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A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Un’Europa a più velocità: Paesi Bassi in testa, Italia in codaPerché il dato italiano è crollatoIl divario sociale della riqualificazione energeticaFAQ – Efficienza energetica delle abitazioni in EuropaQuante persone in Europa vivono in case riqualificate dal punto di vista energetico?Quali interventi rientrano nella definizione Eurostat di miglioramento dell’efficienza energetica?Perché l’Italia è ultima in Europa per riqualificazione energetica delle abitazioni?La riqualificazione energetica raggiunge anche le famiglie a basso reddito?Da dove provengono questi dati e come vengono raccolti? La riqualificazione energetica del patrimonio edilizio europeo procede, ma in modo tutt’altro che uniforme. Secondo i dati pubblicati da Eurostat il 14 luglio 2026, basati sull’indagine EU-SILC, nel 2025 il 23,9% della popolazione dell’Unione europea viveva in un’abitazione in cui l’efficienza energetica è stata migliorata negli ultimi 5 anni. Un dato importante che racconta lo stato di avanzamento reale della Renovation Wave e che assume particolare rilievo alla luce degli obiettivi della direttiva EPBD sulle “case green”, che chiede agli Stati membri di ridurre progressivamente i consumi del parco residenziale entro il 2030 e il 2035. L’indicatore considera tutti gli interventi che incidono sulle condizioni termiche dell’alloggio: il miglioramento dell’isolamento termico di pareti esterne, coperture o solai, la sostituzione di serramenti a vetro singolo con doppi o tripli vetri e l’installazione di sistemi di riscaldamento più efficienti. Si tratta quindi di una fotografia del retrofit energetico visto dal lato delle famiglie. Un’Europa a più velocità: Paesi Bassi in testa, Italia in coda Il dato medio europeo nasconde differenze molto marcate tra i Paesi membri. Le quote più elevate di persone che vivono in abitazioni riqualificate si registrano nei Paesi Bassi (60,5%), in Danimarca (34,0%), in Francia e Slovenia (entrambe al 33,3%). Le più basse in Italia (2,6%), a Malta (7,8%) e in Grecia (9,5%). Il dato italiano è quello che colpisce di più. Nella precedente rilevazione, riferita al 2023, l’Italia si collocava al 14,7%, già tra i valori più bassi dell’Unione, in un contesto in cui la media UE era pari al 25,5%. Il passaggio al 2,6% nel 2025 segna quindi un arretramento netto, che porta il nostro Paese all’ultimo posto assoluto in Europa. Perché il dato italiano è crollato Eurostat non commenta le cause del calo, ma la coincidenza temporale con la conclusione della stagione del Superbonus 110% e il progressivo ridimensionamento degli incentivi fiscali alla riqualificazione è difficile da ignorare. L’indicatore misura gli interventi realizzati negli ultimi cinque anni percepiti dalle famiglie intervistate: dopo il boom di cantieri del periodo 2021-2023 c’è stato un rallentamento che prosegue ancora oggi. Va comunque segnalata una cautela metodologica: la rilevazione 2025 fa riferimento a un dataset aggiornato (ilc_enevh_01) rispetto a quello utilizzato per i dati 2023 (ilc_lvhe08), per cui il confronto diretto tra le due edizioni va letto come indicazione di tendenza più che come misura puntuale. Resta il fatto che, in un Paese con uno dei patrimoni edilizi più vetusti d’Europa e con obiettivi vincolanti di riduzione dei consumi al 2030, un tasso di riqualificazione percepita così basso rappresenta un segnale d’allarme per l’intera filiera: progettisti, imprese, produttori di sistemi di involucro e impianti. Il divario sociale della riqualificazione energetica Il secondo elemento che emerge dai dati Eurostat riguarda l’equità. Le persone a rischio di povertà o esclusione sociale vivono meno frequentemente in abitazioni con efficienza energetica migliorata (17,4%) rispetto a chi non è a rischio (25,6%). In altre parole, la riqualificazione raggiunge meno proprio le famiglie che più avrebbero bisogno di ridurre la spesa energetica, con evidenti implicazioni in termini di povertà energetica. Il divario è più pronunciato nei Paesi Bassi (45,3% contro 63,3%), a Cipro (16,7% contro 30,3%) e in Danimarca (22,9% contro 36,4%). Il tema non è nuovo: già la rilevazione 2023 mostrava lo stesso squilibrio ed evidenziava come il 31,2% delle persone a rischio di povertà vivesse in abitazioni non adeguatamente calde in inverno, contro il 14,4% di chi non era a rischio. È esattamente il nodo che la EPBD prova ad affrontare con l’obbligo di orientare misure e finanziamenti verso le famiglie vulnerabili e gli edifici con le peggiori prestazioni. I numeri principali a confronto Indicatore (persone in abitazioni riqualificate negli ultimi 5 anni) Dato 2025 Dato 2023 Media UE 23,9% 25,5% Paesi Bassi (valore più alto) 60,5% 58,7% Francia 33,3% n.d. in evidenza Italia 2,6% 14,7% Persone a rischio di povertà o esclusione sociale 17,4% 17,8% Persone non a rischio 25,6% 27,5% Fonte: elaborazione su dati Eurostat, indagine EU-SILC (news 14 luglio 2026 e Statistics Explained “Living conditions in Europe – energy efficiency in households”). Il confronto tra le due edizioni ha valore indicativo per il diverso dataset di riferimento. FAQ – Efficienza energetica delle abitazioni in Europa Quante persone in Europa vivono in case riqualificate dal punto di vista energetico? Secondo Eurostat, nel 2025 il 23,9% della popolazione UE viveva in un’abitazione in cui l’efficienza energetica era stata migliorata negli ultimi cinque anni. Il valore più alto si registra nei Paesi Bassi (60,5%), il più basso in Italia (2,6%). Quali interventi rientrano nella definizione Eurostat di miglioramento dell’efficienza energetica? L’indicatore comprende tutti gli interventi che incidono sulle condizioni termiche dell’alloggio: isolamento termico di pareti, coperture e solai, sostituzione di serramenti a vetro singolo con doppi o tripli vetri e installazione di sistemi di riscaldamento più efficienti. Perché l’Italia è ultima in Europa per riqualificazione energetica delle abitazioni? Eurostat non indica le cause, ma il calo dal 14,7% (dati 2023) al 2,6% (dati 2025) coincide con la fine del Superbonus 110% e con il ridimensionamento degli incentivi fiscali alla riqualificazione. Il confronto tra le due rilevazioni va comunque letto con cautela per il diverso dataset di riferimento. La riqualificazione energetica raggiunge anche le famiglie a basso reddito? Meno delle altre. Nel 2025 solo il 17,4% delle persone a rischio di povertà o esclusione sociale viveva in abitazioni riqualificate, contro il 25,6% di chi non è a rischio. Il divario è più marcato in Paesi Bassi, Cipro e Danimarca. Da dove provengono questi dati e come vengono raccolti? I dati derivano dall’indagine europea EU-SILC (Statistics on Income and Living Conditions), che rileva ogni anno le condizioni di vita delle famiglie nei Paesi UE. L’indicatore sull’efficienza energetica si basa su quanto dichiarato dalle persone di 16 anni o più sugli interventi realizzati negli ultimi cinque anni nella propria abitazione. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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