Rifugio Loa, completata la ricostruzione in legno XLAM nel Parco dell’Adamello

A sei anni dall’incendio che lo aveva reso inagibile, il Rifugio Loa di Berzo Demo, in Valsaviore, torna operativo. L’intervento di demolizione e ricostruzione, del valore di oltre 917 mila euro, è stato realizzato da City Green Light con una struttura prefabbricata in legno XLAM su due livelli, recupero parziale dei materiali e piena accessibilità. Con l’affidamento della gestione da parte del Comune si apre ora la fase operativa della struttura, inserita nella rete escursionistica del Parco Regionale dell’Adamello.

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Rifugio Loa, completata la ricostruzione in legno XLAM nel Parco dell'Adamello

A quota 1.170 metri, in Valsaviore, nel territorio comunale di Berzo Demo (BS) e all’interno del Parco Regionale dell’Adamello, il Rifugio Loa – conosciuto anche come Rifugio “Ai Caduti di tutte le guerre” – è tornato a vivere. Il cantiere di demolizione e ricostruzione si è concluso nella primavera del 2026 e l’Amministrazione comunale ha formalizzato l’affidamento della struttura al nuovo gestore, segnando l’avvio della fase operativa.

Si chiude così un percorso iniziato con l’incendio del gennaio 2020, che aveva distrutto la copertura e gran parte del primo piano, compromettendo in modo irreversibile la stabilità dell’edificio e rendendolo inagibile. L’intervento, del valore di oltre 917 mila euro, è frutto della collaborazione tra il Comune di Berzo Demo, ente committente, e la Comunità Montana di Valle Camonica, che ha bandito la gara. L’appalto è stato gestito da City Green Light, che ha curato le opere strutturali e architettoniche, gli impianti elettrici e meccanici e le finiture.

“Aver portato a compimento la ricostruzione del Rifugio Loa significa aver contribuito alla restituzione di un luogo profondamente identitario per il territorio e per la comunità della Valle Camonica”, dichiara Roberto DaBeni, Direttore Business Unit Construction Solutions di City Green Light. “Si è trattato di un intervento complesso sotto il profilo tecnico, ma soprattutto di un progetto che unisce sostenibilità, accessibilità e rispetto del contesto alpino”.

Un’architettura integrata nel paesaggio alpino

Superata l’ipotesi di un progetto ultramoderno che negli anni scorsi aveva suscitato polemiche, il nuovo Rifugio Loa nasce da una visione condivisa con il territorio e approvata dagli enti competenti, orientata alla piena integrazione nel paesaggio montano.

La struttura è stata realizzata con sistemi prefabbricati in legno XLAM sviluppati su due livelli, con il recupero parziale dei materiali derivanti dalla demolizione dell’edificio preesistente. La scelta dei materiali ha privilegiato il legno e la pietra locale, in continuità con il linguaggio architettonico e paesaggistico alpino. Un approccio che riflette l’attenzione alla sostenibilità, all’efficienza impiantistica e alla valorizzazione del patrimonio locale che ha caratterizzato l’intero intervento.

Rifugio Loa: un'architettura integrata nel paesaggio alpino

“Dopo anni complessi e un lungo percorso progettuale, restituiamo finalmente prospettiva a un luogo simbolo per il territorio, profondamente legato alla nostra storia, alla memoria e alla frequentazione della montagna”, sottolinea Giovan Battista Bernardi, Sindaco di Berzo Demo. “Il nuovo rifugio è uno spazio più moderno, accessibile e integrato nel contesto naturale, pensato per accogliere escursionisti, famiglie e visitatori valorizzando al tempo stesso il patrimonio ambientale e turistico dell’Adamello”.

Accessibilità, accoglienza e presidio del territorio

La ricostruzione non si è limitata al ripristino dell’edificio, ma ha ridefinito il ruolo del rifugio come punto di accoglienza aperto a tutti e come riferimento per la fruizione del territorio, dai servizi di ristorazione alla rete dei sentieri.

Una struttura inclusiva e funzionale

Classificato come Rifugio Escursionistico, il nuovo Loa è pensato per un’utenza ampia. L’accessibilità è garantita anche alle persone con disabilità grazie all’abbattimento delle barriere architettoniche all’ingresso e all’installazione di un montascale per raggiungere il piano superiore. Il progetto ha previsto un leggero ampliamento delle superfici dedicate al servizio turistico: la struttura ospita oggi una cucina con bar aperto al pubblico, una sala ristorante con circa cinquanta posti interni e ulteriori spazi esterni per la ristorazione, mentre al piano superiore le camere possono accogliere fino a 13-15 ospiti. L’apertura sarà stagionale, indicativamente da maggio a settembre, ma è stato realizzato anche un bivacco destinato all’utilizzo fuori stagione da parte di turisti ed escursionisti.

Un nodo della rete escursionistica e della memoria storica

Il Rifugio Loa si inserisce in una rete di itinerari turistico-paesaggistici di rilievo storico e naturalistico. Tra questi il Sentiero della Memoria, percorso di 5,5 chilometri che ripercorre i camminamenti della Prima Guerra Mondiale tra trincee, gallerie, fortini e postazioni d’artiglieria scavate nella roccia. La riapertura del rifugio restituisce così al territorio non solo un punto di accoglienza, ma un presidio per il turismo lento e per la trasmissione della memoria dei luoghi.

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