Nell’edilizia di civile abitazione dei primi del ‘900, non è infrequente imbattersi in orizzontamenti realizzati con putrelle metalliche (di altezza variabile tra i 10 e i 14 cm, “tirate” su luci da 500 a 600 cm e con passo avente interasse di circa 90-110 cm), in semplice appoggio sulle murature portanti d’ambito e di spina, e l’interposizione di tavelloni in cotto, costituenti il piano di supporto per un cretonato di materiale incoerente (sovente alleggerito con pomice), avente funzione di sottofondo e di formazione del piano di posa dei rivestimenti a pavimento.
Tali strutture di solaio sono caratterizzate, in modo ricorrente e per esiguità delle sezioni in gioco, da una debolezza intrinseca rispetto ai più impegnativi carichi accidentali del giorno d’oggi e da una forte elasticità, tali da non rientrare nelle soglie di accettabilità di standard normativi e d’uso contemporanei.
Le tecniche di rinforzo di siffatti elementi, ovviamente da sottoporre ad attenta valutazione in funzione del caso specifico considerato e dei dati caratteristici in gioco, possono essere diverse, condizionate sovente dalla necessità di contenere lo spessore del rinnovato pacchetto di solaio entro altezze compatibili con le quote fisse e immodificabili di riferimento, tipicamente costituite da soglie di porte e portefinestre.
Connettori in acciaio e getto collaborante
In queste note si descrivono – seppur sinteticamente – alcune soluzioni, adottate in relazione ad altrettante situazioni critiche, pur nella variabilità del contesto al contorno di riferimento, affrontate in cantieri di ristrutturazioni di edilizia residenziale negli ultimissimi anni.
Una prima modalità di intervento, prevede, analogamente a quanto avviene nei rinforzi dei solai in legno e previa rimozione degli strati superiori, l’uso di connettori in tondino di acciaio (foto 1 e 2), conformati a C o ad U e direttamente saldati all’estradosso delle putrelle nell’ambiente oggetto di intervento. Una rete elettrosaldata di ripartizione, debitamente ammorsata a muro, costituisce l’armatura del sovrastante getto di calcestruzzo strutturale alleggerito, con prodotti quali Leca Cls 1400 o Leca Cls 1600 della Laterlite spa, ovvero materiali specificamente pensati per interventi di consolidamento su edilizia storica.
Particolare cura, nelle fasi di getto, si dovrà avere sia nel valutare il sovraccarico generato dallo stesso conglomerato cementizio sulle strutture del solaio, in quanto solo a maturazione pienamente ed efficacemente collaborante con esse, sia nel prestare debita attenzione a che l’acqua di impasto non filtri all’intradosso del solaio, interessando il plafone dell’alloggio sottostante.
E questo, non solo per evidenti ragioni di possibili danni estetici arrecati alle finiture di altra unità, ma anche perché, proprio in ragione dell’elasticità del solaio, e del conseguente sovente intervenuto distacco, in porzioni significative e nel tempo, del rivestimento a soffitto, un appesantimento degli strati di gesso solitamente quivi presenti non conduca al loro distacco e caduta, con rischi anche rilevanti per l’incolumità delle possibili utenze interessate.
Formazione di vere e proprie travi estradossate
Laddove possibile, e ovviamente necessario, il consolidamento dell’orizzontamento su putrelle può assumere forme anche più complesse e di maggior impegno, con la realizzazione di vere e proprie travi estradossate ribassate, che – contenute in apposito rialzo di spessore del solaio – generano l’opportuno e richiesto irrigidimento dei manufatti. Nel caso illustrato nelle immagini (foto 3/4/5/6), la struttura mista, muri portanti in mattoni e pilastri in calcestruzzo (un tipico edificio residenziale milanese ubicato entro la cerchia dei Bastioni), ha dettato i punti di possibile “spinatura”, con idonea resina bicomponente ad alta tenacità, delle gabbie di armatura in acciaio delle travi di nuova realizzazione, peraltro anche intimamente connesse alle putrelle per mezzo di apposite staffe saldate sull’ala superiore delle “longherine”.
In questo modo si è avuta la formazione di efficaci rompitratta superiori, con miglioramento delle prestazioni statiche del solaio.
Il rapporto con la quota di ingresso del vano scala è stata qui risolta con la formazione di un gradino interno, capace tuttavia di definire e individuare, in qualche maniera, l’ingresso dell’appartamento.
Intervento sulla sezione delle putrelle
Più articolato un terzo caso, a dimostrazione delle varietà di situazioni che, nella pratica, ci si può trovare a dover affrontare e che, comunque, è bene ancora sottolinearlo, richiede sempre una preventiva analisi delle sezioni e delle consistenze dei manufatti, in modo che da questo accurato rilievo nascano i presupposti per un corretto calcolo e una soluzione di consolidamento coerente con i problemi in campo.
La fusione di due alloggi contigui in un’unica unità, di cui uno parzialmente già ristrutturato e consolidato in precedenza, ha comportato una differenziazione delle tecniche di intervento, in relazione alle caratteristiche originarie delle singole porzioni di solaio.
La volontà di non creare dislivelli tra le due unità, destinate a fondersi in un’unica nuova, hanno poi ulteriormente condizionato la scelta delle opzioni, dettando la cifra caratteristica della progettazione strutturale delle opere.
Nell’alloggio il cui stato di fatto ricalcava ancora compiutamente quello originario, a meno della incurante sovrapposizione di un nuovo strato di rivestimento ceramico a pavimento sulle marmette di cemento di prima costruzione, la soluzione adottata è stata quella del più tradizionale ricorso a connettori e rete elettrosaldata con getto, come già in precedenza descritto.
La porzione di solaio dell’ulteriore unità, invece, trovandosi già in partenza a una quota leggermente rialzata rispetto a quella dell’alloggio contiguo così consolidato, è stata irrigidita intervenendo sull’altezza della sezione delle “longherine” (di lunghezza circa 6 m e spessore 10/12 cm), opportunamente irrobustita mediante piatti d’acciaio (spessore 2 cm), posizionati all’estradosso delle ali delle putrelle e quivi saldati.
Al fine di ottenere un funzionamento d’insieme delle nervature portanti, si sono altresì collegati i piatti tra di loro, con spezzoni sempre di spessore 2 cm intervallati tra di loro di circa un metro (foto 7/8/9).
Il risultato è stato una griglia di acciaio collocata superiormente alle putrelle e collaborante con esse, in grado di fornire una rigidità nettamente superiore al sistema e di reggere senza problemi i nuovi strati di sottofondo fibrorinforzato (spessore minimo 4 cm), opportunamente realizzati con la linea CentroStorico della Laterlite spa, previa rimozione del cretonato originario e della sua sostituzione con polistirene ad alta densità, quale alleggerimento sui tavelloni in laterizio.
In questo modo si è riuscito a creare un’unica quota per il piano di calpestio dell’alloggio (compensando le differenze di piano finito originario), risultante dalla fusione dei due esistenti, sì da contenere anche i dislivelli in corrispondenza delle porte finestre di accesso ai balconi e da evitare – per il gioco delle quote dettato dalla originaria pendenza dei solai – la formazione di qualsivoglia gradino in ingresso della unificata proprietà.
Scheda intervento:
Direzione lavori: Arch. Claudio Sangiorgi
Imprese: LS di Salvatore Leonardi e CB di Cristian Bellucco
Materiali: Calcestruzzo premiscelato strutturale alleggerito Leca CLS 1400/1600 Laterlite spa, massetto CentroStorico Laterlite spa
Scheda tecnica del Massetto CentroStorico di Laterlite spa.
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Arch. Claudio Sangiorgi
Progettazione, Direzione Lavori, Coordinamenti per la sicurezza, per committenze pubbliche, private e amministrazioni condominiali
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Consolidamento di solai su putrelle 17

Fasi di realizzazione di un consolidamento con connettori in tondino di acciaio di un solaio in putrelle e tavelloni

Consolidamento di solai su putrelle 18

Consolidamento di solai su putrelle 19

Consolidamento di solai su putrelle 20

La realizzazione di travi estradossate in conglomerato cementizio armato di irrigidimento delle putrelle del solaio

Consolidamento di solai su putrelle 21

La posa in opera di piatti di rialzo della sezione delle putrelle esistenti, nel consolidamento di un solaio con vincoli di altezza dettati dalle quote degli ambienti contigui
