A cura di: Erika Bonelli Img by Foster + Partners Indice degli argomenti Toggle Come funziona la costruzione “invertita”Sciami di robot e droni: l’automazione coordinata del cantiereLegno, modularità e circolaritàIl finanziamento EIC Pathfinder e il consorzioFAQ SWIFT-BUILDChe cos’è il progetto SWIFT-BUILD?In cosa consiste la “costruzione invertita”?Qual è il ruolo di Foster + Partners?Il sistema è già disponibile per il mercato? Foster + Partners entra in un consorzio UK-UE che ha ottenuto un finanziamento da 4 milioni di euro, per una durata triennale, nell’ambito del programma Pathfinder dello European Innovation Council (EIC). Il progetto, denominato SWIFT-BUILD (Swarm-based Inverted Fabrication for Timber Buildings), punta a sviluppare un sistema di costruzione automatizzata per strutture modulari in legno, capaci di essere adattate nel tempo e disassemblate su richiesta. Al centro c’è l’integrazione tra robotica di sciame (swarm robotics), intelligenza artificiale e materiale ligneo, con l’obiettivo di coniugare automazione del processo edilizio, sostenibilità, flessibilità ed efficienza dei costi. Non si tratta di una tecnologia commercializzabile, almeno per il momento. Il coordinamento del progetto è affidato all’Università di Bristol, mentre Foster + Partners partecipa come partner industriale del consorzio. I grant Pathfinder, inoltre, finanziano ricerca ad alto rischio e accompagnano le idee verso la fase di proof of concept. Come funziona la costruzione “invertita” Il metodo applicato capovolge la sequenza tradizionale del cantiere. Anziché costruire dal basso verso l’alto, SWIFT-BUILD assembla ciascun piano a livello del suolo e poi lo solleva, liberando lo spazio necessario a realizzare il livello successivo al di sotto. La struttura cresce così “verso il basso” man mano che viene innalzata, riducendo il lavoro in quota e le operazioni di sollevamento dei singoli componenti. Nell’impostazione dei ricercatori, la struttura sostiene se stessa man mano che sale, senza bisogno di impalcature esterne: un sistema pensato per essere assemblato e disassemblato su richiesta, modulare, adattabile e replicabile su scala. Sciami di robot e droni: l’automazione coordinata del cantiere Il processo è gestito da una squadra di robot coordinati. Le macchine a terra si occupano dell’assemblaggio e del sollevamento della struttura, strato dopo strato, mentre alcuni droni sorvolano l’area per monitorare l’avanzamento e segnalare eventuali criticità in tempo reale. I robot si scambiano informazioni in modo continuo: è questo flusso costante di dati a consentire loro di adattarsi alle condizioni del cantiere e di operare in sicurezza senza un intervento umano costante. L’approccio si inserisce in una linea di ricerca precisa promossa dall’EIC, che con questa call ha chiesto sistemi di robot collettivi capaci di lavorare in ambienti dinamici e non strutturati come i cantieri, puntando sulla collaborazione robot-robot e uomo-robot più che sull’automazione parziale o sugli utensili teleguidati. Legno, modularità e circolarità Con la scelta del legno come materiale strutturale il progetto rivendica l’attenzione all’ambiente. La modularità delle strutture apre alla possibilità di adattarle nel corso del ciclo di vita dell’edificio, mentre la reversibilità del sistema di connessioni è pensata per il disassemblaggio selettivo e il recupero dei materiali. Una volta completato il progetto sarà protagonista di una dimostrazione in scala reale: uno sciame robotico autonomo costruirà un padiglione in legno, progettato per essere meccanicamente reversibile. Sarà proprio la fase di smontaggio a mettere alla prova gli obiettivi di circolarità e sostenibilità, verificando la capacità dei robot di recuperare i componenti per un loro riuso. Irene Gallou, Senior Partner di Foster + Partners, ha sottolineato come la combinazione di robotica avanzata e strumenti di AI integrati renda il metodo di costruzione invertita adattabile a scale e usi diversi, con potenziali applicazioni ad ampio raggio. La focalizzazione sulla costruzione modulare in legno, ha aggiunto, mette in evidenza l’a sostenibilità del progetto, con al centro circolarità e flessibilità. Il finanziamento EIC Pathfinder e il consorzio Accanto a Foster + Partners, in qualità di partner industriale, il consorzio riunisce sette atenei europei: l’Università di Bristol, l’Università della Danimarca del Sud, la Technical University of Munich, l’Università di Pisa, la Delft University of Technology, l’Università di Birmingham e la Ludwig Maximilian University of Munich. La presenza dell’Università di Pisa porta un contributo italiano diretto alla ricerca. SWIFT-BUILD non è un caso isolato. Rientra tra i progetti selezionati nella Challenge dell’EIC Pathfinder dedicata ai robot collettivi in edilizia, dove il tema della costruzione in legno ricorre in più progetti, a segnalare un legame tra automazione e materiali da costruzione a minori emissioni. Nello stesso portafoglio rientra anche il progetto BRICKS, coordinato dalla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia. FAQ SWIFT-BUILD Che cos’è il progetto SWIFT-BUILD? SWIFT-BUILD (Swarm-based Inverted Fabrication for Timber Buildings) è un progetto di ricerca europeo che sviluppa un sistema di costruzione automatizzata per strutture modulari in legno, basato su sciami di robot coordinati e intelligenza artificiale. Ha ottenuto un finanziamento da 4 milioni di euro nell’ambito del programma EIC Pathfinder e ha durata triennale. In cosa consiste la “costruzione invertita”? È un metodo che ribalta la sequenza tradizionale del cantiere: ogni piano viene assemblato a terra e poi sollevato per far spazio al livello successivo, realizzato al di sotto. In questo modo si riduce il lavoro in quota e si semplifica la movimentazione dei componenti. Qual è il ruolo di Foster + Partners? Foster + Partners partecipa al consorzio come partner industriale. Il coordinamento del progetto è affidato all’Università di Bristol, insieme ad altri sei atenei europei, tra cui l’Università di Pisa. Il sistema è già disponibile per il mercato? No. I finanziamenti EIC Pathfinder sostengono ricerca ad alto rischio orientata al proof of concept. Il progetto si concluderà con una dimostrazione in scala reale — un padiglione in legno costruito da uno sciame robotico autonomo e progettato per essere disassemblato — ma non riguarda una tecnologia già commercializzabile. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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