Architettura low cost: esiste davvero? Viaggio tra necessità, creatività e nuove forme dell’abitare 14/05/2026
Impermeabilizzazione degli edifici: errori progettuali, posa e patologie edilizie ricorrenti 12/05/2026
A cura di: Pierpaolo Molinengo Sono molti i bonus tagliati dall’ultima Legge di Bilancio. Tra quelli completamente cassati, però, non rientra quello relativo alla Tari. Stiamo parlando, in estrema sintesi, dell’agevolazione economica prevista per le famiglie in difficoltà economica che determina una riduzione della spesa per i rifiuti. Il bonus Tari continuerà a rimanere in vigore per tutto il 2024 e sarà riservato ai nuclei familiari con un Isee basso. È necessario sottolineare, però, che la normativa generalmente provvede a fissare dei requisiti generali per poter accedere alle varie agevolazioni. Per quella relativa ai rifiuti, però, lo sconto non viene determinato a priori e non è uguale in tutta Italia. Ogni singola amministrazione comunale ha la possibilità di definire in maniera autonoma l’agevolazione. Il bonus Tari risponde ad un’esigenza ben precisa. Quella di tutelare i nuclei familiari che hanno dei problemi economici e che devono, ad ogni modo, versare questa tassa, che diventa sempre più cara. Mediamente, nel 2022, ogni famiglia è arrivata a pagare 325 euro. I costi maggiori sono stati registrati a: Pisa: 519 euro; Brindisi: 518 euro; Genova: 489 euro. Le città più economiche, sempre nel 2022, sono risultate essere: Belluno: 169 euro; Novara: 174 euro. Quali sono i requisiti per accedere al bonus Tari Il bonus Tari, a differenza delle altre agevolazioni previste dalla normativa per le quali è necessario presentare un’apposita domanda, viene erogato in maniera automatica. Vi possono accedere le famiglie che siano in possesso di determinati requisiti, i quali si basano sulle fasce di reddito. La modalità di erogazione di questa agevolazione, in estrema sintesi, risulta essere la stessa del bonus idrico e di quelli che vengono applicati alle bollette della luce e del gas. Le famiglie interessate devono premunirsi solo di avere un Isee aggiornato: questo, infatti, costituisce il parametro reddituale sulla base del quale viene attivata la misura. Per poter godere del bonus Tari, i diretti interessati devono essere in possesso dei seguenti requisiti: appartenere ad un nucleo familiare con un Isee inferiore a 8.265 euro; nel caso in cui le famiglie siano numerose il limite economico sale a 20.000 euro. La precisazione A questo punto è necessario fare una precisazione. Abbiamo parlato di requisiti, ma questi devono essere intesi in senso generale. È opportuno ricordare, infatti, che la Tari è un tributo locale: l’applicazione dello sconto e la sua gestione vengono gestiti in maniera autonoma dai singoli comuni. Questi provvedono a decidere le tariffe e le eventuali ipotesi di sconto. In alcuni casi gli sconti possono essere anche sostanziali: possono arrivare fino alla totale esclusione del pagamento. Atri comuni, invece, possono decidere di applicare dei bonus meno incisivi. Per conoscere quale sia la politica adottata dal proprio comune è necessario far riferimento al suo portale istituzionale. È possibile, inoltre, riuscire ad ottenere uno sconto sulla Tari nel caso in cui si riesca a dimostrare il mancato servizio. Questo avviene quando la raccolta dei rifiuti risulta essere carente, discontinua o quando per lunghi periodi non viene effettuata. Tari: il pagamento rateizzato I contribuenti non hanno solo la possibilità di accedere al bonus Tari e versare in maniera ridotta la tassa. Ma possono effettuare il pagamento della stessa in maniera rateizzata. Quanto l’importo minimo risulta essere pari a 100 euro, è possibile il pagamento a rate, nel caso in cui si sia in possesso di alcuni requisiti previsti dalla legge. Tra questi rientra anche quello di essere beneficiari del bonus sociale sulle bollette di acqua, luce e gas. È possibile versare ratealmente la Tari nel caso in cui ci si dovesse trovare in determinate condizioni economiche particolari. I criteri vengono fissati direttamente dal Comune di appartenenza. Si può accedere a questa agevolazione anche quando l’importo da versare è superiore del 30% rispetto al valore medio dei due anni precedenti. I singoli comuni, poi, hanno la possibilità di estendere la rateizzazione a tutti i contribuenti. Come effettuare i pagamenti Indipendentemente dal fatto che i diretti interessati stiano beneficiando del bonus o meno, le modalità attraverso le quali si paga la Tari non cambiano. Le amministrazioni comunali inviano per posta una comunicazione ai residenti, nella quale sono contenuti gli importi del tributo e i canali da utilizzare per effettuare il pagamento. I principali sistemi che vengono utilizzati sono: il modello F24; il MAV; il bollettino postale. Gli importi contengono già gli sconti previsti dal bonus. Le stesse modalità di pagamento devono essere utilizzate per beneficiare della rateizzazione. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
14/05/2026 Plusvalenze immobiliari, quando scatta la tassazione in caso di vendita di un immobile o di un terreno A cura di: Pierpaolo Molinengo Plusvalenze immobiliari 2026, ecco come devono essere gestite le imposte su terreni edificabili e fabbricati.
13/05/2026 Iperammortamento 2026: nuove regole per imprese, digitale e rinnovabili A cura di: Stefania Manfrin Nuove regole per l’iperammortamento 2026: aliquote, iter GSE, perizie e investimenti digitali e FER per le ...
06/05/2026 Pergotenda in edilizia libera: se viola le distanza deve essere rimossa A cura di: Pierpaolo Molinengo Pergotenda in edilizia libera: una sentenza chiarisce che la semplificazione amministrativa non può mai calpestare il ...
04/05/2026 Decreto Turismo 2026: 109 milioni per ESG, efficienza energetica e strutture ricettive sostenibili A cura di: Erika Bonelli Decreto Turismo 2026: 109 milioni per ESG, efficienza energetica, FER e digitalizzazione delle strutture ricettive.
29/04/2026 Nuove aliquote IMU 2026: cosa cambia per professionisti, contribuenti ed imprese A cura di: Pierpaolo Molinengo Nuovo regime IMU, novità del decreto 6 novembre 2025: validità delle delibere, coefficienti fabbricati D e ...
24/04/2026 Condono edilizio e limite dei 750 mc: la Cassazione chiarisce quando l’abuso non è sanabile A cura di: Adele di Carlo La Cassazione, con la sentenza n. 9839/2026, chiarisce che nel condono edilizio 2003 non sono sanabili ...
21/04/2026 Silenzio-assenso in edilizia: la svolta del DL PNRR e il potere di surroga del tecnico A cura di: Pierpaolo Molinengo Con il DL PNRR 19/2026 il progettista può certificare il silenzio assenso in edilizia se la ...
15/04/2026 Ristrutturazione seconde case 2026: guida aggiornata agli incentivi fiscali A cura di: Adele di Carlo Il quadro completo delle agevolazioni e detrazioni per gli interventi di ristrutturazione seconde case nel 2026
09/04/2026 Mutuo dissenso nella donazione: cosa succede alle agevolazioni prima casa in caso di annullamento A cura di: Adele di Carlo Mutuo dissenso nella donazione: cosa accade alle agevolazioni prima casa secondo la Cassazione e quando non ...
30/03/2026 Acquisto di immobili abusivi: chi paga davvero la demolizione? A cura di: Adele di Carlo Demolizione casa abusiva: in quali casi si può evitare con la sanatoria prevista dal Decreto Salva ...