Pavimenti di resina: tipologie, vantaggi, costi

Di gusto assolutamente contemporaneo, il pavimento di resina è una superficie continua dai numerosi vantaggi, sia funzionali sia estetici, soprattutto grazie alle ultime preparazioni, dalla posa ottimizzata e più sostenibili. I pavimenti in resina hanno caratteristiche come elevata resistenza meccanica, alla temperatura e agli agenti chimici. La loro durevolezza, combinata alla grandissima flessibilità estetica offerta, li rende perfetti in molti contesti differenti
Vantaggi e costi della resina per pavimenti, sempre più scelta sia per ambienti di tipo industriale e commerciali che per quelli residenziali.

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Pavimenti in resina: tipologie, vantaggi, costi

Il pavimento di resina è una soluzione contemporanea e versatile sia in ambito domestico che residenziale. Realizzato con miscele sintetiche ad hoc, si distingue per la superficie continua, priva di fughe, dall’elevata resistenza meccanica e declinabile in una gamma materico-cromatica pressoché infinita. Semplice e veloce da posare, il pavimento di resina si adatta a ogni progetto e stile di arredamento, anche per coprire vecchie finiture ammalorate o passate di moda, e oggi si presenta anche in veste green, più attenta all’ambiente. 

Si tratta di pavimenti tecnologici, come i pavimenti in microcemento, solid surface, vinile o laminato, con interessanti caratteristiche di facilità di applicazione e manutenzione, resistenza e durata.

Come per qualsiasi altro materiale la cosa più importante è scegliere il prodotto giusto in base alle proprie esigenze.

Cosa sono i pavimenti di resina

Il pavimento di resina è una superficie continua, senza fughe, ottenuta applicando preparati appositi direttamente su massetto o su rivestimenti preesistenti. Ne risulta un manto compatto, solidale con il supporto sottostante, privo di giunzioni, che dà agli ambienti un aspetto uniforme e contemporaneo.

Il prodotto applicato può essere a uno o più strati, in questo secondo caso per ottenere maggiore durezza e resistenza meccanica oppure effetti decorativi particolari.

Cosa sono i pavimenti di resina

Molte formulazioni sono autolivellanti, vale a dire regolarizzano un massetto irregolare, in modo da ottenere un piano liscio e omogeneo. La finitura finale, a seconda del prodotto e delle esigenze progettuali, può poi essere lucida, opaca o texturizzata.

Dal punto di vista fisico, i pavimenti di resina sono impermeabili e non porosi, pertanto estremamente igienici, inattaccabili da muffe e batteri, semplici da pulire e da manutenere. Risultano inoltre compatibili con i sistemi di riscaldamento a pavimento, poiché non impediscono la diffusione del calore.

Tanti tipi di pavimentazioni di resina

La scelta della resina da posare dipende da diversi fattori: situazione preesistente, prestazioni richieste, preferenze estetiche.

Pavimentazione di resina epossidica

La resina epossidica è ottenuta da due componenti miscelate al momento della posa, la resina vera e propria e un indurente. Si tratta della tipologia più diffusa per le applicazioni industriali e commerciali, grazie all’elevata resistenza alle sollecitazioni meccaniche, alle sostanze chimiche, agli sbalzi termici. Non è però adatta all’esposizione diretta ai raggi UV, che ne possono alterare il colore nel corso del tempo.

Pavimentazione di resina poliuretanica

La resina poliuretanica offre una superficie più elastica, rispetto all’epossidica, quindi maggiormente resistente agli urti e alle vibrazioni. Per questo è particolarmente utilizzata negli interni domestici, oltre che negli impianti sportivi e nei complessi scolastici. E dato che sopporta l’esposizione ai raggi solari e gli sbalzi termici, si può posare anche negli esterni, magari per dare continuità materica tra spazio indoor e outdoor.

Pavimentazione di resina acrilica

La resina acrilica è monocomponente, quindi semplice e rapida da applicare (oltre che economica). Impermeabile e resistente, asciuga in tempi brevi, caratteristica che la rende adatta anche in caso di spessori elevati.

Pavimentazione di resina cementizia (microcemento)

Il microcemento è una resina caricata con polvere di cemento, aggregati minerali e pigmenti. Dà vita a una superficie dall’aspetto particolarmente materico e texturizzato, molto simile proprio al calcestruzzo industriale, ma solamente con pochi millimetri di spessore.

Generalmente non ha proprietà autolivellanti, ma resta comunque l’opzione migliore per chi desideri un aspetto industriale.

Pavimentazione di resina autolivellante

I composti resinosi autolivellanti una volta versati si distribuiscono uniformemente, in modo da riempire eventuali avvallamenti o imperfezioni del supporto e ottenere un risultato liscio e uniforme in pochissimi millimetri di spessore (anche solo 2 mm).

Pavimentazione di resina autolivellante per interni Mapefloor I 320 SL di Mapei
La pavimentazione di resina autolivellante per interni Mapefloor I 320 SL di Mapei si posa con uno o due strati di primer direttamente su massetto. Il formulato epossidico è pigmentato con specifica pasta colorante e caricato con sabbia di quarzo.

Pavimenti di resina, dove posarli

Un fattore che incide sulla differenziazione dei pavimenti in resina è la tipologia di posa in opera.

La prima cosa da fare quando si posa un pavimento in resina è quella di verificare il fondo su cui verrà applicata, perché nel caso fossero presenti rotture o irregolarità di una certa entità è necessario provvedere a sistemarlo. Invece, nel caso si tratti di una nuova realizzazione, è sempre opportuno verificare che il supporto sia completamente asciutto e stabilizzato. Comunque, per favorire l’adesione al supporto si può scegliere di applicare un primer fissativo.

Una volta verificato il supporto e fatte le operazioni del caso, è possibile procedere con l’applicazione della resina, operazione che può essere svolta grazie all’utilizzo di un apposito rullo o di spatole. A differenza di molti altri pavimenti, quello in resina prevede la posa di un unico “elemento” ovvero proprio l’impasto di resina e polimeri, che man mano solidifica e asciuga. Un’ultima operazione, se ritenuto necessario, è quella di applicare anche uno strato protettivo. In linea di massima, dopo alcuni giorni il pavimento risulta calpestabile.

Tra le applicazioni principali si trovano le resine autolivellanti, in forma liquida e in grado di autolivellarsi in fase di indurimento, con uno spessore finale di circa 2 mm. Sono generalmente i pavimenti più uniformi e lisci. In alternativa, ci sono le resine multistrato, ossia posate in più strati sovrapposti di uno spesso di circa 1,5 mm, per ottenere caratteristiche di resistenza più elevate, perfette nei locali industriali. La pavimentazione spatolata, invece, si presenta più materica e meno liscia, distinguendosi anche da un punto di vista estetico rispetto a quella autolivellante.

Al di là della tipologia scelta, la posa di un pavimento in resina richiede sempre di preparare adeguatamente il supporto, che deve essere liscio e uniforme, ma anche asciutto e stabile. Dopo di che, si procede con la posa, che può richiedere un primer fissativo per favorire l’adesione della resina, di cui è sempre meglio si occupi personale qualificato e competente.

Pavimenti di resina per ambienti domestici

I pavimenti di resina da interno si possono posare in qualsiasi locale, compresi quelli umidi come bagno e cucina. In questi casi infatti l’impermeabilità e l’assenza di fughe della superficie, che così non trattiene calcare, sporco, umidità, rendono questa scelta particolarmente pratica e igienica. Anche in presenza di docce walk-in o vasche incassate a pavimento.

Pavimenti in resina per bagni moderni

L’aspetto continuo, senza interruzioni né giunzioni, amplia visivamente gli spazi e trasmette senso di pulizia formale e essenzialità a loft, open space e appartamenti di stile contemporaneo, permettendo nel contempo diverse declinazioni estetiche: toni neutri, colori decisi, effetti materici speciali (a imitazione di marmo, cemento, metallo…).

Ulteriore vantaggio per le abitazioni, i pavimenti di resina sono perfettamente compatibili con i sistemi di riscaldamento radiante a pavimento, poiché il manto conduce il calore in modo uniforme.

La zona notte di Villa Delfina (progetto Giubergia Grillo Architetti ha la pavimentazione e rivestimento di resina
La zona notte al piano superiore di Villa Delfina (progetto Giubergia Grillo Architetti), con un bagno dotato di rubinetteria di Ritmonio, ha la pavimentazione e rivestimento di resina declinata in tonalità neutre, ideali per sottolineare la privacy e la tranquillità trasmessa dall’insieme.

Pavimentazioni di resina in ambiti professionali

Le pavimentazioni di resina che usiamo oggi nelle case provengono in realtà dagli ambiti professionali, in cui si sono testate in situazioni ben più difficili di quelle domestiche.

Nelle applicazioni industriali, come magazzini, laboratori, officine, si prediligono infatti prodotti in grado di resistere a condizioni di utilizzo estremo (traffico pesante, carrelli elevatori, agenti chimici e solventi…) nonché, a volte, a variazioni termiche continue.

In altri ambiti (centri commerciali, uffici, ma anche palestre, scuole e strutture ricettive) la resina alle prestazioni tecniche aggiunge la qualità estetica, poiché possono essere richieste espressività e originalità.  

Negli ospedali e nei luoghi di cura formulazioni additivate con fibre tecniche o con principi attivi antibatterici rispondono alla necessità di resistenza e di igiene.

Posare la resina su piastrelle esistenti

Uno dei vantaggi dei pavimenti di resina, in caso di ristrutturazione, è la possibilità di rivestire direttamente piastrelle esistenti, senza necessità di rimuoverle per posare un nuovo pavimento. Ciò riduce sensibilmente i tempi di cantiere e di conseguenza i costi, anche di smaltimento degli scarti edili provenienti da demolizioni.

Prima della posa della resina è però indispensabile verificare lo stato del supporto preesistente: le piastrelle devono infatti essere ben incollate al fondo, prive di rotture significative e non presentare umidità di risalita. Eventuali irregolarità o crepe di una certa entità si possono sistemare con prodotti appositi, così come, per favorire l’adesione della resina alla ceramica, va applicato un primer fissativo specifico.

Una volta verificato e preparato il supporto, si procede con l’applicazione della resina a rullo o a spatola: un impasto fluido, che solidifica progressivamente e risulta calpestabile già dopo alcuni giorni, a seconda del tipo di formulazione.

Un ulteriore strato protettivo finale può poi aumentarne la resistenza del risultato.

Personalizzazione e finiture della resina

I pavimenti di resina offrono una libertà creativa eguagliabile da pochi altri materiali.

Le opzioni di finitura comprendono infatti superfici lucide, opache, satinate, spatolate (dall’effetto materico più pronunciato), a cui si aggiungono gli effetti cemento, marmo, metallo o le decorazioni su misura 3D, che permettono di inserire qualsiasi disegno e/o immagine sotto a uno strato di resina trasparente.

Pavimenti in resina: personalizzazione e finiture della resina

La gamma cromatica è pressoché illimitata: dai toni neutri e naturali ai colori accesi, dalle nuance cangianti agli effetti multicolor. È inoltre possibile integrare inserti decorativi nella resina ancora fresca, come piccoli granuli di pietra naturale, vetro, metallo, per aumentare l’originalità.

Pavimento in resina con texture spatolata colorata in pasta e finitura naturale high-performance, Cementoresina di Kerakoll
Pavimento in resina con texture spatolata colorata in pasta e finitura naturale high-performance, Cementoresina di Kerakoll in soli 3 mm di spessore (e 150 tonalità) dà vita a una finitura omogenea, con spatolate e increspature, marezzature cromatiche e vibrazioni materiche tipiche dell’applicazione artigianale. Facile da pulire, resistente alla proliferazione batterica e ai comuni detergenti, è idoneo anche in presenza di impianti radianti, poiché il primo dei 5 strati necessari del sistema resinoso (Floorzero, che assicura la planarità) trasmette, senza assorbirlo, il calore. Inoltre, risponde al protocollo HACCP per ambienti ad uso alimentare. Credit img Salva Lopez.

Le formulazioni green

L’evoluzione del settore ha portato a una crescente attenzione per la sostenibilità ambientale e le resine oggi disponibili sul mercato sono per la maggior parte a base acqua, prive di solventi, sicure e atossiche. Queste formulazioni utilizzano materie prime naturali e leganti ecologici a bassissime (o zero) emissioni di composti organici volatili (VOC), con percentuali elevate di derivati vegetali, come le biomasse.

I prodotti più sofisticati risultano poi certificati LEED® o BREEAM, a garanzia della compatibilità con sistemi costruttivi dalle elevate prestazioni ambientali, e rispondono ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) per gli appalti pubblici.

Vantaggi e svantaggi dei pavimenti di resina

I vantaggi dei pavimenti in resina sono diversi:

  • resistenza all’abrasione, agli agenti chimici, all’umidità e (soprattutto nelle formulazioni poliuretaniche) ai raggi UV e agli urti;
  • impermeabilità, data la superficie compatta e senza fughe, idonea anche ad ambienti umidi come bagno e cucina;
  • igienicità, poiché il manto uniforme impedisce la proliferazione di batteri e muffe, aumentando il grado di pulizia e di sanificazione;
  • durata nel tempo (anche più che decennale), se la posa è a regola d’arte e la manutenzione ordinaria regolare;
  • continuità estetica, che amplifica la percezione dello spazio;
  • versatilità applicativa, adatta a qualsiasi ambiente, inclusi quelli con riscaldamento radiante a pavimento;
  • posa su rivestimenti esistenti, che riduce i tempi e i costi, eliminando le fasi di demolizione.

Vantaggi e svantaggi dei pavimenti di resina

A fronte di questi vantaggi, occorre però considerare due aspetti critici. Ovvero la necessità di un posatore professionista – la resina richiede una applicazione precisa e una corretta valutazione del supporto preesistente – e un impegno economico iniziale più elevato rispetto ad altri rivestimenti tradizionali. La spesa varia in base al prodotto, allo spessore, alle finiture e alla manodopera, ma la durata e la ridotta manutenzione compensano l’investimento sul lungo periodo.

Manutenzione e pulizia dei pavimenti di resina

La manutenzione dei pavimenti di resina è tra le più semplici tra i rivestimenti. Per la pulizia ordinaria è sufficiente rimuovere polvere e detriti con l’aspirapolvere o la scopa, quindi passare un panno umido con acqua e detergente neutro, risciacquando con acqua pulita.

È importante evitare detergenti aggressivi, acidi o abrasivi, che possono intaccare il film superficiale della resina. Per macchie persistenti si possono utilizzare sgrassanti con formulazione specifica per questo tipo di pavimentazioni, seguendo scrupolosamente le indicazioni del produttore.

Nel tempo, soprattutto in ambienti ad alto traffico, alcune zone possono opacizzarsi. In questi casi un professionista specializzato può applicare un prodotto protettivo trasparente per ripristinare l’aspetto originario, senza necessità di rifare l’intera pavimentazione.

Quanto dura un pavimento di resina

Una pavimentazione continua di resina ha una durata e una resistenza negli anni sensibilmente maggiori rispetto ad altri materiali più soggetti ad usura e ad invecchiamento – ad esempio il parquet – ma sono comunque necessarie alcune accortezze.

È chiaro che, come tutte le pavimentazioni, può essere soggetta a usura nel corso del tempo: si suggerisce di scegliere di utilizzare un trattamento ad hoc o una certa finitura per il tipo di ambiente in cui viene posato il pavimento. Un esempio è il trattamento impermeabilizzante, ideale per le superfici che vengono poste in bagno oppure negli ambienti esterni. Le tipologie di trattamento sono differenti: oltre all’impermeabilizzazione è possibile applicare sigillanti antimacchia o soluzioni indurenti. Per ripristinare la bellezza di un pavimento e rigenerarlo non è necessaria una manutenzione complessa: il professionista di riferimento potrà utilizzare un prodotto protettivo trasparente per ripristinare il suo aspetto originario. 

La qualità dei materiali è sempre un fattore importante che va a determinare la durata di una pavimentazione, così come le tecniche di posa: tutti questi fattori sono strettamente legati alla scelta del professionista che segue il lavoro. L’esperienza, la qualità dei materiali e l’attenzione sono elementi fondamentali che possono fare la differenza per il vostro progetto.

Non dimentichiamo infine le piccole accortezze quotidiane: per la manutenzione ordinaria di un pavimento in resina dovrete pulire prontamente le macchie laddove si presentino. Il pavimento in resina non ha fughe e quindi è estremamente semplice da pulire e in generale è un iter meno impegnativo di un parquet o del marmo.

In primis la selezione del materiale, il suo spessore (multistrato è più duro di un film sottile) e una posa a regola d’arte, poi la frequenza di utilizzo e la manutenzione. Ovviamente un pavimento di resina in ambiente industriale è soggetto a maggiore ammaloramento superficiale rispetto ad uno residenziale. Anche la cura ha la sua importanza, controllando e riparando eventuali danni, lucidando le aree eventualmente opacizzate e pulendo la superficie con prodotti non aggressivi. In questo modo una resina può avere un tempo di vita anche ultradecennale.

Quanto costa un pavimento di resina

Il costo dei pavimenti in resina varia in modo significativo in funzione di diversi fattori: tipologia di prodotto, spessore e numero degli strati, finitura e condizioni del supporto preesistente (che possono richiedere interventi di ripristino e di preparazione del fondo, come stuccatura di crepe e posa di primer).

In linea indicativa, il range di prezzo parte da alcune decine di euro al metro quadrato per una resina spatolata monocromatica a spessore ridotto, fino alle centinaia di euro per soluzioni multistrato sofisticate, effetti decorativi particolari o trattamenti speciali.

Va però tenuto presente che la resistenza e la durata del materiale e la ridotta necessità di manutenzione nel tempo possono abbassare sensibilmente l’incidenza del costo iniziale, rispetto ad altre pavimentazioni che richiedono una posa in opera più complessa o interventi periodici onerosi.

FAQ Pavimenti in resina

Quanto dura un pavimento di resina?

Una pavimentazione di resina posata a regola d’arte può avere una vita ultradecennale. La durata dipende dalla qualità del prodotto, dallo spessore del manto (il multistrato è più resistente di un film sottile, dalla correttezza della posa e dall’utilizzo. Con piccole accortezze quotidiane (pulizia tempestiva delle macchie, uso di detergenti non aggressivi) e occasionali interventi di rigenerazione superficiale, la resina mantiene nel tempo le sue caratteristiche estetiche e funzionali.

I pavimenti di resina si graffiano facilmente?

La resistenza ai graffi dipende dalla tipologia di resina e dal suo spessore. Le resine epossidiche multistrato sono particolarmente resistenti all’abrasione, mentre le finiture lucide tendono a mostrare i micro-graffi più facilmente, rispetto a quelle opache o texturizzate. L’applicazione di un film protettivo trasparente può però aumentare ulteriormente la resistenza superficiale.

La resina per pavimenti è impermeabile?

La superficie continua, priva di fughe e non porosa, è intrinsecamente impermeabile. Una caratteristica che rende la resina idonea anche ai bagni, alle cucine, alle docce walk-in, oltre che agli ambienti outdoor esposti agli agenti atmosferici.

Quanto tempo serve per realizzare un pavimento di resina?

La tempistica varia in base all’area da trattare, alle condizioni del supporto e alla tipologia di resina scelta. In linea generale, dopo la preparazione del fondo, l’applicazione richiede qualche giorno lavorativo, mentre il pavimento diventa calpestabile nel giro di alcuni giorni, a seconda della formulazione e delle condizioni ambientali (temperatura e umidità). Un tecnico professionista può comunque fornire una stima puntuale in fase di sopralluogo.

Quale è la differenza tra resina e microcemento?

Entrambi sono materiali per pavimenti continui senza fughe, ma differiscono nella composizione e nell’aspetto finale. La resina pura ha una superficie liscia, più o meno lucida, uniforme. Il microcemento include nel mix polveri di cemento, aggregati minerali e pigmenti, risultando più materico e texturizzato (simile alle superfici in calcestruzzo a vista) anche con spessori sottili e non ha proprietà autolivellanti. La scelta dipende dal tipo di ambiente, dall’estetica desiderata e dal budget a disposizione.

Quali sono i vantaggi delle pavimentazioni in resina?

Le pavimentazioni in resina offrono numerosi benefici: sono prive di fughe, igieniche, resistenti a umidità, sostanze chimiche e abrasioni. Perfette per ambienti moderni e ad alto traffico, uniscono funzionalità e design in un’unica soluzione.

Quali sono gli svantaggi dei pavimenti di resina?

I principali svantaggi di una pavimentazione di resina riguardano la necessità di affidarsi a un posatore professionale (poiché una posa scorretta può causare distacchi o bolle nel tempo) e il costo iniziale, in genere superiore ad alcune finiture tradizionali. La resina epossidica, inoltre, ingiallisce se esposta ai raggi UV diretti: in tal caso è preferibile la formulazione poliuretanica. Infine, eventuali danni puntuali richiedono l’intervento di uno specialista per il ripristino, poiché è difficile intervenire su piccole porzioni senza che la riparazione si noti.

Il pavimento di resina è adatto anche all’esterno?

I pavimenti di resina da esterni sono sempre più diffusi. date le numerose qualità di questa finitura. La resina (soprattutto poliuretanica) è infatti resistente agli agenti atmosferici e mantiene inalterate le sue caratteristiche nel tempo: ideale per terrazze e balconi, piscine e aree gioco, grazie alla non porosità semplifica la manutenzione e può avere anche una texture antiscivolo, ideale in situazioni outdoor.

Perché usare la resina per la pavimentazione outdoor? Le motivazioni sono davvero tante: è resistente all’usura, agli urti e alle abrasioni. Ma non solo: l’idrorepellenza è un altro plus legato all’uso di questo particolare materiale. Tra le altre qualità citiamo anche la facilità di pulizia e sanificazione e ovviamente anche la proprietà antiscivolo: le superfici in resina sono trattate per garantire una maggiore sicurezza.

 


19/11/2024

Personalizzazione e stile con il pavimento in resina

La resina è un alleato da non sottovalutare quando si parla di restyling della propria casa. Sognate di cambiare look alla cucina o al bagno senza dover spendere una cifra eccessiva?

Sappiamo perfettamente che cambiare i pavimenti è una delle voci più costose nel budget di una ristrutturazione. Ecco perché la resina si presenta come una scelta economica e semplice da applicare perché non richiede la demolizione della pavimentazione precedente.

Dopo aver parlato delle sue interessanti caratteristiche tecniche, è il momento di fare un breve excursus anche sull’aspetto estetico. Sappiamo bene che anche l’occhio vuole la sua parte: la resina offre un ampio ventaglio di opzioni e palette cromatiche che consentono di creare lo stile dei propri desideri.

Tra le diverse finiture è possibile optare per una finitura lucida, sempre molto elegante e perfettamente adatta ad un’abitazione dallo stile classico oppure ad un ufficio. Per ricreare uno stile raffinato l’ideale è scegliere una resina effetto marmo: ricercata, glamour e decisamente più economica del prezioso materiale.

Perché non provare a ravvivare l’ambiente con una finitura dall’effetto particolare? La resina cementizia permette di riprodurre la sensazione tattile e visiva del cemento. Una scelta ideale per chi vuole ricreare un mood industrial e contemporaneo.

Le possibilità di personalizzazione non si esauriscono qui. La resina consente di “giocare” con le finiture e scegliere tra opaco, lucido, satinato, spatolato. Basta un pizzico di creatività per rendere unico ogni ambiente.

La resina non limita la creatività, anzi lascia libero spazio ai gusti e ai diversi arredamenti grazie ai tanti colori dai più tradizionali e delicati ai più accesi, alle nuance più brillanti e cangianti, all’aspetto, dalle finiture opache a quelle lucide, con il possibile inserimento di inserti decorativi, alla consistenza, ruvida o liscia per effetti sorprendenti e unici, in grado di personalizzare le stanze.

Spatolato, monocromatico, nuvolato. Sono davvero tantissimi gli effetti che è possibile ottenere con la resina.


15/09/2023

Pavimenti in resina 3D: creativi e originali

Quando si parla di personalizzazione non possiamo non citare una delle tendenze più creative in fatto di pavimentazioni: la resina consente di creare originali decorazioni tridimensionali.

I pavimenti in resina 3D riproducono in modo realistico l’immagine desiderata. Un mare azzurro, una spiaggia oppure un prato disseminato da piante e fiori: la resina effetto 3D come “per magia” dà vita a ogni fotografia o motivo decorativo portando in casa composizioni creative e inusuali.

Il “fattore sorpresa” è assicurato: la tridimensionalità dell’immagine colpisce al primo sguardo ed è un ottimo mezzo per catturare l’attenzione del pubblico negli spazi commerciali.

Pavimenti in resina 3D decorativi di Pavimento Moderno
Pavimenti in resina 3D decorativi di Pavimento Moderno

I costi del pavimento in resina 3D possono variare in base al tipo di lavorazione. In linea generale possiamo stimare che il prezzo per la stampa tridimensionale può andare dai 200 euro al metro quadro a salire. 


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