La sicurezza nel settore dell’edilizia, dalla fabbricazione alla manutenzione

La sicurezza nel settore dell’edilizia, dalla fabbricazione alla manutenzione

Il settore delle costruzioni è da sempre considerato un campo piuttosto delicato per ciò che riguarda la sicurezza e la salute dei lavoratori.

a cura di Pieralberto Greco

La sicurezza nel settore dell’edilizia, dalla fabbricazione alla manutenzione

Indice degli argomenti:

Innanzitutto, la ragione per cui risulta particolarmente complesso attuare delle ottimizzazioni nelle procedure inerenti la sicurezza dell’edilizia riguarda la peculiare natura di ciascuna opera, equiparabile ad una sorta di prototipo per via dell’unicità che la contraddistingue.

Inoltre, lo sviluppo tecnologico nella realizzazione delle macchine e degli utensili ha condotto all’impiego di attrezzature sempre più evolute, il che implica anche la necessità di un’adeguata formazione ed abilitazione degli operatori per poterle adoperare in sicurezza.

La conoscenza delle caratteristiche tecniche dei macchinari per la prevenzione del rischio si rende fondamentale non soltanto per gli addetti ai lavori, ma anche per tutti i soggetti che svolgono un ruolo correlato alla loro attività – dal dirigente al rappresentante dei lavoratori, nonché il datore di lavoro ed il coordinatore per la sicurezza nei cantieri.

Il relativo apparato normativo è piuttosto complesso, con direttive tecniche anche nell’ambito della produzione delle macchine regolamentate con direttive dell’Unione europea e decreti legislativi quali il DL 81/2008 ed il DL 17/2010. Quest’ultimo riporta la definizione principale di una macchina, ossia un “insieme equipaggiato o destinato ad essere equipaggiato di un sistema di azionamento diverso dalla forza umana o animale diretta, composto di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidamente per un’applicazione ben determinata”.

Prevenzione del rischio: dalla fabbricazione delle macchine alla manutenzione delle attrezzature

Un notevole passo avanti in tema normativo è stato fatto con l’inserimento della procedura di valutazione del rischio prima della fabbricazione di ogni macchinario, il quale dev’essere eliminato o ridotto, applicando le misure di protezione e rispettando i requisiti previsti da entrambi i decreti legislativi.

Ne consegue che possano essere immesse sul mercato esclusivamente macchine sicure, ovvero tali da non mettere a repentaglio né la salute di persone ed animali, né danneggiare beni dopo essere state correttamente installate ed usate.

Anche un’adeguata manutenzione delle attrezzature da cantiere, inclusi gli utensili elettrici e non, fornisce una considerevole copertura dall’esposizione ai rischi sul luogo di lavoro.

Vi sono diversi tipi di utensili motorizzati, oltre a quelli elettrici ─ attrezzi pneumatici, idraulici ed a combustibile ─ il cui funzionamento in sicurezza deve essere preservato per evitare guasti e proteggere gli operatori da eventuali infortuni.

I maggiori rischi collegati a tali attrezzature portatili derivano proprio da una carente manutenzione o da uno scorretto utilizzo: in base a quanto rilevato dall’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro (OSHA), il settore edile si trova al secondo posto dopo quello agricolo, per quanto riguarda le percentuali di infortuni provocati da utensili a mano non motorizzati, ed al primo posto se si considerano gli utensili motorizzati. È necessario, pertanto, prestare molta attenzione alla manutenzione degli utensili portatili nei cantieri, sia manuali che motorizzati: come dimostrano i dati, si tratta di una sfida tuttora aperta nel settore delle costruzioni.

Il ruolo chiave della manutenzione

Per un uso sicuro degli utensili portatili nei cantieri, vi sono infatti numerose pratiche da effettuare in modo accurato e professionale, le quali prevedono giornaliere ispezioni delle attrezzature per rilevare possibili malfunzionamenti, regolazioni meccaniche e messa a punto di tutte le apparecchiature, oltre alla segnalazione di problemi significativi che richiedono particolari interventi.

Spesso, purtroppo, tali riparazioni vengono svolte direttamente nel cantiere per non interrompere il lavoro, in modo troppo affrettato e con soluzioni improvvisate. Al contrario, è assolutamente indispensabile che siano gli addetti alla manutenzione i quali, a loro volta, necessitano di una formazione qualificata ─ a svolgere le relative procedure, implementando dettagliati programmi di ispezione, segnalazione e registrazione per pianificare le modalità ed i tempi delle attività richieste.

Soltanto il personale competente, adeguatamente addestrato e munito delle specifiche attrezzature di protezione individuale, deve occuparsi di manutenzione di utensili portatili motorizzati.

Direttive europee per la protezione dei lavoratori

Il principale testo di legge sugli standard minimi di protezione nei luoghi di lavoro è la direttiva quadro 89/391/CEE, la quale delinea il processo di valutazione dei rischi e le rispettive misure di prevenzione che i datori di lavoro devono rispettare.

Essa è integrata, relativamente alle costruzioni, dalla direttiva 92/57/CEE, con le prescrizioni minime per la sicurezza e la salute nei cantieri temporanei o mobili e le disposizioni sulla manutenzione, il controllo degli impianti e dei dispositivi. Con le direttive 2001/45/CE e 89/654/CEE sono regolati i requisiti minimi per l’uso delle attrezzature durante lo svolgimento del lavoro, incluso il controllo, le ispezioni periodiche e la protezione inerenti la manutenzione delle apparecchiature.

Relativamente all’uso di apparecchiature di protezione individuale durante il lavoro, la direttiva 89/656/CEE stabilisce le prescrizioni minime per la sicurezza, mentre la direttiva sulla bassa tensione 2006/95/CE riguarda l’impiego del materiale elettrico.

Per ciò che concerne la progettazione e fabbricazione delle macchine, la normativa di riferimento è la direttiva 2006/42/CE. Il quadro normativo completo è disponibile sul sito web dell’Agenzia europea OSHA.

 

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