Realizzare un nuovo tetto o ristrutturare quello esistente: materiali, tecnologie e detrazioni fiscali 29/05/2026
Indice degli argomenti Toggle Un progetto che rigenera: architettura e territorio in dialogoSostenibilità e innovazione sociale: l’anima di EpiHub Nel cuore delle Dolomiti bellunesi, a Valmorel, nasce EpiHub, la nuova sede di 600 mq della Fondazione Elserino Piol. L’intervento di riqualificazione, progettato dall’architetto Manlio Olivotto, si caratterizza per il raffinato equilibrio tra architettura contemporanea e tradizione alpina, restituendo vita a un edificio storico e, con esso, al tessuto sociale di un piccolo borgo di montagna. Il progetto dimostra come il linguaggio architettonico possa farsi strumento di rinascita, intrecciando innovazione, sostenibilità e identità locale in un dialogo profondo tra passato e futuro. Valmorel, frazione di Limana con poco più di duecento abitanti, è il paese natale di Elserino Piol, figura visionaria dell’informatica italiana, pioniere del venture capital e dell’imprenditorialità digitale. In questo luogo di origini e memoria la Fondazione ha voluto stabilire la propria nuova casa, concepita non come semplice sede operativa, ma come spazio di incontro e sperimentazione, aperto ai giovani, alle imprese e al territorio. Un progetto che rigenera: architettura e territorio in dialogo EpiHub sorge dove un tempo si trovava la storica locanda del borgo, una struttura su tre piani la cui parte più antica risale agli inizi del Novecento. L’intervento di Olivotto parte dalla rifunzionalizzazione di questo complesso, ormai in disuso, restituendogli identità e continuità con il contesto attraverso un’operazione di restauro, reinterpretazione e innovazione tecnologica. La struttura prima dell’intervento di riqualificazione L’architettura diventa così un motore di rigenerazione urbana: la corte interna, ripensata come spazio condiviso, si apre alla piazza del paese e si trasforma in un nuovo fulcro di socialità. La connessione tra ambito pubblico e privato definisce un sistema di relazioni che supera i confini del singolo edificio, attivando un processo di riattivazione comunitaria. Nel linguaggio architettonico, il progetto alterna pietra, legno e vetro in una sintesi equilibrata tra permanenza e leggerezza. Il basamento, realizzato con pietra calcarea locale racchiusa in gabbie metalliche, evoca la forza della roccia dolomitica e la solidità simbolica di Elserino Piol. Le “gabbionate”, oltre al valore estetico e concettuale, garantiscono inerzia termica e integrazione paesaggistica, dimostrando come la tradizione costruttiva possa evolvere in chiave tecnologica. Particolare delle gabbionate Sopra di esse si innestano i nuovi volumi rivestiti in larice locale, materiale identitario dell’architettura alpina reinterpretato in chiave contemporanea. Tra gli elementi più interessanti emerge il padiglione Elserino Piol, un corpo ovale che si apre dal piano seminterrato e conferisce dinamismo all’insieme, diventando simbolo visivo della trasformazione. Gli interni, caldi e sobri, rispecchiano il linguaggio dell’ospitalità montana ma con un’impostazione funzionale pensata per la condivisione e la flessibilità d’uso. Sostenibilità e innovazione sociale: l’anima di EpiHub La sostenibilità è principio guida del progetto. Ogni scelta, dai materiali agli impianti, riflette un approccio integrato tra architettura e tecnologia ambientale. L’edificio è alimentato da un impianto a biomassa per la produzione di calore e da un sistema fotovoltaico per l’autonomia elettrica, integrato con soluzioni di contenimento energetico e con un uso prevalente di materiali naturali e locali. Si tratta di una scelta ecologica e anche culturale: afferma la possibilità di coniugare innovazione e paesaggio, tradizione e contemporaneità, in una logica di bioedilizia a misura di comunità. All’interno, la progettazione rispecchia la personalità dinamica di Elserino Piol. La palette cromatica, giocata sul contrasto tra giallo e grigio, rappresenta i concetti dienergia e concretezza. Gli ambienti del piano seminterrato, organizzati in open space multifunzionali, ospitano la biblioteca storica di Piol, postazioni di coworking e un percorso narrativo che racconta la sua vita e il suo contributo all’innovazione italiana. EpiHub diventa così un laboratorio di idee e relazioni, dove architettura, impresa e ricerca convivono in un ecosistema creativo e inclusivo. Interni e spazi di networking La Fondazione Elserino Piol, nata nel 2023 per volontà dei figli Alessandro e Andrea e della sorella Marinella, porta avanti l’eredità intellettuale e umana di un uomo che ha creduto nella forza dell’innovazione come strumento di progresso. Attraverso progetti in ambito Agritech, ospitalità sostenibile e imprenditorialità responsabile, la Fondazione promuove la cultura del fare, della sperimentazione e della conoscenza condivisa. Con EpiHub, questa visione prende forma concreta: un’architettura che è insieme casa, luogo di incontro e hub per il futuro. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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