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Realizzare un nuovo tetto o ristrutturare quello esistente: materiali, tecnologie e detrazioni fiscali

Realizzare un nuovo tetto, o ristrutturare l’esistente, in tutto o in parte, è una scelta che può dipendere da diversi fattori. I due interventi si distinguono per entità, costi e tempi, pertanto è sempre opportuno rivolgersi a un tecnico qualificato e porre la giusta attenzione alla scelta di tecnologie, materiali e soluzioni, soprattutto vista l’importanza della copertura sia per l’edificio, che per le persone che lo vivono.

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Realizzare un nuovo tetto o ristrutturare quello esistente: materiali, tecnologie e detrazioni fiscali

Il tetto è uno degli elementi più importanti dell’edificio e protegge l’interno dagli agenti atmosferici, assicurando comfort e benessere. Un tetto può essere ventilato, non ventilato, realizzato in legno o in cemento, essere isolato con materiali diversi o anche essere ricoperto di vegetazione. A seconda della tipologia, dei materiali, della forma e dell’isolante, cambieranno le prestazioni assicurate.

Le coperture degli edifici devono essere progettate e realizzate in modo da resistere alle sollecitazioni esterne, come quella del vento o del carico della neve. La copertura deve quindi svolgere diverse funzionalità ed avere adeguate caratteristiche in relazione al potere isolante, all’impermeabilità, alla resistenza meccanica e all’aspetto estetico che si vuole ottenere.

Con il tempo pioggia, vento, neve e sbalzi di temperatura possono deteriorare la copertura, rendendo necessari interventi di manutenzione o il rifacimento del tetto. Tutti i materiali edilizi, infatti, sono soggetti a usura e devono essere controllati periodicamente per intervenire tempestivamente in caso di problemi.

La scelta tra realizzare un nuovo tetto o ristrutturare quello esistente dipende da diversi fattori, come lo stato della struttura, le condizioni dei materiali e il budget disponibile, ed è sempre consigliabile affidarsi a tecnici qualificati.

Come realizzare un tetto passo dopo passo: gli elementi principali della copertura

Quando si deve realizzare una nuova copertura il primo passo è quello di valutare la struttura più idonea per l’edificio. La struttura portante ha il computo di reggere l’intero pacchetto di copertura e può distinguersi per geometria e tecnologia (che variano anche in base al fatto che il tetto sia piano o a falda) e materiali (legno, calcestruzzo e acciaio principalmente).

Come realizzare un tetto passo dopo passo: gli elementi principali della copertura

Il dimensionamento deve essere effettuato in modo attento dallo strutturista, anche in base a tutti gli altri elementi che lo compongono, oltre al fatto che i carichi da considerare possono variare molto nel caso di un tetto piano, soprattutto se praticabile. All’orditura principale, se ne affianca una secondaria, che sorregge a sua volta strati quali l’impermeabilizzazione e l’isolante termico. La posa dei differenti componenti, come anticipato, varia molto a seconda della soluzione tecnica scelta dai progettisti. Nel caso dei tetti piani potrebbero esserci ulteriori elementi significativi se si opta per una copertura verde, che richiede anche uno strato drenante e del terriccio per ospitare la vegetazione.

Infine, tutte le coperture hanno un elemento di finitura, che sormonta l’intero pacchetto e riveste il tetto. Tra le soluzioni più diffuse ci sono ancora le tegole e i coppi per le coperture a falda. Non sono da sottovalutare nemmeno tutti i componenti accessori, come il sistema per lo smaltimento delle acque meteoriche, generalmente costituito da grondaie e pluviali.

In ogni caso, la costruzione di un nuovo tetto è un intervento che richiede specifiche autorizzazioni e deve essere redatto un progetto da un tecnico abilitato. La costruzione vera e propria viene fatta da aziende specializzate, secondo le fasi richieste dalla tecnologia utilizzata.

Differenze tra tetto a falde e tetto piano

Un aspetto importante da prendere in considerazione per realizzare il tetto è proprio la sua forma.

Il tetto a falde si compone di piani inclinati, con una pendenza variabile, che rende adeguato a diversi climi: quando pioggia e neve sono abbondanti, l’inclinazione delle falde aumenta, per far defluire facilmente l’acqua. Un particolare tipo di tetto a falda è il tetto a padiglione, costituito da più falde inclinate che ricoprono l’intero edificio, in cui l’acqua defluisce su tutti i lati del tetto. Se le falde sono solo due, invece, si parla di tetto a capanna.

L’alternativa è realizzare il tetto piano, che anche se ha una storia antica, viene spesso collegato al Movimento Moderno che ha caratterizzato l’architettura del secolo scorso. In molti casi si sceglie di realizzare un tetto piano per “regalare” all’edificio un piano in più, una vera e propria terrazza. Ovviamente, per quanto detto prima sulla pendenza delle falde, si tratta di una soluzione sconsigliata nelle località con clima rigido in inverno. Infatti, anche se tutti i tetti piani sono realizzati con una pendenza minima per lo smaltimento dell’acqua piovana, diventa complicato far defluire quantità importanti. Inoltre, il peso della neve graverebbe notevolmente sulla struttura. 

I tetti piani possono essere anche non praticabili, per quanto siano sempre accessibili agli addetti ai lavori in caso di manutenzione. La scelta della forma del tetto, se sono rispettati i principali requisiti funzionali e se si è considerato il vincolo del clima locale, può dipendere anche dal gusto della committenza.

Tetto ventilato vs non ventilato

Un’altra importante differenziazione, quando si parla di copertura, è la presenza di un’intercapedine d’aria nel pacchetto tecnologico che compone il tetto. Si parla infatti di tetto ventilato quando la copertura prevede che tra il manto di finitura e la struttura sottostante vi sia un’intercapedine, che ha la funzione di garantire il passaggio di aria, con importanti benefici in termini energetici e di riduzione dell’umidità.

Nella progettazione e nel rifacimento delle coperture a falda, la ventilazione del sottomanto determina la durabilità del rivestimento nel tempo, la resistenza all’accumulo di vapore acqueo e, nel periodo estivo, il controllo del surriscaldamento e il conseguente benessere abitativo. I vantaggi della microventilazione sono ormai consolidati sia dall’esperienza applicativa che dalle verifiche di laboratorio, e trovano riscontro nelle principali normative di riferimento del settore — dalla tedesca DIN 4108-3:2001 alla italiana UNI 9460:2008.

Isotec XL di Brianza Plastica è un sistema di isolamento termico in poliuretano espanso rigido autoestinguente ad elevate prestazioni
Il Sistema di isolamento ventilato Isotec XL di Brianza Plastica

Isotec XL, il pannello isolante di Brianza Plastica realizzato in schiuma poliuretanica espansa rigida, garantisce un’elevata resistenza termica abbinata a un sistema di ventilazione particolarmente efficiente. Il pannello è dotato di correntino integrato in acciaio con rivestimento in lega di alluminio-zinco, di altezza 4 cm, con profilo a sezione scatolare che assicura una ventilazione pari a oltre 200 cm²/m di sezione d’aria nelle linee di gronda, valore superiore a quello ottenibile con i sistemi di microventilazione tradizionali, e sufficiente a garantire un flusso convettivo continuo dalla gronda al colmo anche nelle condizioni climatiche più critiche.

Isotec XL di Brianza Plastica è un sistema di isolamento termico in poliuretano espanso rigido autoestinguente ad elevate prestazioni
La presenza del correntino già integrato nel pannello rappresenta inoltre un vantaggio operativo perché  elimina la necessità di posare separatamente il listello di ventilazione, riducendo i tempi di cantiere e semplificando le fasi di installazione. Il profilo scatolare è progettato anche per trattenere efficacemente le tegole in posizione, garantendo la massima pedonabilità della falda anche in presenza di pendenze elevate — una caratteristica rilevante sia in fase di posa che nelle successive operazioni di manutenzione della copertura. 

Il tetto ventilato è una tipologia di copertura che si è diffusa negli ultimi decenni, andando man mano a sostituire i tetti non ventilati nei nuovi edifici o nelle ristrutturazioni. La circolazione dell’aria è dovuta alle differenze di temperatura tra interno (camera d’aria) ed esterno. D’estate, i moti convettivi si innescano in modo naturale nell’intercapedine rimuovendo  l’aria calda, che altrimenti attraverserebbe gli strati sottostanti del tetto, fino all’interno dell’edificio. Nel periodo invernale, la ventilazione contribuisce all’eliminazione dell’umidità, evitando formazione di muffe e condense all’interno del pacchetto tetto.

Manutenzione del tetto: perché farla e come procedere

Il tetto svolge funzioni fondamentali per la protezione e il benessere dell’abitazione, per questo la sua manutenzione è essenziale per garantirne l’efficienza e la sicurezza nel tempo.

Una manutenzione insufficiente può compromettere la capacità della copertura di proteggere dagli agenti atmosferici e causare infiltrazioni, danni strutturali e formazione di muffe.

Manutenzione del tetto: perché farla e come procedere

Inoltre, il tetto dovrebbe essere adeguatamente isolato per evitare dispersioni di calore, che aumentano i consumi energetici e riducono il comfort interno. In molti edifici più datati, infatti, lo strato isolante non era previsto e può rendersi necessario un intervento per migliorare le prestazioni della copertura.

Prima di qualsiasi lavoro è comunque fondamentale verificare lo stato di conservazione di tutti gli elementi del tetto, dalla struttura alle finiture, così da individuare eventuali criticità e definire gli interventi più adatti.

Come valutare lo stato del tetto prima della ristrutturazione

Non sempre è facile capire quando è arrivato il momento di intervenire sul tetto e in che modo farlo. Tuttavia, esistono alcuni segnali evidenti che indicano la necessità di andare oltre una semplice manutenzione ordinaria, effettuando una ristrutturazione o un rifacimento completo.

Uno dei più comuni è la presenza di infiltrazioni d’acqua, che si presentano con macchie di umidità sul soffitto, gocciolamenti o muffe. I problemi possono dipendere sia dallo strato di copertura che dall’impermeabilizzazione. Un altro campanello d’allarme riguarda lo stato delle tegole o dei coppi.

Coppi tetto rovinati

Se ci sono molti elementi rotti, spostati o deteriorati, la protezione del tetto potrebbe non essere più efficace. Anche la struttura portante può mostrare segni di cedimento nel tempo, ad esempio la presenza di travi in legno danneggiate, deformazioni o avvallamenti della copertura sono indice di intervento necessario.

Al di là della criticità che si ipotizza, è necessario richiedere una valutazione a un tecnico competente, che farà un controllo visivo e, se opportuno, anche strumentale, ad esempio ricorrendo a soluzioni quali le termocamere.

Qual è la differenza tra rifacimento tetto e ristrutturazione del tetto

La principale differenza tra rifacimento del tetto e ristrutturazione dello stesso sta proprio nell’entità dell’intervento che si decide di effettuare. Il rifacimento del tetto è un intervento radicale, che prevede la rimozione quasi completa della copertura esistente e la ricostruzione degli strati principali. Si tratta di un lavoro più complesso e costoso, con un tempo di esecuzione maggiore.

Qual è la differenza tra rifacimento tetto e ristrutturazione del tetto

La ristrutturazione del tetto, invece, può includere interventi minori, generalmente molto mirati, con l’obiettivo di riparare o migliorare la copertura esistente senza sostituirla completamente. Ad esempio, si possono sostituire i manti di copertura, rifare gli strati di impermeabilizzazione o isolamento, mantenendo la struttura principale.

Di conseguenza, la ristrutturazione è generalmente più veloce ed economica, ma ha un impatto meno profondo rispetto al rifacimento completo della copertura.

Quando rifare completamente il tetto

Il rifacimento completo del tetto è necessario quando la copertura presenta problemi strutturali o un livello di deterioramento tale da non poter essere risolto con semplici interventi di manutenzione o ristrutturazione.

Inoltre, in molti edifici datati il tetto può non risultare adeguato in termini di isolamento termico o impermeabilizzazione e, in occasione della ristrutturazione dell’edificio, si opta per un completo rifacimento.

Isolamento termico del tetto per migliorarne le prestazioni energetiche

Rifare il tetto può essere una scelta strategica quando si vogliono migliorare significativamente le prestazioni energetiche dell’abitazione, installare un isolamento più efficiente o integrare nuovi sistemi come tetti ventilati o impianti fotovoltaici. In questi casi, intervenire in modo radicale permette di rinnovare completamente la copertura e garantire maggiore sicurezza, durata nel tempo e comfort abitativo.

È possibile ristrutturare un tetto senza rimuovere la copertura esistente e mantenendo la struttura esistente?

È possibile ristrutturare un tetto senza rimuovere completamente la copertura esistente e mantenendo la struttura portante, ma questa soluzione è praticabile solo quando il tetto si trova ancora in buone condizioni dal punto di vista strutturale.

In questi casi, infatti, si parla di ristrutturazioni parziali, ad esempio finalizzate a migliorare le prestazioni energetiche o a sostituire solo alcuni elementi deteriorati.

La struttura portante del tetto, come travi e orditura, viene mantenuta e verificata, mentre al di sopra si possono aggiungere nuovi strati funzionali o sostituirne di esistenti. Tra questi rientrano generalmente materiali isolanti, membrane impermeabilizzanti e un nuovo manto di copertura. Anche il manto di copertura, se ben messo, può essere rimosso e riposizionato successivamente, a fine lavori. Questo tipo di intervento presenta diversi vantaggi, quali tempi di lavoro più brevi e costi inferiori rispetto al rifacimento totale.

I migliori materiali per un nuovo tetto

La scelta dei materiali per il rifacimento del tetto influisce sia sulle prestazioni, che sull’estetica della copertura che si andrà a realizzare.

I migliori materiali per un nuovo tetto

In generale, tra i materiali più diffusi per il manto di copertura ci sono sicuramente le tegole e i coppi in laterizio, propri anche della tradizione edile italiana, perché offrono una buona resistenza agli agenti atmosferici e una lunga durata nel tempo. Sempre più spesso, nelle architetture moderne, si opta per coperture metalliche, non necessariamente industriali, ma sempre molto leggere, eleganti e durevoli nel tempo.

Per quanto riguarda lo strato isolante, nel caso di un nuovo tetto si opterà per pannelli performanti, da posizionare nelle falde. In caso di manutenzione, se si vogliono migliorare le prestazioni energetiche senza toccare la stratigrafia esistente è possibile posizionare l’isolante anche all’interno o in corrispondenza dell’ultimo solaio. La scelta dipende anche dalla necessità o meno di ricavare un sottotetto abitabile. Tra i materiali più utilizzati ci sono la lana di roccia, la lana di vetro, la fibra di legno, il sughero, la cellulosa o soluzioni sintetiche come il poliuretano espanso.

Infine, per la struttura sono molto apprezzati i tetti in legno, che piacciono per l’estetica e per le proprietà isolanti naturali del materiale.

Il rifacimento della copertura come parte di restauro: zinco titanio VMZINC per il Forte Albertino di Vinadio 

 Il recupero del Forte Albertino di Vinadio — imponente opera militare ottocentesca che si estende per circa 1.200 metri lungo la valle Stura, in provincia di Cuneo — rappresenta un caso esemplare di come il rifacimento di una copertura possa diventare un intervento di progettazione capace di coniugare istanze conservative, scelte materiche innovative e rispetto del paesaggio.

Zinco titanio VM ZINC per il tetto di Forte Albertino di Vinadio
Nel 2016 il Comune di Vinadio, 653 abitanti, ha deciso di farsi carico del destino del Forte, monumento simbolo del territorio ma lasciato in stato di abbandono dopo la fine del secondo conflitto mondiale. La ex Caserma Carlo Alberto aveva subito demolizioni parziali e spoliazioni.

Il gruppo di progettazione ha scelto di lavorare sulle discontinuità, sulle ferite dei bombardamenti e sulle successive riscritture, perseguendo nella macro-scala la discrezione architettonica: riproporre lo schema strutturale originario, ma con un materiale capace di dialogare con il paesaggio montano senza imitarlo passivamente. La scelta, autorizzata dalla Soprintendenza, è caduta sullo zinco titanio VMZINC nella finitura QUARTZ-ZINC, grigio quarzo, applicato con il sistema a doppia aggraffatura.

La doppia aggraffatura è una tecnica di posa che unisce le lastre metalliche lungo i bordi longitudinali e trasversali senza forature, garantendo tenuta all’acqua, adattabilità alle dilatazioni termiche e lunga durata nel tempo, con un risultato estetico pulito e continuo particolarmente adatto a contesti architettonici sensibili.
Lo zinco titanio, materiale a base di zinco con aggiunta di titanio e rame, si distingue per l’elevata resistenza alla corrosione, il comportamento autopatinable — sviluppa nel tempo una patina protettiva naturale — e le ridotte esigenze manutentive, caratteristiche che lo rendono idoneo sia per interventi sul patrimonio storico che per nuove costruzioni in contesto alpino.
Nella micro-scala del progetto, dove la leggibilità storica era ancora buona, gli interventi si sono limitati a operazioni di pulitura e consolidamento. Dove invece il tempo e l’uomo avevano lasciato il segno in modo più incisivo, la fragilità è stata accettata e raccontata attraverso elementi evocativi, tra cui una vetrata che reinterpreta il rapporto tra interno e paesaggio.

Fotovoltaico in copertura piana e isolamento non combustibile: la scelta del materiale può determinare il rischio incendio 

Con la progressiva diffusione degli impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici, la scelta dell’isolante in copertura piana non è più soltanto una questione di performance termica o di trasmittanza, ma anche – e forse soprattutto – di sicurezza e protezione antincendio.

Prima di procedere all’installazione di un impianto fotovoltaico su una copertura piana, è necessario porsi alcune domande: il tetto è strutturalmente idoneo a sostenere il peso e le sollecitazioni dei pannelli? I materiali utilizzati sono sicuri e non combustibili? Le principali compagnie assicurative internazionali raccomandano oggi di impiegare esclusivamente materiali isolanti incombustibili al di sotto delle installazioni fotovoltaiche, per ridurre il rischio e proteggere persone e patrimonio.

Perché l’isolante è il fattore determinante

Un impianto fotovoltaico installato su un tetto piano non è un elemento neutro rispetto al rischio incendio. In caso di innesco, le fiamme vengono deviate al di sotto dei pannelli, restituendo calore alla superficie del tetto. Se l’isolante è combustibile, alimenterà questa propagazione; se è incombustibile, la conterrà.

La ricerca scientifica dello Slovenian National Building and Civil Engineering Institute (ZAG) conferma che la natura dell’isolante è il fattore su cui progettisti e costruttori possono intervenire con maggiore efficacia per prevenire la diffusione del fuoco.

Le soluzioni ROCKWOOL per coperture piane con fotovoltaico

In risposta a questi requisiti, la lana di roccia è la scelta ideale per le coperture piane con fotovoltaico.

La lana di roccia è incombustibile e resiste a temperature superiori a 1.000° C; è durevole e mantiene le sue prestazioni antincendio per tutta la sua vita utile. Non alimenta o propaga l’incendio, né contribuisce all’emissione di significative quantità di fumo tossico.

Rockwool ha sviluppato una gamma di soluzioni isolanti specificamente pensate per coperture piane con installazione fotovoltaica

Dal punto di vista meccanico, offre eccellenti prestazioni: è calpestabile durante l’installazione e la manutenzione, resiste ai carichi dei pannelli e agli agenti atmosferici (vento, neve), ed è disponibile in soluzioni a doppia densità che distribuiscono i carichi concentrati su una superficie più ampia, riducendo le sollecitazioni locali.

Conformità normativa italiana

In Italia, il Codice di Prevenzione Incendi (DM 03/08/2015), Capitolo V.13, impone per gli edifici di tipo SB fasce di separazione in classe BROOF(t2/t3/t4) o EI30 di almeno 1 metro in corrispondenza degli impianti FV; per gli edifici SC il requisito si estende all’intera copertura. La Linea Guida DCPREV prot. n. 14030 del 01/09/2025 considera rispettata la condizione di non aggravamento del rischio quando i moduli FV sono installati su strutture incombustibili (Euroclasse A1) oppure su un pacchetto EI30 con almeno uno strato incombustibile, esteso per almeno 2 metri oltre il perimetro dei moduli in ogni direzione.

Le soluzioni ROCKWOOL per coperture piane con fotovoltaico

ROCKWOOL ha sviluppato una gamma di soluzioni isolanti specificamente progettate per coperture piane con installazione fotovoltaica. Le prestazioni antincendio sono documentate in un Fascicolo Tecnico che valuta la compartimentazione EI30 ottenibile con strati di lana di roccia posati a partire da uno spessore di 100 mm in configurazione singola o doppia, garantendo il pieno rispetto dei requisiti normativi vigenti. 

Rockwool ha sviluppato una gamma di soluzioni isolanti specificamente pensate per coperture piane con installazione fotovoltaica

La gamma comprende prodotti in Euroclasse A1 e con resistenza a compressione di 70 kPa, differenziati per resistenza al carico puntuale:

Hardrock 1000 è il pannello rigido a doppia densità specificatamente raccomandato per coperture con installazione FV: carico puntuale Fp ≥ 1000 N, conduttività termica dichiarata λD = 0,039 W/m·K, spessori da 50 a 160 mm, disponibile nei formati 1200×600 mm e 2000×1200 mm. È provvisto di marcatura CE, certificato EUCEB, EPD registrata nell’International EPD® System e marchio FM APPROVED per Approval Standard 4470.

Flatrock 70 Plus, anch’esso a doppia densità, coniuga prestazioni termiche ed elevate proprietà meccaniche (Fp ≥ 750 N, λD = 0,038 W/m·K, spessori da 50 a 160 mm) ed è disponibile con prove di isolamento acustico di laboratorio e marchio Keymark.

Rockacier C Nu Energy è il pannello ad alta densità con Fp ≥ 500 N e λD = 0,038 W/m·K, disponibile in spessori da 80 a 200 mm, indicato per applicazioni a tetto caldo con membrana sintetica o bituminosa.

Tutti i prodotti presentano permeabilità al vapore μ = 1 — che consente di realizzare pacchetti di chiusura traspiranti — e sono conformi ai CAM, requisito rilevante per gli appalti pubblici. La scelta del prodotto deve essere effettuata dal progettista in funzione del sistema di fissaggio, dell’analisi dei carichi e delle verifiche secondo NTC 2018. I pannelli sono inoltre dimensionati per resistere ai carichi di esercizio connessi alla manutenzione periodica degli impianti FV, garantendo calpestabilità ottimale sia in fase di installazione che nelle successive operazioni di ispezione.I pannelli sono dimensionati per resistere ai carichi di esercizio connessi alla manutenzione periodica degli impianti FV, garantendo calpestabilità ottimale sia in fase di installazione che nelle successive operazioni di ispezione.

Fotovoltaico integrato nel manto di copertura

Se la sicurezza antincendio riguarda prevalentemente la copertura piana, l’integrazione del fotovoltaico nel tetto a falda pone sfide di natura diversa, che riguardano l’estetica, la compatibilità con il manto esistente, la tenuta all’acqua e la durabilità nel tempo.

Fotovoltaico nelle tegole di copertura

wienerberger, fornitore internazionale leader di soluzioni per l’involucro edilizio, propone il fotovoltaico come componente architettonico e funzionale integrato nel sistema di copertura.
I sistemi ON-Roof prevedono l’installazione dei moduli FV sopra il manto di copertura esistente, senza sostituirlo. 

Fotovoltaico su tetto: sistemi ON-Roof di Wienewrrberger

SUNMARCO è il kit completo progettato per adattarsi ai diversi profili di tegole e coppi in commercio: consente di installare i moduli senza tagli né forature, preservando la continuità del manto e riducendo al minimo il rischio di infiltrazioni. L’intervento richiede la rimozione di un numero limitato di elementi e permette un rapido ripristino della falda, con tempi di cantiere contenuti.

Fotovoltaico su tetto: il sistema Wevolt X-Roof di Wienerberger
sistema Wevolt X-Roof

Per i progetti che richiedono un’integrazione totale tra tecnologia e architettura, wienerberger sviluppa invece sistemi IN-Roof, in cui il modulo fotovoltaico sostituisce completamente il manto di copertura. Il sistema Wevolt X-Roof trasforma il tetto in una superficie continua, ventilata e ad alta resa energetica. I moduli in doppio vetro temperato e laminato garantiscono elevata resistenza agli agenti atmosferici, inclusa la grandine, e uniformità visiva.

Bonus per rifare o ristrutturare il tetto

Per rifare e ristrutturare il tetto è possibile, fino alla fine dell’anno, accedere a diversi incentivi fiscali a seconda della tipologia di intervento che si vuole eseguire. Per le manutenzioni straordinarie si può richiedere il Bonus Ristrutturazioni, mentre per la riqualificazione energetica si valuta l’Ecobonus. In entrambi i casi la detrazione è pari al 50% delle spese sostenute, sottoforma di detrazione IRPEF in 10 quote annuali di uguale importo. Questo vale esclusivamente per le prime case, mentre si scende a un’aliquota del 36% per gli altri immobili.

Per ottenere l’agevolazione è necessario rispettare alcuni requisiti, tra cui l’utilizzo del bonifico parlante e la corretta documentazione dei lavori eseguiti.

FAQ Realizzare un nuovo tetto o ristrutturare quello esistente

Quanto costa realizzare un nuovo tetto rispetto alla ristrutturazione?

Realizzare un nuovo tetto comporta costi più elevati rispetto alla ristrutturazione, perché prevede la demolizione della copertura esistente e la ricostruzione completa della struttura e degli strati funzionali. La ristrutturazione, invece, interviene solo su alcune parti del tetto e risulta quindi più economica. È difficile definire costi precisi, in quanto dipende dai materiali e dalle tecnologie scelte.

Quanto dura mediamente un tetto prima di dover essere rifatto?

La durata di un tetto dipende dai materiali utilizzati e dalla manutenzione effettuata. Generalmente, può variare tra i 25 e i 50 anni. Con controlli periodici e piccoli interventi di manutenzione, la copertura può mantenere buone prestazioni anche più a lungo.

Quali sono i segnali che indicano che il tetto deve essere rifatto?

Tra i segnali più comuni che indicano la necessità di un rifacimento del tetto ci sono infiltrazioni d’acqua, macchie di umidità sul soffitto, tegole rotte e deterioramento della struttura. Anche un isolamento inefficiente o assente e deformazioni della copertura possono essere campanelli motivi importanti.

La ristrutturazione del tetto migliora l’isolamento termico?

La ristrutturazione del tetto è senza dubbio una buona occasione anche per migliorare l’isolamento termico. Sia nel caso di un tetto già isolato, che nel caso di un tetto non isolato, è possibile migliorare le prestazioni energetiche o rifacendo completamente il tetto e l’isolante o inserendo nuovo materiali coibentante.

Serve un permesso edilizio per rifare il tetto?

La necessità di un permesso edilizio non è scontata, in quanto dipende dal tipo di intervento previsto. Se si tratta di una semplice manutenzione o ristrutturazione senza modifiche strutturali o volumetriche, può essere sufficiente una CILA o una SCIA. Se il rifacimento è completo e ci sono modifiche a struttura, forma o altezza del tetto, può essere necessario un permesso di costruire.

Quali sono i materiali migliori per realizzare un tetto? 

I materiali per realizzare un tetto sono diversi a seconda dei componenti di cui si parla. Le strutture sono principalmente realizzate in calcestruzzo, laterizi o legno. I materiali isolanti possono essere naturali o sintetici, anche se quelli naturali come la fibra di legno, il sughero e la lana di roccia sono sempre più diffusi proprio perché sostenibili e meno impattanti sull’ambiente. L’isolante può essere scelto anche in base alla tipologia di posa. Infine, per il manto di copertura si possono valutare tegole in laterizio o in pietra naturale, piuttosto che pannelli coibentati o prodotti più tecnologici e innovativi, come le citate tegole fotovoltaiche. Al di là di quali siano i materiali da scegliere, comunque, i migliori sono quelli resistenti, durevoli nel tempo, sicuri per le persone e per l’ambiente.

Come ottenere le detrazioni fiscali per il rifacimento del tetto? 

Per usufruire delle detrazioni fiscali, è necessario effettuare lavori di ristrutturazione o opere che migliorino l’efficienza energetica. È fondamentale rivolgersi a un tecnico abilitato, che si dovrà occupare di redigere un progetto e impostare la pratica secondo quanto necessario per ottenere le detrazioni. Vi sono poi alcune specifiche regole da rispettare, a seconda del bonus a cui si vuole accedere, come ad esempio i bonifici parlanti per il Bonus Casa.

Per beneficiare delle detrazioni per l’efficienza energetica è necessario dimostrare il miglioramento delle prestazioni dell’edificio, intervenendo ad esempio sullo strato isolante della copertura.


Ottobre 2024

Le coperture per tetti

Coperture in metallo

Le coperture per tetti in metallo, originariamente utilizzate soprattutto nel mondo industriale, hanno ormai trovato ampia diffusione anche in contesti commerciali e residenziali.

Quando si parla di manto di copertura in metallo, in realtà, si fa riferimento ad un’intera famiglia di prodotti, realizzati con forme e materiali differenti. Ci sono elementi per le coperture per tetti in acciaio, in alluminio, in zinco, in rame e a loro volta i metalli possono essere sia utilizzati al naturale, che preverniciati.

Sistema di copertura ADEKA di VMZINC
Il sistema di copertura ADEKA di VMZINC unisce le caratteristiche dello zinco VMZINC a un design moderno e facilità di installazione. L’impermeabilità completa è garantita da una sovrapposizione di 5 cm tra gli elementi con una scanalatura nella parte superiore e un bordo nella scanalatura inferiore.

Tra le coperture per tetti più tradizionali, usate ancora in molti contesti produttivi, ci sono le lamiere grecate e i pannelli coibentati, realizzati direttamente in fabbrica. 

Pannelli copertura prefabbricati

Per quanto riguarda le coperture per tetti residenziali, invece, nella maggior parte dei casi si ricorre a pannelli prefabbricati, lastre o elementi di dimensioni ridotte (ad esempio simili ai coppi o a scandole) che vengono assemblati e montati a secco direttamente in cantiere.

I rivestimenti metallici assicurano flessibilità, buone prestazioni e una resa estetica ottima, con la possibilità di scegliere tra forme, colori e texture differenti. Inoltre, è possibile installare una copertura per tetti in metallo che richiama l’immagine del coppo tradizionale.

L’alluminio, oltre ad offrire spiccate proprietà tecniche, consente di realizzare il tetto conferendogli un alto coefficiente estetico. Inoltre, è un materiale molto resistente ma anche estremamente leggero e duttile e quindi molto versatile per diverse applicazioni in edilizia e architettura. 

Tegola per tetto: tipologie in commercio 

Una delle soluzioni più utilizzate per realizzare le coperture per tetti prevede l’installazione delle tegole portoghesi, con una parte curva e una piana che si incastrano. Possono essere realizzate in laterizio o cemento e l’applicazione su superfici in pendenza consente l’espulsione dell’acqua.

Le tegole marsigliesi non si discostano molto come prezzo, sono realizzate in laterizio e hanno una forma piana, che si contraddistingue per la presenza di solchi che facilitano il defluire dell’acqua. Leggermente più costose sono le tegole canadesi, realizzate con un composto di materiali organici e pietre naturali. Sono dette anche bituminose, perché naturalmente impermeabilizzate grazie alla presenza di bitume. Sono molto resistenti e leggere e si applicano al tetto con chiodi o colla. 

Esistono in commercio tegole in PVC che permettono di realizzare il tetto e conferirgli allo stesso tempo leggerezza e resistenza. Generalmente la base di superficie dove si posano le tegole è costituita da uno strato di isolamento impermeabile bituminoso il cui costo (compresa la posa), è di circa 25 euro/mq. L’aspetto di queste tegole può richiamare quello dei prodotti più tradizionali in laterizio, permettendo di realizzare coperture per tetti con migliori prestazioni in termini di isolamento termico.

Vi sono, infine, alcune soluzioni tecnologiche ed innovative che richiamano l’immagine di questi elementi tradizionali per le coperture per tetti. Ne sono un esempio le tegole fotovoltaiche che integrano uno strato fotovoltaico e permettono la massima integrazione architettonica di questa tecnologia. 

Isolare il tetto: tutte le possibilità

Le dispersioni di calore attraverso il tetto incidono pesantemente sui consumi energetici dell’edificio, con conseguenti sprechi di energia per riscaldare/raffrescare l’edificio e costi più elevati. Per questo motivo, uno degli elementi fondamentali di una nuova copertura è proprio l’isolamento termico, che ne migliora in modo significativo le performance, sia nei mesi invernali, che in quelli estivi. Infatti, durante l’inverno si previene la perdita di energia, limitando le dispersioni di calore verso l’esterno, a temperature molto inferiori rispetto a quelle interne a casa. Durante l’estate, invece, si riduce il problema del surriscaldamento, facilitando il mantenimento di temperature miti in casa e, in ogni caso, riducendo il fabbisogno energetico per il raffrescamento.

Proprio l’assenza di isolamento termico è spesso motivo di intervento sui tetti esistenti: anche se la struttura è in buone condizioni e non richiede particolari interventi, se è assente lo strato di coibentazione potrebbe essere opportuno intervenire. Realizzare un tetto ex novo permette di posare la coibentazione all’estradosso della copertura, invece, se si decide di ristrutturare un tetto esistente, ma senza toccare la struttura, è possibile intervenire e posizionare l’isolamento anche sul lato interno della copertura al di sopra dell’ultimo solaio sotto la copertura, quando il sottotetto non è abitato. La scelta dipende dalle caratteristiche dell’edificio, dal budget, dal materiale scelto e dalla progettazione dell’intero isolamento. Anche nel caso di un tetto piano l’isolamento non può mancare.

Scegliere il materiale isolante

La scelta del materiale e del formato dell’isolante per realizzare il tetto coibentato dipende principalmente dal progettista, che valuterà aspetti quali lo spazio disponibile, la necessità di calpestio, l’importanza di usare materiali più o meno naturali, le caratteristiche del materiale (come resistenza, conducibilità e traspirabilità).

In sostanza, quindi, la selezione dell’isolante è influenzata dalla sua posizione (e quindi la resistenza che di conseguenza deve avere) e dalla capacità isolante ricercata. I materiali isolanti possono poi essere caratterizzati sulla base della loro composizione, in isolanti di origine sintetica oppure naturali, ovvero di origine minerale, vegetale o animale. Tra i più utilizzati ci sono la fibra di legno, il sughero, la lana di roccia, la lana di vetro o anche prodotti non naturali come il polistirene espanso estruso.  

Il manto impermeabile

Il manto impermeabile si differenzia in continuo e discontinuo:

  • manti continui rappresentano uno strato uniforme e ininterrotto, ne sono un esempio i manti bituminosi o sintetici e le coperture metalliche a giunto drenante;
  • manti discontinui presentano, invece, una soluzione di continuità tra gli elementi di copertura e necessitano di pendenze superiori a 5°, tra i più diffusi manti discontinui ricordiamo le coperture con tegolelamiere grecate e i pannelli coibentati.

Inoltre, è proprio questo strato che definirà l’aspetto del tetto, a seconda del materiale scelto. 

POLIISO® VV è un pannello isolante in poliuretano espanso di Ediltec
POLIISO® VV è un pannello isolante per coperture in poliuretano espanso di Ediltec, formato da una schiuma polyiso rigida a celle chiuse, di colore giallo, espansa fra due supporti di velovetro.

Per garantire che il tetto svolga al meglio la propria funzione di protezione della casa non bisogna prestare attenzione solo alle coperture per tetti, ma è molto importante che ci sia anche un’ottima coibentazione.

Scegliere un isolante naturale comporta vantaggi in termini di sostenibilità e di benessere, i prodotti privi di sostanze chimiche infatti hanno un impatto ambientale ridotto e sono sicuri per la salute, in quanto privi di inquinanti.

Hardrock Energy Plus: pannello in lana di roccia per coperture inclinate di Rockwool
Il pannello in lana di roccia per coperture inclinate Hardrock Energy Plus di Rockwool è caratterizzato da alta resistenza a compressione, calpestabile, ed è impiegato per l’isolamento termico, acustico e la sicurezza in caso di incendio

La lana di roccia è un prodotto molto utilizzato per la realizzazione degli isolamenti delle coperture. Questo materiale ha elevate prestazioni isolanti e grande resistenza al fuoco, è adatto ai contesti di edilizia sostenibile, in quanto si caratterizza per il ridotto livello delle emissioni di VOC ed è privo di formaldeide, grazie ad un legante derivato da materie prime di origine vegetale

Realizzare il tetto ecologico: i tetti verdi

tetti verdi sono una particolare tipologia di copertura e sono una soluzione che offre molti vantaggi ambientali ed energetici. Realizzare il tetto verde significa parlare di verde pensile, in quanto questa tipologia di tetto prevede lo sviluppo di uno strato vegetale al di sopra della copertura, che può arrivare anche ad ospitare alberi di dimensioni importanti (tetto verde intensivo).

Realizzare il tetto ecologico: i tetti verdi

Ogni tetto verde è costituito da una stratigrafia che prevede una struttura portante e strati funzionali come l’isolante termico, uno strato di tenuta all’acqua, una barriera al vapore e una barriera “antiradice”. Chiaramente la struttura dovrà essere adeguatamente dimensionata e i costi di realizzazione non sono trascurabili. Anche la manutenzione richiesta da un tetto verde è superiore rispetto a quanto avviene in un tetto tradizionale.

La presenza di un green roof, però, permette di migliorare la qualità dell’aria nell’area circostante, in quanto sono assorbite sostanze come la CO2; migliora le prestazioni termiche dell’edificioriduce l’effetto isola di calore; favorisce lo sviluppo della biodiversità urbana e rimedia all’elevato consumo di suolo.


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