Realizzare un nuovo tetto o ristrutturare quello esistente: materiali, tecnologie e detrazioni fiscali 29/05/2026
Ospitare i rifugiati è una sfida importante. Attualmente i campi profughi sono considerati temporanei ma ci sono rifugiati che rimangono ospiti anche per 20 anni. Perché non donare loro un alloggio più stabile, sicuro e sostenibile? Un progetto architettonico prevede l’uso combinato di tubi metallici flessibili e fogli di cemento arrotolabili che si induriscono quando vengono idratati, garantendo solidità e costi ridotti senza rinunciare alla sostenibilità a cura di Tommaso Tautonico Offrire ai rifugiati un alloggio stabile, sicuro, efficiente in termini di costi, energia, ambiente e facilmente assemblabile senza avere competenze tecniche di costruzione. Il team di architetti, ingegneri e ricercatori di cutwork ha sviluppato un progetto architettonico dedicato ai profughi basato su un tessuto di cemento arrotolabile che indurisce quando idratato. In qualità di co-fondatore, Chelsea Crawford, in merito al progetto, dichiara: “la nostra missione è creare stabilità e sicurezza per le persone che hanno perso di più: un posto da chiamare casa e una comunità dove poter ricostruire speranza e senso di appartenenza”. La soluzione proposta da cutwork è di tipo “flat-pack”, può essere costruita in un solo giorno, bastano due persone inesperte e non prevede l’utilizzo di attrezzature o macchine pesanti. Il progetto sviluppato dal team di architetti fornisce stabilità e una solida base di vita per tutti quei rifugiati che vivono una condizione di disagio, di fragilità. Ideato in collaborazione con Cortex Composites, il campo profughi combina il sistema del tubo metallico pieghevole di cutwork con la tecnologia del calcestruzzo arrotolabile di Cortex per creare unità abitative permanenti. Cemento arrotolabile, sostenibilità e stabilità Utilizzando la tecnologia base di cutwork, i tubi metallici possono essere facilmente piegati a mano e bloccati in strutture architettoniche, creando il telaio dell’edificio. Subito sopra lo scheletro metallico vengono fissati fogli isolanti e impermeabili, e infine viene steso l’innovativo tessuto in cemento. Questo strato, una volta bagnato, si indurisce entro 24 ore, creando un guscio protettivo tre volte più resistente alla compressione rispetto al calcestruzzo tradizionale. Ogni singola unità abitativa è progettata per durare più di trent’anni, è una soluzione economica, facile da mantenere e con molti fattori positivi a suo vantaggio: resistenza alle intemperie, al fuoco, la superficie è piuttosto solida e difficile da scalfire e in più, il pavimento in cemento è più igienico e confortevole rispetto al pavimento “nudo” che troviamo solitamente nelle tende. Le pareti interne sono lavabili, offrono isolamento interno autoregolante al caldo e al freddo e l’installazione di due finestre nella parte alta, forniscono illuminazione naturale e aerazione dello spazio. I pannelli solari sul tetto forniscono l’energia sufficiente per caricare i telefoni cellulari, fonte di comunicazione vitale per i rifugiati, e l’illuminazione artificiale interna. La struttura include una cucina e un wc con doccia, il che significa che i suoi ospiti possono evitare le aree comuni di cottura e lavaggio spesso pericolose e non regolamentate, soprattutto per donne e bambini. La progettazione modulare prevede la possibilità di aggiungere ulteriori funzionalità future, in risposta alle diverse circostanze organizzative. img by cutwork studio Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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