistema e compartecipi del suo corretto funzionamento a opere concluse.
E’ per questo che, per le porte rasomuro, il saper fare dell’artigiano deve tuttavia sempre accompagnarsi alla preventiva lettura della scheda tecnica del prodotto specifico utilizzato e alla vigile direzione tecnica della struttura di direzione lavori preposta.

Didascalie: La scanalatura preparata a parete, Le fasi di verifica della fornitura; La preparazione dei punti di zancatura a muro del profilo di telaio 

Un caso di realizzazione di interni giocata sulle porte rasomuro
Nella recente ristrutturazione di un alloggio (un bilocale con servizi indipendenti), su progetto dell’Architetto Umberto Maj di Varese, la distribuzione interna tra spazio giorno e spazio notte è stata tutta giocata sulla presenza di un diaframma centrale in muratura, sagomato ad H in pianta, ai cui lati, simmetricamente, si aprono due porte rasomuro della Lualdi a tutt’altezza.
Una soluzione che fa perdere alla porta la sua immagine di “buco” ritagliato nel muro, per conferirle invece il ruolo di pannello incernierato di ariosa suggestione.
L’idea era quella di caratterizzare l’ambiente, a porte aperte, come un unicum fluido, capace di incrementare la percezione della spazialità dei locali, connotando con una valenza più scultorea il divisorio centrale.
La conformazione particolare del diaframma in muratura ha comportato che l’effetto rasomuro, per quanto attiene le porte, sia stato ricercato e sia evidente verso la camera da letto, ma che anche verso lo spazio living il serramento, pur nella profondità del disimpegno generato dalla ricordata sagoma ad H del tavolato, risulti perfettamente a filo rispetto alle pareti dello stesso passaggio.
Tra le diverse possibilità, che pure si offrivano in commercio, sono state scelte due porte RM55, di altezza pari a quella dell’alloggio, ovvero circa 320 cm, della Lualdi spa di Marcallo con Casone (in provincia di Milano, lungo l’autostrada Milano Torino) (http://www.lualdiporte.com/public/CMS/Files/425/Sceda%20tec.rm55r.pdf ).

Didascalia: La posa del telaio 

L’effetto di perfetta coincidenza tra dimensione d’anta e dimensione di passaggio di vano ha comportato, anche per l’alloggiamento della maniglia, la realizzazione di uno scasso a muro, riquadrato e rifinito in gesso come la restante parete, al fine di ospitare il dispositivo di apertura nel momento di rotazione dell’anta.
Per essere certi del pieno rispetto delle misure, i vani ove le porte sarebbero state collocate, sono stati integralmente finiti a gesso e piombati prima dell’arrivo in cantiere dei due manufatti.
Successivamente, come rendono conto le immagini di cantiere che accompagnano questa breve nota di sintesi, si è proceduto con una scanalatrice alla creazione della traccia di posa del telaio del serramento interno, con relativi punti di ancoraggio zancati a muro.
I telai delle porte sono stati quindi messi in posizione e sigillati opportunamente, avendo cura di mantenere i distanziali provvisori, forniti con i telai, necessari per evitare inflessioni o svergolamenti dei profili in fase di posa, causa di successive difficoltà di apertura e chiusura delle ante.
Risarciti i punti di rottura delle finiture di rivestimento a parete, si è quindi potuto procedere al definitivo e conclusivo inserimento delle porte.

Didascalia: La verifica della piombatura del telaio; La posa del telaio conclusa; La porta conclusa 

Un’avvertenza in caso di porte rasomuro da finire in opera
Sovente, per enfatizzare l’effetto di piena “dissolvenza” della porta nella parete che la ospita, l’anta è rivestita in mdf o materiale similare, da finire in opera con pitturazione identica a quella del muro e, se necessario, posa dello zoccolino a pavimento analogo a quello del restante perimetro dei locali.
In tal modo l’effetto “a scomparsa” è pressoché totale, rimanendo visibile unicamente il taglio millimetrico dell’anta rispetto alla parete e il pomolo o la maniglia di apertura, con la relativa chiave.
Laddove si opti per tale soluzione, è opportuno ricordarsi che le mani di pittura devono essere date in ugual numero e pressoché contemporaneamente sulle due facce dell’anta, in modo da evitare, anche qui, per ritiri differenziati, distorsioni e svergolamenti forieri di successivo malfunzionamento della porta. Un’avvertenza, comunque, sempre puntualmente ricordata nelle schede di accompagnamento di siffatti prodotti.

Scheda intervento
Progettazione e Direzione lavori: Arch. Umberto Maj
Coordinamento tecnico: Arch. Claudio Sangiorgi
Impresa: Salvatore Russo, impresa individuale

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Arch. Claudio Sangiorgi
Progettazione, Direzione Lavori, Coordinamenti per la sicurezza, per committenze pubbliche, private e amministrazioni condominiali
www.studiosangiorgi.it
www.archi-survey.com
Via Monte Suello 9, 20133, Milano, tel/fax 02.712532

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