L’involucro edilizio come sistema integrato: isolamento, tenuta all’aria, luce naturale e durabilità 08/04/2026
L’allarme proviene da Legambiente che sottolinea come, con questa lentezza, ci vorranno cent’anni per mettere in sicurezza le scuole, nelle aree a rischio, in Italia. Nell’ultimo triennio sono stati 4.580 gli interventi nelle aree a rischio, ma sono stati soltanto il 5,3% quelli che sono stati adeguati antisismicamente. La messa in sicurezza e la riqualificazione antisismica ed energetica delle scuole deve essere un obiettivo principe di questo Paese. Urgente definire una regia nazionale di interventi, al momento assente, e supportare i Comuni a superare i problemi che incontrano. Per mettere in sicurezza le scuole italiane situate nelle aree più a rischio del Paese ci vorranno oltre cento anni, se si continua ai ritmi attuali. Un arco di tempo inaccettabile e preoccupante se si pensa che in Italia sono ben 19.000 gli edifici scolastici italiani – su 43.072 presenti sul territorio nazionale – che si trovano in comuni a rischio sismico 1 e 2, come ad esempio Amatrice e L’Aquila; che il 65% delle scuole è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica (1974) e che negli ultimi tre anni gli interventi di adeguamento sismico effettuati sugli edifici, siti in queste zone, sono stati solo il 5,3%. Anche se in questi ultimi anni sul fronte dell’edilizia scolastica si è aperta una nuova fase segnata per altro dall’arrivo di nuove risorse finanziare, resta il fatto che sono ancora pochissime le scuole su cui si sta intervenendo nelle aree più a rischio del Paese. In Italia – dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente – gli interventi di adeguamento sismico ed energetico non sono una priorità, come è preoccupante che manchi un’analisi della situazione di rischio delle scuole e una regia nazionale sugli interventi. Per questo si chiede che venga avviato al più presto un piano di messa in sicurezza di tutte gli edifici nelle aree 1 e 2 a rischio sismico, che venga definita una regia nazionale che concentri qui le risorse che oggi si disperdono in mille rivoli e che si completi l’anagrafe scolastica che consenta in breve tempo di avere una analisi del rischio degli edifici, individuando problemi e priorità di intervento, altrimenti continueremo a restare in balia di eventi sismici e atmosferici e ad avere scuole vecchie e poco sicure. Per accelerare la riqualificazione e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio scolastico, l’associazione ambientalista chiede inoltre di ridurre e semplificare le linee di finanziamento per superare le difficoltà di accesso ai bandi e di realizzazione degli interventi; di cambiare il ruolo della Struttura di missione per supportare i Comuni a superare i problemi di accesso ai bandi, e di coinvolgere l’ANAC per individuare procedure efficaci e trasparenti e le Esco, per coinvolgere risorse e imprenditori privati nel processo di riqualificazione. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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