Seoul, la torre adattiva di Carlo Ratti sollevata sui “tacchi”

CRA-Carlo Ratti Associati e l’impresa sudcoreana GS E&C hanno presentato il progetto di una torre residenziale adattiva al clima per Seoul. Alta 140 metri, si solleva dal suolo su esili sostegni per lasciare il terreno permeabile, gestire l’acqua piovana secondo i principi della “città spugna” e restituire spazio pubblico e verde alla città. Le facciateincorporano fotovoltaico e schermature, mentre i piani rifugio imposti dalle norme diventano giardini condivisi.

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Seoul, la torre adattiva di Carlo Ratti sollevata sui "tacchi" con giardino sul tetto
Images by CRA-Carlo Ratti Associati

CRA-Carlo Ratti Associati, insieme all’impresa di costruzioni sudcoreana GS E&C, ha presentato il progetto di una torre residenziale adattiva al clima per Seoul. Alta 140 metri, la struttura si solleva dal terreno su esili sostegni — i “tacchi” che danno il titolo al progetto, A High Rise on High Heels — per mantenere il suolo permeabile e rispondere al rischio di allagamenti e all’aumento delle temperature che interessano la capitale sudcoreana. Il progetto consente ad acqua, vegetazione e spazi pubblici di coesistere sotto l’edificio, mentre le facciate si adattano all’orientamento e ospitano spazi per la coltivazione.

Il modello della “città spugna” e il suolo restituito alla città

Il progetto ripensa il rapporto tra l’edificio alto e la città che lo circonda. Invece di sigillare il terreno con un’impronta edilizia tradizionale, la torre viene sollevata dal suolo, che resta aperto e permeabile.

Seoul, la torre adattiva di Carlo Ratti sollevata dal suolo
Il lato esposto a sud integra pannelli fotovoltaici per la produzione di energia solare – Images by CRA-Carlo Ratti Associati

Durante le piogge intense l’acqua meteorica viene trattenuta e rallentata in sito, attraversando il paesaggio prima di raggiungere la rete di drenaggio urbana di Seoul. È il principio della sponge city, la “città spugna”, che considera l’acqua una risorsa da gestire all’interno dell’ecosistema urbano. La riduzione dell’impronta a terra permette inoltre di conservare gli alberi esistenti e di ricavare nuovo spazio pubblico al livello del suolo.

«Per gran parte del secolo scorso le città hanno cercato di far scomparire l’acqua il più rapidamente possibile», afferma Carlo Ratti, founding partner di CRA e docente al MIT e al Politecnico di Milano. «A Seoul, di fronte a un clima che cambia, ci siamo chiesti come una torre possa restituire all’acqua più tempo e più spazio. Sollevando l’edificio sui “tacchi”, lasciamo che il terreno conservi i suoi alberi, assorba l’acqua piovana e lavori come parte del sistema di adattamento climatico della città».

Il piano terra come spazio condiviso

L’area libera sotto la torre diventa un’estensione della vita quotidiana dei residenti. Giardini e spazi sociali collegano l’edificio all’intorno e danno forma a una corte all’aperto. La struttura sollevata lascia arrivare la luce naturale ai livelli inferiori e rende possibili funzioni condivise come un orto comunitario, sale da pranzo comuni e case da tè. Nelle intenzioni dei progettisti la produzione di cibo entra così nella vita di tutti i giorni e favorisce l’interazione tra gli abitanti.

Facciate adattive e piani rifugio che diventano giardini

Le facciate della torre rispondono al proprio orientamento. Il fronte esposto a sud integra pannelli fotovoltaici per la produzione di energia solare, mentre i lati est e ovest adottano lamelle verticali che filtrano la luce radente e limitano il surriscaldamento degli ambienti.

Seoul, la torre adattiva di Carlo Ratti sollevata sui "tacchi" con facciate adattive
Images by CRA-Carlo Ratti Associati

Rinunciando a un involucro uniforme, l’edificio si calibra sulle condizioni locali e, dall’interno, cambia aspetto con il movimento del sole nell’arco della giornata.

Dai piani rifugio ai giardini in quota

Sopra il livello del suolo, il progetto trasforma un obbligo normativo in una dotazione per gli abitanti. La normativa coreana impone un piano rifugio ogni 30 piani; qui questi livelli di sicurezza diventano giardini condivisi in quota. Distribuiti lungo tutto lo sviluppo verticale, offrono aree protette in caso di emergenza e, nell’uso ordinario, funzionano come spazi di socialità.

Seoul, la torre adattiva di Carlo Ratti sollevata sui "tacchi"
Images by CRA-Carlo Ratti Associati

Il progetto di Seoul prosegue la ricerca di CRA sul modo in cui l’edificio alto può rispondere alle sfide urbane contemporanee. Tra i lavori precedenti dello studio figurano CapitaSpring a Singapore, che estende il grattacielo in una rete di giardini pubblici, e la Jian Mu Tower a Shenzhen, che integra l’agricoltura urbana in una struttura verticale. A Seoul il tema si sposta sull’acqua e sulla capacità degli edifici residenziali di preservare gli ecosistemi esistenti in contesti urbani densi. 

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