A Benevello, nell’Alta Langa, il Relais Villa d’Amelia è il risultato di un intervento di recupero e restauro firmato Barberis SPA Società benefit, con progetto architettonico dello Studio Boglietti. Un cantiere sul costruito che ha interessato murature portanti, orizzontamenti voltati e coperture in legno, riorganizzando la distribuzione delle camere attorno alla corte interna e restituendo alla struttura 38 camere, un centro benessere interrato, una cantina e 70.000 mq di aree verdi.

ph David Thomas Schwab
Quando arriva la vendemmia è facile pensare alle Langhe te alle architetture che ne hanno segnato la trasformazione ricettiva. Il Relais Villa d’Amelia, a Benevello in provincia di Cuneo, è una di queste. La struttura, tra le più note dell’albese, nacque da un intervento di recupero che ha trasformato una corte interna in un sistema architettonico capace di unire ospitalità contemporanea e memoria costruttiva.
Barberis SPA Società benefit ha seguito l’intervento sia come proprietà sia come impresa di costruzioni, mentre il progetto architettonico è dello Studio Boglietti e l’interior design porta la firma di Alberto Grassi Design Studio e Michela Curetti Interior Design. Una filiera corta che ha permesso di gestire in continuità un cantiere complesso, dove le scelte distributive e quelle strutturali si sono definite reciprocamente.
Un cantiere sul costruito, tra consolidamento e restauro
Il fulcro dell’intervento è stato il lavoro di costruzione sul costruito. Un’operazione che ha richiesto competenze specifiche di restauro, consolidamento e ripristino, con attenzione alla qualità materica e alla continuità storica delle strutture. Il progetto ha riorganizzato la distribuzione delle camere lungo il cortile, introducendo un percorso interno che ordina gli affacci e le visuali verso il paesaggio circostante.

ph David Thomas Schwab
Prima di ogni scelta esecutiva è arrivata la fase diagnostica. La lettura delle stratigrafie, dei dissesti e dei vincoli ha permesso di stabilire dove consolidare, dove ripristinare e dove conservare l’elemento originale, indirizzando così le lavorazioni sulle strutture. È a questa analisi preliminare che si deve la possibilità di recuperare le parti di pregio anziché sostituirle.
Murature portanti, volte e coperture lignee
Il lavoro sulle strutture ha riguardato alcuni ambiti definiti:
- un intervento radicale sulle murature portanti del fabbricato, che ha reso possibile il recupero degli orizzontamenti voltati;
- il recupero delle strutture lignee di particolare pregio storico;
- la realizzazione della copertura in legno con reimpiego di travi e tavolati di perlinatura antichi;
- il restauro della cappella dedicata a San Luigi, che si affaccia sulla corte interna dell’albergo.
Recuperare elementi lignei esistenti – come travi e perlinature – richiede verifiche puntuali sullo stato di conservazione e sulla capacità portante residua, con selezione del materiale riutilizzabile e integrazione delle parti compromesse. È una scelta che incide sulla qualità percettiva degli ambienti e, allo stesso tempo, riduce il consumo di nuove risorse.
Il programma funzionale, dalle camere al wellness interrato
La struttura conta oggi 38 camere, un ristorante, un lounge bar e un centro benessere. Quest’ultimo è stato ricavato al piano interrato e comprende sauna, bagno turco, percorsi aromatici e docce emozionali, mini-piscina con idromassaggio, sala relax, zona fitness e sale massaggi, oltre a una piscina esterna riscaldata. Completano il programma un’ottima cantina vini e una sala destinata ai meeting aziendali.

ph David Thomas Schwab
Collocare funzioni wellness in un piano interrato all’interno di un edificio storico è una soluzione che libera i livelli fuori terra dalle dotazioni impiantistiche più impegnative, ma richiede un controllo accurato degli aspetti igrometrici e della ventilazione degli ambienti umidi.
Le aree esterne e il rapporto con il paesaggio
Le pertinenze del complesso si estendono su 70.000 mq sistemati a verde, con percorsi interni per le passeggiate, noccioleti e un vigneto destinato alla produzione di Alta Langa. Il rapporto con il paesaggio agrario è affidato agli affacci e alle visuali, valorizzati dal percorso interno che distribuisce le camere lungo il cortile.
Con Villa d’Amelia, Barberis — realtà nata ad Alba e oggi attiva anche come general contractor e sviluppatore immobiliare — conferma un approccio che integra competenza esecutiva e attenzione al patrimonio esistente. Intervenire sul costruito significa leggere strutture, vincoli e stratificazioni per trasformarli in un progetto funzionale senza perdere autenticità: un tema che, nel comparto dell’hospitality di fascia alta, sta diventando un criterio di posizionamento.
