DL Infrastrutture, sospensione del recupero dell’anticipazione nei lavori pubblici: cosa prevede 11/09/2026
Indice degli argomenti Toggle Cosa si intende per ponteggio e impalcaturaLe principali tipologie di ponteggiPiani di calpestio e reti di protezionePonteggio fisso e ponteggio mobile: le differenzeLa normativa di riferimento e il PiMUSSicurezza, montaggio e dispositivi obbligatoriControlli periodici e manutenzioneSicurezza nei lavori in quota: il rischio di caduta dall’altoFAQs Ponteggi e impalcatureCosa sono le impalcature?Quali sono le principali tipologie di ponteggi?Quando è obbligatorio utilizzare un ponteggio?Quali norme regolano i ponteggi?Qual è la differenza tra ponteggio fisso e mobile?Chi può montare un ponteggio?Quali dispositivi di sicurezza sono obbligatori?Quanto costa noleggiare un ponteggio?Come scegliere il ponteggio più adatto?Quali controlli devono essere effettuati sui ponteggi? Nei cantieri edili, nei lavori di ristrutturazione e negli interventi di manutenzione su facciate, coperture e strutture in quota, ponteggi e impalcature rappresentano le opere provvisionali più diffuse e indispensabili. Queste devono garantire stabilità, resistenza e sicurezza per chi vi lavora sopra, quasi sempre a diversi metri di altezza dal suolo. La scelta della tipologia corretta, il rispetto della normativa e la corretta esecuzione delle fasi di montaggio, uso e smontaggio sono elementi che incidono direttamente sulla sicurezza dei lavoratori e sull’efficienza del cantiere. I moderni sistemi di impalcature, sempre sottoposti a rigidi controlli e omologati in base a quanto prevede la normativa di riferimento, si possono adattare anche a costruzioni dalla sagoma particolarmente complessa o con frequenti aggetti. Sono, inoltre, disponibili particolari tipologie di prodotto che si caratterizzano per la ridotta necessità di spazio di appoggio, particolare che li rende adatti ad essere impiegati in condizioni particolari come, ad esempio, nei centri storici. Cosa si intende per ponteggio e impalcatura Il termine impalcatura indica in generale una struttura provvisoria che consente di lavorare in quota. Il ponteggio ne rappresenta la declinazione più tecnica e regolamentata, composta da elementi modulari assemblati tra loro come montanti, correnti, diagonali, tavole di calpestio, parapetti e tavole fermapiede. Nel linguaggio normativo italiano, ponteggi e impalcature rientrano nella categoria delle opere provvisionali, cioè strutture temporanee necessarie per l’esecuzione di lavori in quota in condizioni di sicurezza. Un ponteggio ben progettato deve rispondere a requisiti precisi di portata, stabilità e resistenza agli agenti atmosferici, oltre a garantire vie di accesso sicure e piani di lavoro adeguati al tipo di attività da svolgere. La distanza tra i montanti non deve superare i 3,60 metri, a meno che la stabilità della struttura non sia garantita da un progetto firmato da un ingegnere o da un architetto, corredato dai relativi calcoli statici. Le principali tipologie di ponteggi Sul mercato esistono diverse categorie di ponteggi, ciascuna pensata per specifiche esigenze di cantiere. La prima grande distinzione riguarda la modalità di realizzazione: esistono ponteggi a tubo e giunto, ponteggi prefabbricati e ponteggi multidirezionali. Il ponteggio a tubo e giunto è la soluzione più tradizionale e flessibile, composta da tubi metallici collegati tramite giunti regolabili: si adatta a geometrie complesse e irregolari, ma richiede tempi di montaggio più lunghi e personale particolarmente esperto. Il sistema, dotato di dispositivi di ancoraggio alla costruzione, consente di realizzare piani di lavoro anche ad altezze notevoli. Le caratteristiche dimensionali e non solo dei tubi sono stabilite dalla normativa vigente e su ogni tubo deve essere obbligatoriamente impresso il nome o il marchio del costruttore. Di fondamentale importanza, nella fase di posa in opera, è l’evitare gli sforzi di flessione; tutte le sollecitazioni debbono essere dirette a compressione e a trazione esclusivamente in senso assiale. I giunti posseggono una notevole forza di serraggio, in modo da garantire lo sfilamento del tubo sottoposto a sollecitazione, e sono composti da parti connesse tra loro a formare un pezzo monolitico. Apertura e chiusura del giunto stesso avviene impiegando chiavi a stella manovrate manualmente o impiegando un avvitatore elettrico. Molte le versioni disponibili di giunti. Normalmente realizzati in acciaio, sono, infatti, disponibili in diversi modelli per rispondere a ogni esigenza costruttiva. I sistemi di ponteggi a telai prefabbricati garantiscono facilità e semplicità di installazione, rapidità di messa in opera, elevate garanzie di sicurezza. Poche le differenze tra i vari prodotti in commercio. Il componente principale del sistema è un elemento a portale o ad H in acciaio zincato costruito con due montanti e un traverso collegati alla sommità o al centro del telaio, irrigidito, a sua volta, mediante saette di rinforzo saldate. Due i materiali con cui viene normalmente realizzato: l’acciaio e l’alluminio. Nei sistemi a telaio gli elementi principali sono connessi tra loro in altezza tramite incastri a spinotto disposti sui due montanti e sono inoltre dotati di boccole verticali e orizzontali saldate per il collegamento delle spine terminali di innesto, degli altri componenti del sistema. Il ponteggio multidirezionale permette collegamenti in più direzioni con angolazioni variabili, risultando ideale per facciate articolate, strutture curve o cantieri con vincoli geometrici particolari. Un esempio rappresentativo di questa categoria è il sistema BRIO di ULMA Construction, una piattaforma di lavoro multidirezionale pensata per unire versatilità e robustezza nella creazione di aree di lavoro sicure. Sistema BRIO in facciata Il sistema è impiegato soprattutto nella riabilitazione di facciate, negli impianti industriali e nei cantieri complessi, perché consente di gestire configurazioni molto diverse tra loro come ponteggi circolari, torri di ponteggio, strutture sospese o a sbalzo e ponteggi mobili. Alla piattaforma BRIO si affiancano soluzioni complementari come le scale temporanee, che facilitano l’accesso al cantiere e il movimento pedonale in sicurezza anche in spazi pubblici, e i sistemi di copertura provvisoria a protezione dalle intemperie e dal rischio di caduta dall’alto. Si tratta di un caso emblematico di come l’evoluzione tecnologica dei sistemi multidirezionali risponda oggi a esigenze di cantiere sempre più articolate, senza rinunciare agli standard di sicurezza richiesti dalla normativa. La stabilità del ponteggio a tubi e giunti dipende in larga misura dall’abilità e dall’esperienza del montatore. Proprio a questa figura professionale è relegato il compito di garantire una giusta forza di serraggio nella giunzioni, di verificare il mantenimento della verticalità dei montanti, di monitorare l’efficienza degli ancoraggi, eccetera. Piani di calpestio e reti di protezione Le varie tipologie di ponteggi si completano con i piani di calpestio. Si tratta di tavole per la percorrenza del ponteggio normalmente realizzate in acciaio o alluminio oppure, in alternativa, con telaio in acciaio i piani in legno. Tutte le versioni sono disponibili con botole per il passaggio, tramite scelte, tra un piano e l’altro. Tutti i modelli debbono essere a norma, con superficie antisdrucciolo anche in caso di acqua e con sistemi di aggancio ai correnti dei telai che rendono impossibile lo spostamento accidentale. Indispensabile complemento dei piani di calpestio sono le tavole fermapiede, da istallare sui fronti esterni del ponteggio e sulle testate libere. Altro elemento fondamentale per la realizzazione di un buon ponteggio è la rete di protezione. La copertura dell’impalcato, infatti, è necessaria per proteggere operatori e passanti dalla caduta di materiali e attrezzature. Inoltre questi sistemo contribuiscono notevolmente alla protezione ambientale, impedendo la diffusione di polveri. Molte delle versioni in commercio sono adatte anche come frangisole e frangivista, pur consentendo il passaggio dell’aria e della luce. Leggere, facili da posare in opera e riutilizzabili, le reti sono provviste di asole o di occhielli metallici laterali per un veloce fissaggio al ponteggio. Ponteggio fisso e ponteggio mobile: le differenze Il ponteggio fisso, una volta montato, resta ancorato nella stessa posizione per tutta la durata dei lavori. È la soluzione utilizzata per interventi estesi, come la ristrutturazione di intere facciate o edifici multipiano, perché offre stabilità elevata, ampia superficie di lavoro e la possibilità di coprire fronti lunghi in modo continuativo. Richiede però una progettazione più accurata, tempi di montaggio maggiori e, in molti casi, personale qualificato per l’installazione. Il ponteggio mobile, al contrario, può essere spostato all’interno del cantiere secondo le necessità operative. Rientra in questa categoria il trabattello, un’impalcatura in acciaio di dimensioni contenute, dotata di ruote nella parte inferiore che ne consentono lo spostamento agevole. Il trabattello gode di una stabilità propria, sebbene più limitata rispetto a quella dei ponteggi fissi prefabbricati o multidirezionali, ed è particolarmente indicato per lavori rapidi e circoscritti come la tinteggiatura di una facciata o piccoli interventi di manutenzione. Un limite tecnico importante riguarda l’altezza: il trabattello non può superare i 20 metri di altezza senza essere obbligatoriamente ancorato a una struttura fissa. Oltre tale quota è obbligatorio l’ancoraggio a una struttura fissa per mantenere i requisiti minimi di sicurezza La scelta tra le due tipologie dipende quindi dalla natura dell’intervento. Per lavori estesi e di lunga durata su superfici ampie il ponteggio fisso resta la soluzione più affidabile, mentre per interventi puntuali, di breve durata o che richiedono spostamenti frequenti, il trabattello garantisce maggiore flessibilità operativa e tempi di allestimento ridotti. La normativa di riferimento e il PiMUS In Italia la disciplina di ponteggi e lavori in quota è contenuta nel D.Lgs. 81/2008, il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, in particolare nel Titolo IV dedicato ai cantieri temporanei o mobili. Gli articoli che vanno dal 131 al 138, insieme all’Allegato XVIII e all’Allegato XXII, definiscono requisiti costruttivi, distanze minime, caratteristiche dei materiali e obblighi documentali. Uno degli strumenti più rilevanti previsti dalla normativa è il PiMUS, acronimo di Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio dei ponteggi. È un documento operativo obbligatorio, redatto dal datore di lavoro ai sensi dell’articolo 136 del D.Lgs. 81/2008, ogni volta che in cantiere viene installato un ponteggio metallico fisso o realizzato con elementi di ponteggi metallici o in legno. Il PiMUS deve essere elaborato in funzione della complessità della struttura scelta e deve contenere, tra gli altri elementi: i dati identificativi del cantiere; l’identificazione del datore di lavoro e della squadra addetta al montaggio; il disegno esecutivo del ponteggio; le indicazioni per le operazioni di montaggio, trasformazione e smontaggio; le verifiche da effettuare prima e durante l’uso. Se in un cantiere sono presenti più ponteggi, va redatto un PiMUS specifico per ciascuno di essi. Il documento può essere firmato da un datore di lavoro con esperienza maturata nel settore oppure da un tecnico abilitato alla progettazione delle strutture, e rappresenta di fatto il manuale operativo che il personale addetto deve seguire scrupolosamente durante tutte le fasi di lavoro. Blumatica Ponteggi PiMUS Blumatica Ponteggi PiMUS è il software per la gestione di ponteggi a telai prefabbricati, tubi e giunti e multidirezionali, con modellazione CAD 3D integrata, generazione dei disegni esecutivi quotati e redazione del Pi.M.U.S. Sicurezza, montaggio e dispositivi obbligatori Poiché deve ospitare più operatori e sostenere carichi significativi, il montaggio di un ponteggio richiede procedure rigorose e non può essere improvvisato. Deve essere eseguito da personale formato, sotto la supervisione di un preposto, seguendo puntualmente le indicazioni del PiMUS. Tra gli elementi strutturali che garantiscono la sicurezza del lavoratore in quota rientrano il parapetto, posizionato lungo tutto il perimetro del piano di calpestio, e la tavola fermapiede, che impedisce la caduta accidentale di attrezzi e materiali dall’alto. Gli ancoraggi alla struttura dell’edificio sono altrettanto essenziali per garantire la stabilità complessiva del ponteggio, specialmente in presenza di vento o carichi concentrati. Anche i materiali costituenti il piano di calpestio sono regolamentati nel dettaglio: le tavole devono avere fibre parallele all’asse, spessore non inferiore a 4 centimetri e larghezza non minore di 20 centimetri, senza nodi passanti che riducano la sezione resistente oltre il 10%. Le tavole devono inoltre poggiare su almeno tre traversi ed essere sovrapposte per non meno di 40 centimetri in corrispondenza di un traverso. Accanto agli elementi strutturali, i lavoratori impegnati in attività su ponteggio devono utilizzare dispositivi di protezione individuale specifici per i lavori in quota: imbracature anticaduta, cordini di trattenuta, caschi e calzature antinfortunistiche. La formazione del personale, la nomina di un coordinatore della sicurezza nei cantieri con più imprese e la valutazione dei rischi da parte del datore di lavoro completano il quadro degli adempimenti previsti dalla normativa. Controlli periodici e manutenzione Completato il montaggio del ponteggio, si procede con verifiche periodiche per accertare che la struttura mantenga nel tempo i requisiti di stabilità e resistenza previsti in fase di progettazione. I controlli devono essere effettuati prima della messa in esercizio, dopo eventuali eventi meteorologici significativi come forti raffiche di vento o nevicate, e a intervalli regolari durante l’intera durata dei lavori. Vanno verificati lo stato degli ancoraggi, l’integrità dei montanti e dei correnti, la corretta disposizione delle tavole di calpestio e la presenza di tutti i dispositivi di protezione collettiva. Sicurezza nei lavori in quota: il rischio di caduta dall’alto I dati confermano infatti la particolare criticità dei lavori in quota: secondo il Rapporto Inail-Regioni pubblicato nel settembre 2025, relativo agli infortuni mortali e gravi registrati nel decennio 2013-2022, le cadute dall’alto rappresentano il 58,3% degli infortuni mortali analizzati nei cantieri. Nel 39,9% dei casi di caduta dall’alto l’incidente avviene durante l’impiego di attrezzature per lavori in quota, tra cui ponteggi, scale portatili e trabattelli. In questo quadro si inserisce anche la UNI 11996:2025, entrata in vigore il 27 novembre 2025 e dedicata ai parapetti anticaduta permanenti, dispositivi di protezione collettiva utilizzati in edifici, infrastrutture, opere e impianti in presenza del rischio di caduta dall’alto. La norma definisce requisiti di sicurezza, metodi di prova e condizioni di utilizzo e, pur non riguardando direttamente i ponteggi, rappresenta un ulteriore tassello nell’evoluzione del quadro tecnico per la prevenzione delle cadute nei lavori in quota. FAQs Ponteggi e impalcature Cosa sono le impalcature? Le impalcature sono strutture provvisorie che consentono di lavorare in quota in condizioni di sicurezza. Nel linguaggio tecnico-normativo italiano rientrano nella categoria delle opere provvisionali e comprendono ponteggi, trabattelli e altri sistemi di accesso e supporto per interventi su facciate, coperture e strutture elevate. Quali sono le principali tipologie di ponteggi? Le tre categorie principali sono: ponteggi a tubo e giunto (flessibili ma con tempi di montaggio più lunghi), ponteggi prefabbricati (elementi modulari standardizzati per allestimenti rapidi) e ponteggi multidirezionali (collegamenti in più direzioni, ideali per geometrie complesse). Esistono inoltre distinzioni tra ponteggi fissi e mobili, questi ultimi inclusi i trabattelli su ruote. Quando è obbligatorio utilizzare un ponteggio? L’uso di ponteggi o idonee opere provvisionali è obbligatorio per tutti i lavori in quota che espongono il lavoratore al rischio di caduta da un’altezza superiore a 2 metri rispetto a un piano stabile, come previsto dall’articolo 107 e dall’articolo 122 del D.Lgs. 81/2008. Quali norme regolano i ponteggi? La disciplina di riferimento è il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro), in particolare il Titolo IV dedicato ai cantieri temporanei o mobili. Gli articoli da 131 a 138 definiscono requisiti costruttivi e obblighi documentali, mentre gli Allegati XVIII e XXII specificano caratteristiche tecniche e contenuti del PiMUS. La norma UNI 11996:2025 è dedicata ai parapetti anticaduta permanenti, dispositivi di protezione collettiva utilizzati in edifici, infrastrutture, opere e impianti in presenza del rischio di caduta dall’alto Qual è la differenza tra ponteggio fisso e mobile? Il ponteggio fisso resta ancorato nella stessa posizione per tutta la durata dei lavori ed è indicato per interventi estesi su facciate o edifici multipiano. Il ponteggio mobile può essere spostato nel cantiere e include i trabattelli su ruote, più adatti a lavori rapidi e circoscritti; il trabattello non può superare i 20 metri di altezza senza ancoraggio obbligatorio a una struttura fissa. Chi può montare un ponteggio? Il montaggio deve essere eseguito esclusivamente da personale formato e abilitato, che abbia completato con successo il corso specifico per addetti al montaggio, smontaggio e trasformazione dei ponteggi (durata 28 ore, con attestato valido 4 anni). Le operazioni devono avvenire sotto la supervisione di un preposto e nel rispetto delle indicazioni contenute nel PiMUS. Quali dispositivi di sicurezza sono obbligatori? Tra i dispositivi di protezione collettiva obbligatori figurano: parapetti lungo tutto il perimetro del piano di calpestio, tavole fermapiede per impedire la caduta di materiali, ancoraggi alla struttura dell’edificio e tavole di calpestio conformi (spessore minimo 4 cm, larghezza minima 20 cm). I lavoratori devono inoltre utilizzare DPI specifici: imbracature anticaduta, cordini di trattenuta, caschi e calzature antinfortunistiche. Quanto costa noleggiare un ponteggio? I costi variano in base a tipologia, dimensioni, durata e complessità del cantiere. In media, il noleggio giornaliero si attesta tra 1,5 e 5 euro al metro quadrato dopo il primo mese, mentre per impianti completi il costo medio varia da 15 a 35 euro al giorno. Per un ponteggio fisso semplice si possono stimare circa 100 euro al giorno o 1.000 euro al mese, mentre i ponteggi mobili hanno costi leggermente superiori. Come scegliere il ponteggio più adatto? La scelta dipende da: altezza e durata dell’intervento (sopra i 20 metri serve progetto firmato da ingegnere o architetto), geometria della facciata o della struttura (lineare, curva, articolata), necessità di spostamenti frequenti (in tal caso trabattello o ponteggio mobile), presenza di vincoli di spazio o accesso, e conformità agli schemi-tipo del libretto di autorizzazione ministeriale. Per configurazioni non standard è obbligatorio il progetto strutturale. Quali controlli devono essere effettuati sui ponteggi? I controlli sono obbligatori prima della messa in esercizio, dopo eventi meteorologici significativi (vento forte, nevicate) e a intervalli regolari durante l’uso. Vanno verificati: stato e tenuta degli ancoraggi, integrità di montanti e correnti, corretta disposizione e sovrapposizione delle tavole di calpestio, presenza e integrità di parapetti e tavole fermapiede, e conformità generale alle indicazioni del PiMUS. Articolo aggiornato – Prima pubblicazione 14/03/2003 Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento