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Si è concluso POLIMOD, progetto del programma di innovazione industriale chiamato NUOVE TECNOLOGIE PER IL MADE IN ITALY del Ministero dello Sviluppo Economico. Il programma è stato realizzato da un gruppo sinergico di aziende venete (Gamma Poliuretani, Panotec, PRS, LCM, Automa, Microsert, Braitec e Università’ IUAV di Venezia), con il coordinamento scientifico di Veneto Nanotech. Due i principali risultati raggiunti dal progetto: realizzare dei pannelli modulari integrati per uso residenziale e realizzare l’impianto prototipale automatico adatto a formarli in un unico passaggio produttivo. I pannelli sviluppati possono avere interessanti impieghi in ambito residenziale come tetti integrati, pavimenti flottanti, pareti attrezzate ed anche essere i principali componenti per case di emergenza o costruzioni trasportabili per eventi limitati nel tempo. Queste soluzioni avevano un altro importante obiettivo: assolvere alle funzioni strutturali, funzionali, estetiche con l’accorpamento anche dell’impiantistica (solare termico e fotovoltaico), puntando all’autosostentamento energetico degli edifici (“near zero energy”) in accordo con direttive europee obbligatori per il settore pubblico obbligatorie dal 2020. L’impianto automatico per la realizzazione delle pannellature fino a 2,5 m di altezza ed 1 m di larghezza è predisposto per operare con minimo impegno di manodopera, quindi adatto anche ai contesti socioeconomici occidentali che permetterà poi una riduzione dei tempi di cantiere fino al 70%. Il bando Industria 2015 che prevedeva il rinnovo e la capitalizzazione delle competenze distintive, ha avuto però delle vicissitudini travagliate per le tempistiche di realizzazione, approvazione, controllo ed erogazione delle agevolazioni. Molti dei progetti approvati all’interno del ‘Made in Italy’ (circa un centinaio) non sono stati conclusi ed hanno generato strascichi polemici importanti ed anche una pronuncia della Corte dei Conti nel 2014 per l’esiguità dei progetti conclusi. Il completamento del progetto POLIMOD, nato nel 2011, merita quindi un ulteriore plauso per la caparbietà dei soggetti coinvolti che ora stanno pensando ad un consorzio dedicato, anche ancorandosi alle iniziative regionali venete di specializzazione (le cosiddette “Smart Specialisation Strategies”) per valorizzare i risultati dal punto di vista industriale ed entrare nel mercato con un target di 100.000mq di pannelli su base annua entro i prossimi tre anni. Il suggerimento di spingersi verso l’industrializzazione è stato anche dato ieri dal valutatore ministeriale preposto per il progetto, il Prof. Cosimo Carfagna dell’Università Federico II di Napoli e del CNR, persona di spicco nel panorama internazionale per la ricerca in ambito macromolecolare, che ha ribadito “l’ottimo livello dei risultati ed ha incoraggiato i partner coinvolti nel progetto a continuare su questa linea di innovazione”. Primi pannelli modulari nanotecnologici 2 Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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