Potenzialità e scenari futuri per l’impiego del colore strutturale in architettura

Grazie a recenti studi e allo sviluppo di tecniche raffinate di sintesi per strutture di livello micro e nanometrico, si aprono nuovi scenari di impiego del colore strutturale, anche nel campo dell’architettura e dell’edilizia.

a cura di Materially

Potenzialità e scenari futuri per l’impiego del colore strutturale in architettura

Osservando da vicino il mondo naturale, è possibile notare come i colori vibranti che siamo abituati ad osservare siano prodotti in modi diversi: da molecole intrinsecamente colorate, che assorbono alcune lunghezze d’onda della luce visibile, o composti che in parte le riflettono.

Ma un’enorme gamma di colori intensi e profondi è in realtà ottenuta grazie a complesse micro o nanostrutture, di per sé incolori, che danno origine a fenomeni di diffrazione della luce.

Il colore strutturale e le applicazioni in architettura

Conosciuto come colore strutturale, esso si trova comunemente nelle piume degli uccelli, nei frutti di alcune piante o nel duro guscio esterno di alcuni coleotteri. La particolarità di queste strutture multistrato è che producono iridescenza, per cui il colore sembra cambiare a seconda dell’angolo di visione, mentre i pigmenti chimici producono un colore che sembra lo stesso da tutte le angolazioni.

Grazie ai più recenti studi e allo sviluppo di tecniche più raffinate di sintesi per strutture di livello micro e nanometrico, si aprono nuovi scenari di impiego, anche nel campo dell’architettura e dell’edilizia.

In che modo, esattamente?

Sfruttando le proprietà ottiche di un solo materiale, diverse realtà stanno lavorando al fine di realizzare pigmenti sostenibili con composti non tossici che non danneggiano l’ambiente, o anche rivestimenti riflettenti per mantenere freschi gli interni delle abitazioni.

Il colore strutturale e le applicazioni in architettura

I ricercatori Konrad Klockars e Noora Yau della Aalto University in Finlandia, tramite il loro progetto Shimmering Wood, hanno sviluppato e dimostrato un’alternativa sostenibile ai pigmenti tradizionali e ai materiali a base polimerica utilizzati nell’industria della moda, creando un colore dall’effetto brillante e scintillante utilizzando solo un sottile strato di nanocellulosa, senza sostanze chimiche o metalli.

Questa soluzione da applicare su manufatti in legno, oltre a decorarlo e proteggerlo, ha il vantaggio di non essere soggetta a sbiadimenti dovuti all’esposizione a raggi UV, come potrebbero esserlo altri prodotti vernicianti. Essendo costituito da pura cellulosa, lo stesso materiale costitutivo del legno, rappresenta una soluzione ideale se considerata la compatibilità con l’ambiente in fase di recupero e/o smaltimento a fine vita.

Shimmering Wood: pannelli in legno trattati con rivestimento decorativo in nanocellulosa.

Shimmering Wood: pannelli in legno trattati con rivestimento decorativo in nanocellulosa.
Shimmering Wood: pannelli in legno trattati con rivestimento decorativo in nanocellulosa. Progetto di ricerca di Structural Color Studio, Aalto University.
Esempio di coating auto-assemblanti in grado di riprodurre un’intera palette di colori
Esempio di coating auto-assemblanti in grado di riprodurre un’intera palette di colori

I ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory in California, negli Stati Uniti, stanno iniziando a lavorare con partner commerciali su un rivestimento polimerico per finestre che riflette l’energia infrarossa, pur consentendo il passaggio della luce visibile. Ciò ridurrebbe la necessità di dispositivi di condizionamento nei climi caldi, tagliando così le bollette energetiche e le emissioni di anidride carbonica ad essa associate. L’idea è quella di produrre un rivestimento fai-da-te a basso costo che, se ampiamente diffuso, negli Stati Uniti, potrebbe ridurre le emissioni di CO2 fino a 24 miliardi di chilogrammi all’anno.

Tutto ciò è reso possibile dai cosiddetti cristalli fotonici (noti anche come materiali fotonici a banda proibita) che, grazie alla loro struttura reticolare, impediscono la propagazione di un certo intervallo di frequenze della luce.

Recentemente, anche l’azienda italiana San Marco Group, leader nel settore delle pitture e dei rivestimenti, ha riservato una menzione d’onore alla start up svizzera Impossible Materials, creatrice di pigmenti  strutturali e opacizzanti 100% a base cellulosica, all’interno del suo progetto di innovazione ReThink Next Generation coatings.

Materially sostiene le imprese nel loro percorso di sviluppo e innovazione tramite una ricerca mirata e approfondita delle più avanzate soluzioni e tecnologie disponibili nell’ambito dei materiali.
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