Edilizia sostenibile: da iNEST nuovi materiali e tecnologie per il retrofit degli edifici

Dal legno ingegnerizzato per il retrofit degli edifici agli innovativi materiali ottenuti dagli scarti industriali: i progetti dello Spoke 4 del Consorzio iNEST mostrano come ricerca e imprese possano collaborare per sviluppare nuove soluzioni per l’edilizia sostenibile. Un percorso che integra efficienza energetica, economia circolare e rigenerazione urbana.

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Edilizia sostenibile, progetto ReMu – Revero Murano
Progetto ReMu – Revero Murano

Dal legno ingegnerizzato per migliorare la sicurezza e l’efficienza energetica degli edifici esistenti ai materiali ricavati dagli scarti del vetro di Murano, della lavorazione della pietra e dell’industria siderurgica. Sono alcune delle soluzioni sviluppate dallo Spoke 4 del Consorzio iNEST, coordinato dall’Università IUAV di Venezia, che mette in relazione ricerca accademica e imprese del territorio per accelerare l’innovazione nel settore delle costruzioni.

L’obiettivo è contribuire alla trasformazione della filiera edilizia attraverso sistemi costruttivi più sostenibili, capaci di ridurre il consumo di risorse, migliorare le prestazioni degli edifici e favorire nuovi modelli di economia circolare. I progetti sviluppati riguardano ambiti diversi, dal recupero del patrimonio costruito alla produzione di nuovi materiali, fino alla rigenerazione degli spazi urbani.

Il Consorzio iNESTInterconnected Nord-Est Innovation Ecosystem nasce come ecosistema dell’innovazione finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e coinvolge nove università e due enti di ricerca del Nord Est italiano. Dopo la conclusione delle attività finanziate dal PNRR, il percorso prosegue anche grazie a nuove risorse regionali: la Regione Veneto ha infatti destinato circa 880 mila euro di fondi PR FESR al finanziamento di sei progetti di ricerca.

Retrofit edilizio e legno ingegnerizzato: l’endoscheletro per riqualificare gli edifici esistenti

Uno dei temi centrali della ricerca riguarda la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, spesso caratterizzato da prestazioni energetiche insufficienti e da vulnerabilità strutturali rispetto alle più recenti esigenze normative.

Il progetto RecofitRetrofit eco-compatibile per edifici esistenti con tecnologie in legno ingegnerizzato, con capofila Biohabitat Service, ha sviluppato un sistema innovativo basato su un endoscheletro ligneo, una struttura aggiuntiva in legno progettata per migliorare il comportamento sismico degli edifici senza sostituire i telai esistenti.

Il progetto Recofit ha sviluppato un sistema innovativo basato su un endoscheletro ligneo
Progetto Recofit

La soluzione utilizza elementi prefabbricati in legno ingegnerizzato e sistemi di connessione reversibili, con l’obiettivo di ridurre tempi e complessità del cantiere. La ricerca ha analizzato diverse specie legnose individuando nella Paulownia una delle alternative più interessanti grazie alla rapidità di crescita e alle caratteristiche del materiale.

L’approccio si inserisce nel più ampio tema del deep retrofit, ovvero la riqualificazione energetica e funzionale degli edifici attraverso interventi integrati sull’involucro e sulle strutture. Un ambito sempre più rilevante in Italia, considerando che una quota significativa del patrimonio costruito è precedente all’introduzione delle attuali normative energetiche e sismiche.

Il sistema sviluppato punta a integrare più prestazioni: miglioramento della sicurezza strutturale, riduzione dei consumi energetici, diminuzione delle emissioni associate ai materiali e possibilità di recuperare i componenti a fine vita grazie a soluzioni costruttive smontabili. 

Dallo scarto alla risorsa: nuovi materiali per l’economia circolare in edilizia

Dal vetro di Murano ai materiali modellabili a basso consumo energetico

Il progetto ReMu – Revero Murano: implementazione di un processo innovativo e sostenibile per il riciclo dei rifiuti di vetro non riciclabili affronta uno dei problemi storici del distretto veneziano: la gestione degli scarti della lavorazione del vetro.

Coordinato dalla startup Rehub con il coinvolgimento di Nicolamoretti Sas, il progetto ha sviluppato un processo per trasformare il vetro di scarto in una pasta modellabile utilizzabile per realizzare superfici e lastre senza ricorrere alla fusione ad alte temperature.

La tecnologia consente quindi di ridurre i consumi energetici legati alla lavorazione del materiale e di creare nuove applicazioni nell’edilizia sostenibile e nel settore del design, mantenendo il valore estetico e materico tipico del vetro di Murano.

Recupero degli scarti lapidei e pavimentazioni urbane drenanti

L’economia circolare dei materiali è anche al centro del progetto Nonsibuttavianiente: less material, more intelligence, sviluppato con capofila Decormarmi.

La ricerca ha lavorato sulla riduzione degli sprechi nella filiera della pietra attraverso tecniche di progettazione digitale come il nesting 3D, finalizzate a ottimizzare il taglio dei blocchi lapidei e aumentare la quantità di prodotto ottenibile dalla materia prima.

Parallelamente sono stati sviluppati nuovi materiali ottenuti dalla combinazione di polveri di marmo, fanghi di segagione e sfridi solidi con leganti naturali ed epossidici. Secondo i dati del progetto, queste strategie possono consentire una riduzione dello spreco di materiale fino al 30-35%.

Un altro ambito di sperimentazione riguarda la rigenerazione urbana. Il progetto Ekonia – Murano design in calcestruzzi filtranti per la rigenerazione urbana, coordinato da Bellitalia insieme a Zerocentro ed Effetre Murano, ha sviluppato elementi di arredo urbano in calcestruzzo drenante e filtrante realizzati utilizzando sottoprodotti dell’industria siderurgica e del vetro.

Il progetto Ekonia ha sviluppato elementi di arredo urbano in calcestruzzo drenante e filtrante
Elementi di arredo urbano Ekinia

La soluzione è pensata per pavimentazioni, bordi stradali e percorsi ciclo-pedonali, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle acque meteoriche, ridurre l’effetto isola di calore e contribuire alla filtrazione degli inquinanti presenti nel deflusso urbano.

Università e imprese insieme per una nuova filiera dell’edilizia sostenibile

I progetti dello Spoke 4 di iNEST mostrano un modello di innovazione basato sulla collaborazione tra ricerca, aziende e territorio. Come sottolineato dal professor Lorenzo Fabian, docente IUAV e coordinatore dello Spoke 4, il settore delle costruzioni rappresenta il 17% del PIL del Nord Est, con un valore di circa 46 miliardi di euro, e può diventare un comparto strategico per la transizione ecologica.

La sfida riguarda la capacità di trasformare la sostenibilità da obiettivo teorico a pratica progettuale concreta, attraverso materiali a minore impatto ambientale, tecnologie costruttive innovative e nuovi modelli produttivi.

Dal retrofit degli edifici esistenti ai materiali riciclati, fino alle infrastrutture urbane capaci di integrare funzioni ambientali, le sperimentazioni sviluppate nel contesto iNEST indicano una possibile direzione per il futuro dell’edilizia: una filiera più circolare, efficiente e connessa alle caratteristiche dei territori. 

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