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L’isolamento acustico negli interventi di recupero

Il problema della coibentazione acustica delle unità immobiliari, a lungo trascurata e fonte di non pochi dissidi e contenziosi, soprattutto in ambito condominiale, ha ricevuto negli ultimi anni grande attenzione da parte del legislatore, con l’emanazione di tutta una serie di provvedimenti che, di fatto, a partire dalla Legge n.447 del 26 ottobre 1995 (“Legge quadro sull’inquinamento acustico”, in GU n.254 del 30/10/1995; Suppl.Ord. n.125) hanno concorso non poco nel senso di attivare una radicale innovazione tecnologica, di processi e di prodotti per il settore edilizio, con riferimento al tema.
Senza volere entrare qui nel merito del dettato regolamentare, una completa raccolta di tali testi normativi – nazionali e regionali – è disponibile liberamente sul sito dell’Anit (Associazione Nazionale per l’Isolamento termico e Acustico) www.anit.it , scaricabile anche in formato .pdf.
In buona sostanza, sono i seguenti, i fondamentali campi di attenzione che il tecnico progettista si trova ora a dover considerare, dalle prime fasi di concezione,  nell’elaborazione dei suoi progetti:
– Il rumore che, generato all’esterno dell’unità (strade, viabilità, attività,…), può arrecare pregiudizio alle utenze che la abitano;
– il rumore che generato all’interno dell’unità, può trasmettersi a quelle contermini per via dei naturali ponti acustici rappresentati da pilastri, muri e membrature in genere dell’edificio;
– il rumore determinato dall’utilizzo e dal funzionamento degli impianti (idraulici, elevatori, meccanici), sia nel loro attraversamento del fabbricato ove site le unità, sia nel funzionamento dei loro dispositivi periferici, quali tipicamente i compressori degli impianti di condizionamento (peraltro oggetto di molteplici controversie e di sentenze in giurisprudenza anche per problematiche “estetiche”, connesse alla loro visibilità dalla strada).

Se, ovviamente, in un intervento di nuova edificazione, è più semplice operare sin da subito con le necessarie cautele, sì da rientrare nel campo prestazionale, ovvero di comportamento in uso, dettato e prescritto dalle norme sull’inquinamento acustico, negli interventi di recupero e di restauro, in presenza di strutture debolissime, sotto il profilo della coibentazione, e per presenze di molteplici e immodificabili punti di trasmissione del rumore, la questione è molto più complessa e, sovente, affrontabile solo nel senso di un possibile miglioramento del dato di partenza, senza tuttavia concreta certezza di conseguire l’optimum.
E del resto, non vi è cantiere di ristrutturazione, al giorno d’oggi, anche di modesta entità, in cui la problematica acustica non sia richiesta e sollecitata all’attenzione del progettista da parte del committente, giustamente preoccupato di una componente che è essenziale per il benessere abitativo e la corretta fruizione del proprio bene.

Alcuni cantieri di recupero centrati sulla questione “isolamento acustico”
Non avendo alcune pretesa di esaustività, stante la casistica pressoché infinita di situazioni che si possono dover affrontare in interventi di recupero, si descrivono qui sinteticamente e per immagini alcune soluzioni – anche di semplice buon senso – messe in atto, in diversi cantieri, per singole questioni attinenti il problema.
Dico di buon senso, ché indipendentemente dalle prescrizioni di legge, è immediatamente intuitivo, per esempio, che il posizionamento di una cassetta di cacciata in spessore di muro, al fine di evitare un fastidioso ponte acustico, laddove tale parete sia di divisione rispetto a una stanza attigua al locale igienico considerato, è opportuno che avvenga in un tramezzo realizzato con forati di spessore 12 cm, sì da mantenere almeno un “occhio” di laterizio tra la cassetta (di spessore standard 8 cm) e il locale contermine.
Sono, tuttavia, l’isolamento acustico tra unità sovrapposte e quello tra unità adiacenti, con conduttori degli ambienti, dunque, in entrambi i casi diversi, a generare le maggiori criticità. Nelle fotografie di corredo a questo contributo si illustra, in particolare, la prima di tali due situazioni.
Una coppia iniziale di immagini si riferisce a un intervento di isolamento acustico di un solaio in legno tra due piani di un fabbricato, ottenuto con la realizzazione di un controsoffitto, e contestuale formazione di intercapedine isolata acusticamente, mediante posa in opera di doppio strato di pannelli in lana di roccia tipo SilentRock della Index, struttura di sostegno con pendini a bionetta fonosmorzanti e lastre di finitura intradosso tipo TopsilentGips sempre della Index (più le normali garzature e stuccature a finire).
L’effetto ottenuto, per testimonianza diretta dell’utenza dell’alloggio ove realizzato il sistema isolante, ha fatto sì che il rumore (anche quello di calpestio) generato dalle normali attività di vita dell’unità sovrastante, prima percepito come “direttamente in casa”, ora sia pressoché integralmente smorzato, se non per alcune punte, in ogni caso apparentemente provenienti da molti livelli sopra.

Una seconda sequenza, invece, documenta un analogo problema, ma questa volta tra due unità separate da un solaio in laterocemento. In tal caso la soluzione, integrata con un pacchetto impiantistico piuttosto importante, è consistita nella formazione di uno strato isolante in TopsilentBitex 5 (kg/mq), fatto proseguire anche lungo le membrature strutturali rappresentate dai pilastri a inibire completamente la trasmissione dei rumori provenienti dal piano sovrastante. E anche per quanto riguarda il rapporto con l’alloggio del livello inferiore, in questo specifico intervento, si è comunque mantenuto un pari profilo di rigorosa attenzione.
I tavolati di distribuzione dell’appartamento sono stati, infatti, poggiati su fasce porta-muro elastomeriche fonosmorzanti (Fonostrip), mentre sul piano di calpestio, prima di ricevere i sottofondi di passaggio impianti, si è provveduto a stendere FonostopDuo (una lamina fonoresiliente accoppiata a un tessuto non tessuto elastico in fibra poliestere) in abbinamento con Fonocell, striscia desolidarizzante in polietilene espanso, a evitare il contatto del massetto con i tavolati in elevazione: tutti, anche questi, prodotti analogamente della Index.

La verifica della conformità normativa di dispositivi impiantistici
Il rispetto o meno delle soglie di rumore previste dalla normativa, per quanto attiene gli impianti esistenti e, in particolare alcune loro parti, maggiormente esposte al problema (tipicamente i compressori in quelli di climatizzazione) è questione delicata, che deve essere affrontata con il supporto e l’apparato di rilievo di un tecnico specialista, opportunamente abilitato.
Le registrazioni del rumore generato dai terminali dell’impianto vanno eseguite in regime notturno, allorquando il rumore di fondo dell’intorno viene meno, e secondo specifiche posizione dettate dalla normativa. Non è assolutamente, dunque, campo su cui ci si possa inventare alcunché e che, al contrario, andrebbe, non appena possibile, gestito sin dalle fasi di progettazione, affrontando per tempo un problema che, a posteriori, rischia di diventare pressoché irrisolvibile o, comunque, estremamente oneroso.
Ma di tale questione si parlerà in un ulteriore apposito contributo.

Scheda intervento
Direzione Lavori: Arch. Claudio Sangiorgi
Impresa: Edil Emmetre snc dei Fratelli Manno; Salvatore Russo, impresa individuale

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Arch. Claudio Sangiorgi
Progettazione, Direzione Lavori, Coordinamenti per la sicurezza, per committenze pubbliche, private e amministrazioni condominiali
www.studiosangiorgi.it
www.archi-survey.com
Via Monte Suello 9, 20133, Milano, tel/fax 02.712532

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L’isolamento acustico di un solaio in legno, di divisione tra due unità, ottenuto con prodotti della Index spa (SilentRock e TopsilentGips): a plafone

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L’isolamento acustico di un solaio in laterocemento, di divisione tra due unità, ottenuto con prodotti della Index spa (TopsilentBitex): a plafone

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L’isolamento acustico negli interventi di recupero

L’isolamento acustico di un solaio in laterocemento, di divisione tra due unità, ottenuto con prodotti della Index spa (fonostrip, FonostopDuo, Fonocell): a pavimento

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