Realizzare un nuovo tetto o ristrutturare quello esistente: materiali, tecnologie e detrazioni fiscali 29/05/2026
Dal 2019 scatteranno i nuovi obblighi normativi sull’utilizzo del BIM nel settore pubblico e in quello privato, sia per quello che riguarda gli edifici che le infrastrutture e le strade. Come questo sta impattando sul processo di innovazione delle costruzioni italiane. In occasione del Convegno organizzato dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre, in collaborazione con One Team e Civiltà Di Cantiere, “Il BIM nel processo di innovazione delle costruzioni italiane. Progettazione, realizzazione e competenze”, sono stati approfonditi tutti gli aspetti che riguardano la progettazione di edifici e infrastrutture, considerando i nuovi obblighi normativi che scatteranno dal 2019. Dal prossimo anno infatti le stazioni appaltanti dovranno obbligatoriamente inserire metodi e strumenti elettronici di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture per i lavori di importo superiore a 100 milioni di euro. Entro il 2025 tale obbligo sarà allargato a tutto il sistema dei lavori pubblici. Si tratta di una nuova sfida tecnologica che imprese e studi di progettazione devono essere in grado di cogliere, adeguandosi alle nuove tecnologie e competenze richieste. Dal convegno è emerso che nel settore privato sono più preparati al mondo BIM gli studi di ingegneria e di architettura che operano a livello internazionale, e uno stimolo alla progettazione BIM viene dai fondi di investimento, e dalle aziende multinazionali che sono molto attente a qualità e controllo dei costi. In riferimento ai bandi pubblici, il mercato ha iniziato ad evolvere negli ultimi 2 anni, un’analisi dell’OICE evidenzia che nel 2015 i bandi BIM erano stati 4, per passare a 26 nel 2016, fino agli 86 del 2017, con una crescita del 70% e un valore complessivo, lo scorso anno, di circa 31 milioni pari al 2,5% dei bandi di gara per i servizi di ingegneria e architettura. Paola Marrone, Professore Ordinario in tecnologia del Dipartimento di Architettura di Roma Tre nel suo intervento ha sottolineato l’importanza della progettazione attraverso un sistema di gestione digitale del processo informativo: “Il BIM ha reso ‘visibile’ quelle tecnologie che mettono insieme saperi, controlli, simulazioni e retroazioni, legando progetto e qualità delle costruzioni”. Riccardo Perego, AD di One Team, ha focalizzato l’attenzione sugli importanti benefici che assicura l’utilizzo del metodo BIM, soprattutto nella progettazione di grandi opere. Il BIM permette inoltre di valutare la vita utile degli elementi, valutando una serie di parametri quali per esempio la somma dei costi di demolizione e costruzione, o l’energia che occorre perché un edificio sia prodotto e per essere dismesso. Si tratta di aspetto importante, come ha evidenziato Alberto Raimondi, ricercatore in tecnologia dell’architettura a Roma Tre, “In un edificio di 30 anni alcuni sub-sistemi (impianti e rivestimenti) sono da sostituire, altri (strutture, tamponamenti) possono continuare a svolgere il loro compito. In termini ambientali sostituire elementi che hanno ancora una vita utile residua è un costo ambientale”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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