Ceramica ed edilizia: un connubio sempre più prolifico

Dalla stampa 3D alle facciate intelligenti, la ceramica contemporanea ridefinisce l’architettura tra innovazione tecnologica, sostenibilità e nuove possibilità espressive e se 20 anni fa era legata esclusivamente a specifici ambienti, oggi è uno dei materiali principe per architetti e progettisti

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Ceramica ed edilizia: un connubio sempre più prolifico

Per molto tempo la ceramica è stata considerata un materiale destinato quasi esclusivamente a pavimenti e rivestimenti. Oggi, invece, si configura come una soluzione tecnologica avanzata, in grado di integrare sostenibilità, sperimentazione estetica, efficienza energetica e innovazione produttiva e in grado di diventare una vera e propria “pelle tecnologica” per gli edifici. L’evoluzione della ricerca industriale e l’integrazione delle tecnologie digitali hanno infatti aperto nuove prospettive, trasformando in realtà applicativa ciò che fino a pochi anni fa apparteneva soprattutto al mondo del design sperimentale.

Sono stati decisivi gli ultimi 15/20 anni, che hanno “sdoganato” questo materiale dall’ambito quasi esclusivo del bagno e della decorazione a uno dei materiali principe dell’architettura e del mondo della progettazione.

Intervista a Filippo Manuzzi Presidente della Commissione Attività Promozionali e Fiere di Confindustria Ceramica

Quali sono le applicazioni più innovative della ceramica nell’industria delle costruzioni?

La ceramica ha avuto un’enorme evoluzione tecnologica ed estetica, il materiale ceramico si è trasformato da un materiale prevalentemente per l’interior a materiale per l’architettura.

Oggi la ceramica è un materiale adatto al tema della grande architettura e dell’arredo urbano. Quando parliamo di grande architettura parliamo principalmente di pareti ventilate, di decorazioni e questo soprattutto grazie ai grandi formati e agli spessori ridotti. Se invece parliamo di arredo urbano parliamo soprattutto di materiali ad alto spessore  (due, tre, anche quattro centimetri).

Soprattutto i due centimetri sono il cuore di tutto, dove il materiale diventa adatto a pavimentazioni anche a secco, quindi dove non viene utilizzata la colla ma pavimentazione su erba, pavimentazione su ghiaia, pavimentazione su sabbia e a tutto un discorso di costruzione di elementi di arredo urbano. La ceramica diventa parte integrante delle architetture delle città. Penso per esempio a un grattacielo la cui pelle esterna è realizzata con la ceramica, quindi grandi formati, pareti ventilate e facciate ventilate.

E anche lastre e spessori ridotti, dove c’è bisogno anche di ridurre la ceramica, oggi siamo arrivati fino a due millimetri che è il minimo possibile. Un altro tema è che la ceramica vuole riprodurre in maniera assolutamente fedele tutti i tipi di materiale e avere quella facile manutenzione di inattaccabilità agli acidi, di pulizia, di resistenza, per questo è molto utilizzata oggi.

Perché le nuove applicazioni della ceramica sono legate a doppio filo con la sostenibilità ambientale?

La ceramica è parte integrante del percorso di transizione perché le aziende, soprattutto quelle italiane, hanno degli standard di sostenibilità, sia a livello di ciclo produttivo, di emissioni e di recupero degli scarti crudi e notti e delle acquerelle, sia in termini di caratteristiche tecniche del prodotto, che sono ineguagliabili. Perché è vero che la ceramica è un materiale che necessita di energia per essere cotta, quindi noi non neghiamo di essere un’industria energivora, nel senso che il materiale deve raggiungere i 1200 gradi per la greificazione del prodotto (gres porcellanato) e deve cuocere per 35 minuti con l’utilizzo di gas naturale, non esistono fonti alternative. Ma è vero anche che la vita utile della ceramica è intorno ai 50 anni, quindi il tema della sostenibilità va secondo noi strettamente collegato al tema della durabilità, cioè quello che si chiama il ciclo di vita del prodotto, perché se lei avesse un po’ meno emissioni nel momento della costruzione del prodotto, ma poi questo prodotto ogni 5/710 anni andasse cambiato, sostituito, l’impatto ambientale sarebbe devastante.

Dopo questo processo la ceramica diventa vetro e quindi diventa un materiale inerte, un materiale che non rilascia alcun tipo di residuo, un valore assoluto.

E parlando di nuove tecnologie, che ne pensa della stampa in 3D con materiale ceramico?

Le realizzazioni plastiche in questo ambito sono possibili grazie all’utilizzo degli smalti di ultima generazione, un upgrade tecnologico che ha solo qualche anno e permette di realizzare stampe piatte anche con grande differenza di spessore.

E la ceramica fotocatalitica, addirittura superfici che purificano l’aria?

Esistono prodotti che attraverso degli additivi appositi, hanno realizzato questo tipo di ulteriore applicativo per la ceramica, è chiaro che qui stiamo parlando di una nicchia molto piccola per applicativi molto delicati e molto particolari, nell’ordine di un 5% della produzione.

Invece è forse più praticata l’integrazione all’interno della ceramica di tecnologie, come un valore aggiunto (sensori, superfici radianti, componenti fotovoltaiche)?

Guardi, la ceramica è una carta bianca su cui si può lavorare, immagini di poter fare con la ceramica tutto quello che si fa con altri materiali. Le faccio degli esempi: oggi ci sono i piani cucina fatti in ceramica, dove il sistema di riscaldamento per induzione è dentro la lastra, parte integrata del sistema, un piano su cui compaiono i quattro o sei cerchi solo al momento del riscaldamento e così si cuoce lentamente sulla lastra di ceramica. E così per i sistemi di Wi-Fi integrati e di TV integrate in una parete di ceramica.

Il settore si è evoluto notevolmente, venticinque anni fa non avevamo gli argomenti, diciamo che ci usavano, eravamo chiaramente una commodities.

E poi non dimentichiamoci l’aspetto decorativo, ci tengo molto a sottolinearlo. La ceramica è anche decorazione. Ed è incredibile come, ad esempio, il tema dei piccoli formati, dei 10×10, dei 5×20, dei 5×30, che fino a ieri erano solo in mano alla ceramica artistica, oggi trovino applicazione i prodotti di vario genere. Certo si è evoluta anche la tecnologia, ora gli impianti che sono capaci di fare grandi lastre o grandi spessori, lavorano anche sui piccoli formati che sono ormai veramente difficili da distinguere dalla ceramica artistica. La ceramica ha ripreso una fortissima spinta decorativa contemporanea, che supera il vecchio stile.

Un’anticipazione da Cersaie 2026?

Sicuramente una cosa che si sta vedendo è che sempre di più i progetti di ceramica utilizzano commistioni di ispirazioni materiche. Le aziende del settore fanno molta ricerca tecnologica e gli studi di architettura e di design si stanno abituando a utilizzare la ceramica a 360° in tanti dei nostri più importanti progetti, anche complessi, dove si vede che i creativi utilizzano mood board che noi stessi proponiamo o che loro creano per utilizzare tanti materiali ceramici assieme.

Quindi il tema che ormai è un filo conduttore è sicuramente quello della contaminazione degli stili. E anche quest’anno onestamente non mi aspetto di vedere un mega trend, ma mi aspetto sempre più di vedere questi mood board. Una volta Cersaie aveva un linguaggio espositivo molto vicino al trade, ma molto lontano dal mondo dell’architettura e dell’interior. Oggi proponiamo delle ambientazioni dove la ceramica dialoga benissimo con l’architettura.

Le applicazioni della ceramica in architettura

In questo scenario, il gres porcellanato di ultima generazione sta trasformando il legame tra involucro architettonico e progettazione, affermandosi come elemento centrale sia negli spazi interni sia nelle facciate degli edifici contemporanei.

Le evoluzioni più recenti del settore evidenziano una direzione sempre più orientata verso superfici modulari ed eco-compatibili. Le grandi lastre ceramiche, per esempio, sono oggi protagoniste dei progetti moderni grazie alla loro capacità di garantire continuità estetica, limitare le fughe e valorizzare la percezione degli ambienti. Allo stesso tempo, si rafforza l’interesse per texture tridimensionali, finiture materiche e soluzioni che combinano lavorazione artigianale e innovazione tecnologica.

Stampa 3D tra nuove e antiche geometrie

Le tecnologie di stampa 3D stanno trasformando profondamente il settore della ceramica, introducendo nuove possibilità progettuali e produttive. Oggi è possibile creare manufatti su misura, strutture articolate e forme parametriche che sarebbero difficili da ottenere con i metodi tradizionali.

Questa innovazione trova particolare applicazione nel design sperimentale e nell’architettura contemporanea, ambiti in cui la ceramica viene impiegata per realizzare schermature solari, pannelli acustici ed elementi decorativi caratterizzati da geometrie sofisticate.

L’incontro tra sapere artigianale e tecnologie digitali sta quindi ridefinendo l’estetica della ceramica, valorizzando sempre di più il concetto di personalizzazione.

Caso di studio – Ceramic House

L’ultimo progetto di Studio RAP utilizza una tecnologia di stampa 3D per trasformare la facciata di una boutique sulla P.C. Hooftstraat di Amsterdam, dando vita alla Ceramic House ad Amsterdam, un intervento che unisce tradizione architettonica e innovazione digitale.

Ceramic House di Studio Rap: ceramica con tecnologia 3D

Il progetto reinterpreta il linguaggio decorativo della ceramica storica attraverso progettazione algoritmica, elementi stampati in 3D e finiture smaltate a mano, creando una superficie dinamica e materica ispirata alle trame tessili.

Ceramic House di Studio Rap: ceramica con tecnologia 3D
Un particolare della facciata

La facciata replica la silhouette dell’edificio originale e si integra nel contesto urbano storico, mantenendo proporzioni e carattere della strada, pur introducendo un’estetica contemporanea. Il design varia con il punto di vista, rivelando dettagli e motivi diversi nelle piastrelle ceramiche personalizzate.

Ceramic House di Studio Rap: ceramica con tecnologia 3D

Al piano strada, grandi elementi ceramici smaltati in tonalità chiare definiscono una superficie espressiva e luminosa, mentre ai livelli superiori mattoni stampati in 3D in diverse sfumature di rosso, disposti secondo una tessitura tradizionale, introducono ornamenti più sottili che si attenuano verso l’alto. L’intero sistema è realizzato tramite processi digitali avanzati e robotica, combinati con lavorazioni artigianali, con l’obiettivo di fondere precisione tecnologica ed espressività materiale.

Particolare di mattoni in ceramica stampati in 3D di Studio Rap per la Ceramic House

Ispirandosi al Rijksmuseum, dei Paesi Bassi noto per la sua collezione di ceramiche provenienti da tutto il mondo, lo Studio RAP utilizza la propria tecnologia di stampa 3D su larga scala per realizzare dettagli complessi e progettati algoritmicamente.

Nel corso degli anni, Studio RAP ha sviluppato un processo avanzato di fabbricazione digitale basato su sistemi robotici. Gli architetti lavorano in stretta collaborazione con questi robot per creare con precisione elaborati elementi ceramici, dimostrando un’elevata attenzione all’eccellenza progettuale.

Facciate ventilate: estetica e performance

Tra i sistemi di maggiore interesse nel panorama dell’architettura contemporanea si collocano le facciate ventilate realizzate in gres porcellanato.

L’impiego di grandi lastre leggere, unite a un’elevata resistenza agli agenti atmosferici, ha contribuito a fare della ceramica un elemento chiave dell’involucro edilizio attuale. Questi sistemi di rivestimento migliorano in modo significativo le prestazioni termoigrometriche e acustiche dell’edificio, con un conseguente contenimento dei consumi energetici e un incremento della durabilità complessiva delle strutture.

Al tempo stesso, la facciata ventilata offre un’ampia libertà progettuale: superfici materiche, finiture effetto pietra, cemento, metallo o marmo permettono ai progettisti di sviluppare linguaggi architettonici differenti e perfettamente in linea con le tendenze contemporanee.

La svolta dei grandi formati

L’evoluzione verso formati sempre più grandi ha inoltre ridefinito il ruolo della ceramica, che viene oggi interpretata non più soltanto come materiale di rivestimento, ma come una vera e propria “pelle architettonica” capace di connotare l’identità dell’edificio.

Le grandi lastre in gres porcellanato nascono da un’evoluzione relativamente recente del mondo ceramico, spinta dal desiderio di superare il concetto tradizionale di “piastrella” per avvicinarsi sempre più a quello di superficie continua. La loro storia si intreccia con i progressi tecnologici degli ultimi vent’anni: presse sempre più potenti, sistemi di sinterizzazione avanzati e un controllo quasi millimetrico delle materie prime hanno reso possibile ciò che prima era impensabile, lastre leggere ma enormi, capaci di riprodurre marmo, pietra, cemento o tessuti con un realismo sorprendente.

Il loro fascino sta proprio in questa ambizione di continuità visiva. Dove prima si leggeva una griglia di fughe, oggi si apre una superficie quasi ininterrotta, che cambia il modo di percepire gli spazi. Le grandi lastre non sono solo un materiale, ma un linguaggio progettuale: permettono a pareti e pavimenti di dialogare senza interruzioni, dando agli ambienti un senso di respiro e di coerenza architettonica.

Dal punto di vista tecnico, il gres in grande formato unisce resistenza e sottigliezza in un equilibrio particolare. È duro, impermeabile, stabile agli sbalzi termici, ma al tempo stesso può raggiungere spessori ridotti che ne facilitano l’utilizzo anche in ambiti di ristrutturazione o rivestimento su superfici esistenti. Questa dualità (robustezza e leggerezza) è uno dei motivi per cui è diventato così centrale nell’interior design contemporaneo.

C’è anche una dimensione estetica quasi “architettonica” nel suo utilizzo: le venature del materiale, non interrotte dalle fughe, scorrono come se fossero parte di un unico blocco naturale estratto e ricomposto nello spazio domestico. È qui che il gres in grande formato smette di essere semplicemente una finitura e diventa una vera e propria pelle degli ambienti, capace di definire atmosfera e identità.

Caso di studio – architetture avveniristiche

La Wasl Tower ridefinisce il concetto di facciata ventilata trasformandola da semplice involucro tecnico a protagonista architettonico. Nel cuore di Dubai, accanto al Burj Khalifa, il grattacielo alto 302 metri progettato da UNStudio con Werner Sobek utilizza una pelle ceramica in terracotta che avvolge l’edificio come un velo dinamico, capace di proteggere, respirare e cambiare aspetto durante il giorno.

Wasl Tower a Dubai

Migliaia di pinne verticali schermano il sole, catturano il vento e creano una camera ventilata tra rivestimento e facciata continua, riducendo il carico termico e migliorando il comfort interno attraverso strategie passive di raffrescamento. La facciata non è solo prestazione energetica, ma racconto materico.

La terracotta, materiale tradizionale della cultura mediorientale, viene reinterpretata in chiave contemporanea per l’alta quota: superfici smaltate metalliche riflettono luce e atmosfera, mentre la modellazione parametrica definisce un sistema tridimensionale capace di adattarsi all’orientamento solare e alle condizioni climatiche estreme del deserto. Di giorno la torre filtra luce e calore, di notte si trasforma in una lanterna urbana grazie a un sistema luminoso integrato che anima il rivestimento con variazioni di intensità e colore.

Facciata della Wasl Tower a Dubai
Un particolare della facciata

La Wasl Tower dimostra come le facciate ventilate possano diventare infrastrutture climatiche attive, unendo sostenibilità, identità estetica e innovazione costruttiva. Non più semplice pelle edilizia, ma organismo performante che dialoga con il clima, riduce i consumi energetici e costruisce una nuova immagine del grattacielo sostenibile contemporaneo.

La progettazione e costruzione della Wasl Tower incorporano una serie di innovazioni volte a migliorare l’efficienza e ridurre l’impatto ambientale. Le pinne ceramiche della facciata riducono il guadagno termico solare e la domanda di raffrescamento.

Ceramica fotocatalitica: superfici che purificano l’aria

Tra le innovazioni più significative emerge la ceramica fotocatalitica, capace di contribuire attivamente alla qualità ambientale urbana. Attraverso trattamenti superficiali a base di biossido di titanio, queste superfici riescono a decomporre agenti inquinanti, batteri e sostanze organiche quando vengono esposte alla luce.

Le applicazioni sono molteplici: facciate esterne, pavimentazioni urbane, tunnel, stazioni e spazi pubblici ad alta frequentazione. Oltre alla funzione autopulente, queste superfici riducono la manutenzione e migliorano la durabilità estetica degli edifici.

In un contesto urbano sempre più attento alla salubrità degli spazi, la ceramica assume quindi un ruolo attivo e non più solamente decorativo.

Ceramica acustica e metamateriali

Tra le applicazioni più innovative emergono le schermature acustiche, sviluppate grazie a studi sui metamateriali.

La loro particolare configurazione, composta da cavità risonanti di diverse dimensioni, permette di assorbire e attenuare il rumore prodotto dagli impatti, migliorando il comfort sonoro negli ambienti abitati.

Questa tecnologia risulta particolarmente efficace nelle aree urbane ad alta densità, dove la riduzione dell’inquinamento acustico è diventata un tema centrale nella progettazione contemporanea.

Dalla superficie all’infrastruttura tecnologica

La direzione più innovativa della ricerca riguarda l’integrazione di tecnologie avanzate direttamente nel materiale ceramico: sensori, superfici intelligenti, componenti fotovoltaici e sistemi per il monitoraggio energetico.

In questo scenario, la ceramica si trasforma da semplice materiale di rivestimento a piattaforma tecnologica multifunzionale. È un cambiamento che coinvolge non solo il design, ma anche il modo stesso di concepire gli spazi: più connessi, sostenibili e capaci di dialogare con l’ambiente circostante. Il futuro che si prospetta per Milano non è più legato soltanto alla tradizione manifatturiera, ma a una visione in cui materia, innovazione e sostenibilità si fondono armoniosamente.

Superfici per l’architettura

La ceramica oggi supera il semplice ruolo di rivestimento per diventare elemento progettuale, superficie tecnologica e linguaggio espressivo dell’architettura. Nuove texture, grandi formati, finiture materiche e applicazioni tridimensionali trasformano questo materiale in uno strumento versatile, capace di dialogare con luce, spazio e sostenibilità.

Le aziende del settore propongono collezioni innovative che uniscono ricerca estetica e performance tecniche: superfici ultrasottili, effetti naturali ispirati a pietra e metalli ossidati, soluzioni per facciate ventilate e applicazioni indoor/outdoor sempre più integrate. La ceramica è, così, protagonista di progetti contemporanei, offrendo agli architetti libertà compositiva, durabilità e nuove possibilità sensoriali.

1° Premio Grand Prix 2022/2024, concorso internazionale di architettura promosso da Casalgrande Padana: Grandi Superfici LAMBERTUCCI FILIPPO, Grimaldi Andrea, Stazione Metro Colosseo a Roma
1°Premio Grand Prix 2022/2024, concorso internazionale di architettura promosso da Casalgrande Padana: Andrea Grimaldi, Filippo Lambertucci, Dipartimento Architettura e Progetto Università La Sapienza. Allestimento interni della Stazione Metro Colosseo, Fori Imperiali, Linea C (Roma).

FAQ Ceramica ed edilizia

In che modo la ceramica sta cambiando il settore dell’architettura contemporanea?

La ceramica non è più soltanto un materiale da rivestimento, ma una vera e propria superficie architettonica avanzata. Grazie ai grandi formati, agli spessori ridotti e alle nuove tecnologie produttive, oggi viene utilizzata per facciate ventilate, arredo urbano, involucri edilizi e progetti di interior design ad alte prestazioni.

Quali vantaggi offrono le grandi lastre in gres porcellanato?

Le grandi lastre permettono di creare superfici continue con poche fughe, migliorando l’estetica degli ambienti e ampliando la percezione dello spazio. Inoltre combinano resistenza, impermeabilità e leggerezza, risultando ideali sia per nuove costruzioni sia per interventi di riqualificazione.

La ceramica è davvero un materiale sostenibile?

Sì, soprattutto considerando il ciclo di vita del prodotto. Sebbene la produzione richieda elevate temperature di cottura, la ceramica garantisce una durabilità molto lunga, fino a circa 50 anni, riducendo la necessità di sostituzioni frequenti. Inoltre è un materiale inerte, resistente e facilmente manutenibile. 

Quali sono le applicazioni più innovative della ceramica oggi?

Tra le applicazioni più avanzate ci sono le facciate ventilate, la ceramica fotocatalitica che contribuisce a purificare l’aria, le superfici acustiche basate su metamateriali e l’integrazione di tecnologie intelligenti come sensori, sistemi radianti e componenti fotovoltaici.

Come viene utilizzata la stampa 3D nella ceramica per l’architettura?

La stampa 3D consente di realizzare elementi ceramici personalizzati, geometrie complesse e superfici decorative innovative. Questa tecnologia trova applicazione in facciate, schermature solari, pannelli acustici e progetti sperimentali che uniscono artigianato, robotica e progettazione parametrica.


16/02/2021

Ceramica: vantaggi e costi

I materiali ceramici vengono realizzati mediante la cottura dell’argilla e trovano ampio spazio nel settore edile. Dai laterizi, ai rivestimenti per interni, ecco le tipologie e i vantaggi di questi materiali.

A cura di: Arch. Gaia Mussi

Ceramica in edilizia: vantaggi e costi

Indice degli argomenti:

La ceramica è un materiale molto utilizzato per i rivestimenti in edilizia, trovando ampie applicazioni anche in altri settori.

Si tratta di un materiale inorganico ottenuto da diversi altri materiali, come l’argilla e il quarzo, che viene lavorato a freddo e poi consolidato tramite un processo di cottura. La ceramica viene lavorata da moltissimi secoli e utilizzata per la produzione di manufatti e suppellettili di varia natura.

I tanti usi della ceramica

Chiaramente con il passare del tempo, si sono introdotte numerose migliorie alle tecniche di produzione e lavorazione, oltre che di decorazione. La ceramica deriva dalla cottura delle argille e il ciclo produttivo cambia a seconda del prodotto finale che si vuole ottenere. Sono proprio la varietà e al versatilità dei materiali ceramici ad averli resi tanto apprezzati in edilizia.

Ceramica: tipologie ed uso in edilizia

Con il termine ceramica, in realtà, si intende una famiglia di differenti prodotti, che si distinguono per la composizione e le caratteristiche dell’impasto. Ad esempio, la presenza degli ossidi cromofori può determinare diverse colorazioni, mentre la compattezza della pasta può incidere sull’impermeabilità e sulla resistenza finali. Per questo si distinguono le ceramiche a pasta compatta, di cui fanno parte i gres e le porcellane, dalle ceramiche a pasta porosa, come le maioliche e la terracotta. In sostanza, pur partendo dagli stessi “ingredienti” si possono ottenere prodotti anche molto diversi da loro, con proprietà e finalità di utilizzo differenti.

I prodotti ceramici utilizzati in edilizia sono molti, sia per la realizzazione di rivestimenti e finiture, che per elementi strutturali. Ad esempio, anche i laterizi sono materiali ceramici: per la precisione si parla di terracotta, dove è l’ossido di ferro a dare il tipico colore rosso.

Anche il cotto è un materiale utilizzato in edilizia e viene realizzato cuocendo l’argilla. Oltre alle ceramiche strutturali, ci sono poi quelle da rivestimento, che generalmente compongono le piastrelle per pavimenti e facciate.

Ceramica: tipologie ed uso in edilizia

A loro volta, i rivestimenti per pavimenti e pareti possono essere realizzati con diverse tipologie di ceramica, distinguendo tra prodotti non smaltati, in monocottura, in bicottura o in cotto forte. È così che si ottengono i vari prodotti presenti sul mercato come il cotto, la maiolica e il grès; che si distinguono per forme, finiture, colori, caratteristiche e prestazioni.

Per orientarsi in un mercato tanto vasto, ci sono apposite norme tecniche, come la UNI EN ISO 10545 che definisce caratteristiche, controlli e definizioni per le piastrelle ceramiche o la ISO 13006 che ne determina la classificazione.

I vantaggi della ceramica

Il principale vantaggio offerto dai materiali ceramici è sicuramente la varietà di soluzioni che possono essere realizzate, con prestazioni ed aspetto estetico in grado di soddisfare tutte le esigenze.

Ciascun prodotto, poi, offre ulteriori e propri vantaggi. I rivestimenti e i pavimenti ceramici, ad esempio, sono in generale molto resistenti e durano nel tempo.

La ceramica è anche salubre e igienica, in quanto non contiene alcun tipo di sostanza tossica e può essere pulita molto facilmente. I rivestimenti ceramici, infatti, resistono anche alle macchie e possono essere puliti con acqua e un semplice detergente.

I vantaggi della ceramica

Il gres porcellanato poi, è ancora più resistente e impermeabile. Non vanno trascurate anche le proprietà che rendono i rivestimenti ceramici sicuri, in quanto resistenti al fuoco, ma anche al gelo. Infine, la ceramica è molto apprezzata perché permette di realizzare prodotti dall’aspetto molto differente, con colori, texture e decorazioni che possono essere adatte a qualsiasi tipo di ambiente. È proprio la facilità di lavorazione della ceramica che permette di ottenere risultati così variegati e adattabili alle differenti necessità.

Quanto costa la ceramica

Stabilire un costo indicativo e generico per i materiali ceramici è impossibile e, in effetti, poco sensato, proprio per la varietà dei prodotti disponibili. I materiali ceramici sono tanti e soprattutto utilizzati in modi e ambiti molto differenti tra loro.

Anche scegliendo uno specifico ambito di applicazione, però, vi sono possibili differenze, che dipendono dal materiale usato.

I pavimenti in ceramica, ad esempio, possono avere un costo che varia dai 10 ai 50 euro al m2, sulla base della tipologia di materiale utilizzato, ma anche della finitura e della lavorazione richiesta. Questo significa che un gres porcellanato con effetto legno, sempre più apprezzato nel mondo degli interni, costerà di più di una piastrella ceramica bicottura, ma anche di un altro prodotto in gres porcellanato semplice.

Artico9lo aggiornato – Prima pubblicazione febbraio 2021

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